La strage dei reporter

Lo chiamavano Hassan il Fantastico e avrebbe compiuto trent’anni il prossimo 1. luglio, anniversario dell’indipendenza della Somalia. È stato ucciso a Mogadiscio da una gang di cinque uomini armati che gli hanno teso un’imboscata quando stava rientrando a casa. Insomma un’esecuzione.  Hassan Osman Abdi era direttore di radio Shabelle.   Professione Reporter

Mogadiscio.  Ho visitato due radio locali che hanno anche siti internet. Shabele e Benadir. Ho visitato i loro studi. Ho parlato a lungo con i direttori. Erano onorati di ricevere ospiti italiani (ancora voglia d’Italia). Gli ho chiesto come si può fare il giornalista qui. Hanno risposto sicuri, tracciando programmi e progetti. Ma poi ho chiesto ancora: ma si puo’ essere liberi di fare i giornalisti in Somalia? Non hanno capito la domanda, e mi hanno offerto cocacola.

Il 2012 è cominciato malissimo per i reporter. Sono stati ben undici quelli assassinati nel primo mese dell’anno. Due sono stati uccisi negli ultimi giorni anche in Nigeria, uno dei posti più pericolosi che io conosca. In Somalia sono stato nove anni fa proprio a Radio Shabelle e ho capito cosa significa combattere (con il microfono) per il proprio Paese.  Dossier

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11 thoughts on “La strage dei reporter

  1. No,Pino,per me non l’avevano capita,la tua domanda perche’ si vede che fine fanno quelli che vogliono fare informazione libera a Mogadiscio.Viene da pensare che questo non valga solo per i giornalisti somali,viste le statistiche dei reporter morti ammazzati,ma in certi posti la verità da’ ancora più fastidio…

  2. e certi posti in cui voler fare determinate professioni, significa avere una discreta dose di follia, positiva!
    E sono quei morti di cui l’occidente non si interessa

  3. Un lista che continua a crescere. Di questi morti si parla e si scrive sempre molto poco. Fino a quando sulla terra ci saranno guerre, ci saranno innocenti che perderanno la vita.
    La Libertà spesso resta solo racchiusa dentro la parola. Quanti… quanti lottano per la loro Libertà e non la conosceranno mai?
    Ho scritto molto su di loro, ancora aspettano la Libertà. Vi metto questa mia poesia scritta nel 1991.
    http://ceglieterrestre.wordpress.com/2008/02/10/kosovo/

  4. OT: In casa d’altri sarebbe buona educazione non criticare. E’ pur vero che la cosa veramente importante sono i contenuti ma se posso esprimere un giudizio questa grafica non mi piace. Un abbraccio

  5. Questa non è una critica, ma un giudizio e tutti i giudizi vanno rispettati, specie quelli degli amici, altrimenti che comunità è (leggi sopra)? Non per difendere la scelta grafica (che non è mai definitiva) ma l’ho scelta proprio perchè minimale. Insomma pochi fronzoli e largo, già, ai contenuti. Ho intenzione anche di ridurre al minimo le immagini, limitandomi a pubblicare solo quelle che esprimono qualcosa. Caro “Barba” tieni anche presente che ci si deve sempre abituare a una nuova casa. Magari ne riparliamo tra un pò (mentre aspetto altri contributi: il vostro parere è decisivo). ;)))

  6. Questa sera una partita di calcio egiziana è stata usata come orribile attacco estremistico; molte le vittime, migliaia i feriti… Il precedente di poche ore fa l’attacco al pulman della nazionale di giocatori algerini. Qualcuno vuol riportare al terrore questo paese nord africano.

    73 dead and more than 1000 injured in pitch invasion and riot at football match

    MORE: http://bit.ly/y7xnYz

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