E’ ora di alzare la voce per i marò

I due marò del San Marco accusati per la morte di due pescatori indiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono stati trasferiti in un carcere di Kollam. Lo ha deciso il giudice.

La questione comincia a diventare seria. Si tratta di due militari in servizio anti-pirateria che in acque internazionali hanno forse ucciso, e dunque eventualmente, per errore due pescatori. L’India, sospinta da motivi politici interni anti-italiani (si vuole colpire Sonia Ghandi), sta facendo pagare in maniera pesante e inaccettabile un’azione comunque doverosa. Va bene la diplomazia, ma per risolvere la questione bisogna cominciare a fare la voce grossa. Noi che copiamo tutto dagli americani siamo lontanissimi dalla salvaguardia ferrea dei propri militari (sono appena usciti nuovi particolari inquietanti sull’omicidio Calipari, una vera zozzeria). Massimiliano e Salvatore non si stavano giocando una birra, come quelli del Cermis, ma stavano difendendo una petroliera italiana in un mare infestato dai pirati. Nessuno più di me ha apprezzato l’intervento del presidente Napolitano sul caso Battisti, ma – con tutto il rispetto – credo che sia molto più utile ora una sua chiarissima presa di posizione su quella che sta diventando una vicenda addirittura infamante. Non bisogna dichiarare guerra per far capire che pretendiamo di essere rispettati.

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50 thoughts on “E’ ora di alzare la voce per i marò

  1. come non essere d’accordo con te?
    il guaio è che bisognerebbe spiegare il valore del “rispetto” ai nostri politici, quelli buoni solo per primarie, talk show e congressi dove raccattare soldi e potere e capaci di straparlare di patria e bandiera solo ai funerali di stato..

  2. si tratta di due militari, bisogna intervenire con forza, se pure hanno ucciso (tutto da dimostrare) lo hanno fatto per dovere e non e’ possibile accettare che siano giudicati da un tribunale civile indiano
    ci sara’ un ambasciatore a roma, no? perche’ non chiamarlo, mettergli paura, insomma fare qualche cosa di deciso?
    sono convinto che stanno preparando tutto per condannarli chissa’ poi cosa chiederanno in cambio per liberarli: io mi muoverei prima di essere ricattati

  3. Sottoscrivo tutto quanto pure io.
    Ora ho capito meglio (la malafede).
    E speriamo che intervengano in tempi brevi, che ogni volta c’è bisogno di qualcuno che si faccia sentire…contro strumentalizzazioni odiose.

  4. Difendere gente in divisa e’ un po’ troppo di destra, meglio aspettare. Ora abbiamo altro a cui pensare, conti, evasori e spread. Italiani popolo di quaquaraqua’

  5. Toh, finalmente. Conosco De Mistura: è in gamba, speriamo che riesca a risolvere la questione.

    I militari italiani “non possono e non debbono essere detenuti in una prigione per detenuti comuni”. Lo ha dichiarato oggi il sottosegretario agli Esteri italiano, Staffan de Mistura. “Sono nell’anticamera del carcere di Trivandrum – ha indicato in una dichiarazione – e su mio rifiuto di farli entrare in cella, non sono entrati”, ha specificato De Mistura che è insieme ai due marò italiani. “Non mi muovo da qui – ha aggiunto – fino a quando non avremo chiarito una situazione inaccettabile”. Riguardo all’ipotesi di una detenzione dei marò in un carcere con detenuti comuni, De Mistura ha sottolineato che “in nessun Paese al mondo questo verrebbe accettato e noi non lo accettiamo”. “Una cosa è seguire il processo giudiziario locale – ha proseguito – cosa che abbiamo fatto con perizie, avvocati, ma è ben altra cosa che nel frattempo militari italiani ed in uniforme e in missione ufficiale all’estero, per un incidente avvenuto in acque internazionale, siano messi in un centro di detenzione per delinquenti comuni”. “Ripeto – ha concluso – è inaccettabile e quindi non mi muovo da qui fino a quando si è trovata una soluzione appropriata”.

  6. Il caso dei due marò arrestati in India è di “competenza delle autorità italiane, che non hanno finora richiesto la nostra assistenza”, ha chiarito la portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. “Esprimiamo rammarico per la morte dei due pescatori indiani – ha detto Maja Kocjiancic, interpellata sul caso – Siamo in stretto con le autorità italiane, ma la responsabilità è la loro, perchè le questioni consolari sono di competenza dei singoli Paesi”.

  7. si, nulla da aggiungere al post di Pino. E mi sembra di capire in questi due ultimi commenti che in poche parole ce la dobbiamo sbrigare da soli? Ma siete convinti che sono solo gli indiani? io sono dell’opinione che c’è un paese europeo di mezzo.
    Poi rileggendo di Calipari su cui Amelio ha scritto un libro, mi sono sempre chiesta e se fossero morti tutti in quella macchina? A chi sarebbe stata addossata lla colpa?

  8. Sui marò è un problema Italia-India, per ora, anche perchè non abbiamo voluto coinvolgere l’Europa. Credo che non ci sia nessun altro, comunque la sostanza non cambia: dobbiamo difenderci da un’autentica macchinazione.

    Su Calipari c’è poco da discutere: il marine Lozano ha sparato come un pazzo, due interi caricatori, ma è stato salvato dalla ragion di Stato (americana). Strano infatti che sia morto solo lui in quella pioggia di fuoco. Se fossero morti tutti? Non sarebbe cambiato niente, tanto gli Stati Uniti non hanno paura a dire la verità, con la certezza di restare impuniti. (Al Cermis è andata pure peggio e gli abbiamo restituito anche i cow boy).

  9. E poi si, Come se fossero morti tutti. La Sgrena non l’ho più sentita parlare. Non stava lì per raccontare i fatti?

  10. Li ha raccontati, molte volte. Anche a me. I fatti erano evidenti. nessuno saprà mai se però fu l’iniziativa di un marine cowboy oppure l’esecuzione di un ordine preciso.

  11. Battisti condannato più volte non lo danno alla Giustizia italiana.
    Il Cermis come un video gioco. End game, tutti a casa.
    Calipari, un altro poco e lo davano per kamikaze.
    In acque internazionali sequestrano i nostri militari a difesa delle nostre imbarcazioni e non li restituiscono .
    I politici, fanno a gara a farsi crocifiggere dalle ilarità in tutto il mondo.
    Comandanti e ufficiali che scappano mentre la nave affonda, lasciando passeggeri di ogni nazionalità al loro destino.
    Non valiamo più niente.

    • Sono quasi costretto a darti ragione. E neanche si può dire che siano cretini solo alcuni. Nelle vicende che hai ricordato ci sono ….non-interventi italiani di tutti i colori politici.

  12. Non è che ci si vuole piangere addosso come delle animelle, però queste vicende non aiutano proprio. Sicuramente ci sono anche altre situazioni non menzionate che nell’ elenco, meritano il loro spazio.

    • Mi riferivo a quelle che hai menzionato. Si sono succeduti nelle varie figure di merda tutti: da D’Alema a Frattini. E’ chiaro adesso?

      Gli ultimi che hanno reagito, perchè erano politici veri, sono stati Craxi e Andreotti. Infatti sono stati fatti fuori.

  13. Io sono arrabbiata e non capisco! Sono arrabiata per tuttta questa faccenda, per come viene gestita e comunicata…perchè le autorità italiane non non stanno pretendendo la loro liberazione poichè il fatto è avvenuto in acque intrnazionali….e sono arrabbiata perchè si fanno sit-in e manifestazioni per le cose più cretine, e non ho ancora visto nessuno che sta facendo qualcosa davanti all’ambasciata indiana o altrove per questi due militari…e poi i vertici della Marina Militare? Non ho ancora sentito una loro dichiarazione…..sono sposati? le mogli? fossi una di loro andrei ad incatenarmi davanti all’ambasciata indiana e poi vediamo!!

    • Cara Alessandra ,come avrai visto anche tu,nella “nostra” cara città per mesi le foto di “alcuni” sequestrati hanno capeggiato sui muri ( giustamente ) chiedendone la liberazione.
      Su FB è stato un continuo chiedere per la liberazione
      ( giustamente) della Urru.
      Dei nostri militari tranne qualche giornalista “onesto” e la comunità dei militari…il NULLA.

  14. la politica estera italiana ( diplomazia inclusa) è stata completamente massacrata e distrutta da certi politici che hanno creduto che un “INVITO IN VILLA DI ESTATE CON SPAGHETTATA E CANTATA FINALE” potesse risolvere tutti i problemi…in questo momento, bilanci a parte, siamo proprio in un mare di cacca…. ora ci sono i TECNICI e la situazione mi pare pure paradossalmente peggiorata…e non vedo all’orizzonte il NUOVO CHE AVANZA…

  15. L’ho già detto e lo ripeto: la politica estera italiana è finita molto prima delle spaghettate. Da quando abbiamo regalato agli Stati Uniti i due cowboy del Cermis.
    Cosa fanno i nuovi, i tecnici? Terzi di Santagata è andato a New Delhi, perchè la visita era programmata da tempo, ma ha parlato di affari, solo di affari, invitando tutti anzi a non essere scortesi. Non basta avere due cognomi per essere credibili. Infatti, Monti lo sta scaricando. Leggete qua

  16. E…ne vogliamo parlare?

    “Ha tutte le carte in regola per essere un ministro della Difesa competente e attento alle esigenze delle Forze Armate l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, non solo perché è un militare ancora in servizio (caso unico nella storia d’Italia) ma soprattutto perché nella sua carriera ha ricoperto tutti gli incarichi più importanti necessari ad avere una visione interforze e completa delle problematiche legate allo strumento militare.”

  17. E’ quello che volevo dire.
    Ad ogni modo lungi da me l’idea di non accertare i fatti.
    Se hanno sbagliato è giusto che siano condannati.Ma con un’indagine a 360°.

  18. Non è proprio così semplice. Stavano in servizio anti-pirateria. Non sono cittadini qualsiasi, ma militari in missione, come se fossero in territorio di guerra.

    Comunque, nel frattempo, ecco il ministro evocato…

    «L’Italia è tutta con voi, al vostro fianco. Lo siamo stati fino ad ora. Continueremo ad esserlo». E’ con queste parole che il ministro della Difesa Di Paola ha voluto esprimere solidarietà e sostegno ai due marò detenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati.

  19. ma quanto sono bravi a milano….

    Diversamente da quanto deciso per la Provincia e per la Regione, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, non saranno per il momento esposte foto dei due marò arrestati in India. Il Consiglio comunale ha deciso di non votare una mozione del Pdl al riguardo, ma ha deciso un diverso ordine del giorno. Secondo Riccardo De Corato, primo firmatario della mozione, il Pd avrebbe preso questa decisione per non spaccare la maggioranza, visto che altri partiti avrebbero comunque votato contro. Per De Corato, «ancora una volta il Pd e Giuliano Pisapia sono sotto ricatto di una sinistra radicale e massimalista, che vede nell’esercito italiano un nemico».

  20. A monte delle considerazioni pratiche di indagine giudiziaria, che qualcuno ci spieghi, ad esempio, come si fa ad ammazzare qualcuno sparando dal ponte di una petroliera alta come un palazzo di dieci piani verso un piccolo peschereccio senza bucare il tetto dello stesso, o perchè il calibro dei proiettili che hanno ammazzato i pescatori è diverso da quello dei fucili NATO in dotazione ai nostri Marò e perchè è stato rifiutato l’intervento, in affiancamento, dei nostri periti tecnici… a monte, dicevamo, delle tante considerazioni pratiche possibili, vorremmo sapere, come minimo, perche dovremmo sopportare la chiara violazione del diritto internazionale perpetrata dai rappresentanti del governo indiano, che hanno deciso scientemente d’ignorare che il “fattaccio” è avvenuto in acque internazionali, non dandoci, quindi, la titolarità delle indagini e la custodia dei nostri. Che il nostro governo reagisca con il vigore necessario per dimostrare agli italiani che celebrare la nascita del paese non è un atto ipocrita ed inutile. Serve liberare immediatamente i nostri soldati, che l’India liberi immediatamente i nostri Marò!!!! E’ stato convocato, per spiegazioni, l’ambasciatore indiano? Abbiamo ritirato il nostro ambasciatore? Che cosa sta facendo il nostro Presidente al riguardo? Blocchiamo le attività indiane in Italia, sequestriamo tutti i beni e le attività del governo indiano, blocchiamo di fatto l’ambasciata indiana a Roma. La vera coesione nazionale ed il rispetto reciproco, richiesti dal governo e ritenuti necessari in tempi cosi difficili, devono nascere da atti risoluti e necessariamente coraggiosi. Difendiamo i servitori della patria, catturati con l’inganno mentre lavoravano per tutti noi, e domandiamoci, cosa sarebbe successo se invece di cinque Marò, ci fosse stata una nostra fregata lanciamissili e la portaerei Garibaldi? Una battaglia aero-navale? La barbarie sociale di questi paesi pseudo-civili, che si riempiono tanto la bocca della loro passata cultura millenaria, invoca forse un ritorno alla vecchia politica delle cannonniere?

  21. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha convocato l’ambasciatore indiano a Roma, al quale ha ribadito che le misure prese nei confronti dei due marò sono «inaccettabili» e che anche l’attenuazione del regime della detenzione dei due italiani «non è soddisfacente». A dirlo è il portavoce della Farnesina Giuseppe Manzo.

    Eh, già tutto in una nota, neppure una comparsa ufficiale del ministro sulla vicenda. E magari quelle parole le avrà dette all’ambasciatore indiano con il sorriso sulle labbra, per non urtarlo, dopo avergli offerto the verde e pasticcini.

  22. In un comunicato della Farnesina si legge che nel ribadire le già più volte espresse posizioni del governo italiano sulla esclusiva competenza giurisdizionale della magistratura italiana per un fatto che “coinvolge organi dello Stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali”, Terzi ha fermamente protestato per le “inaccettabili misure adottate nei confronti dei nostri due militari, giudicando non soddisfacenti le misure attenuative adottate”. Terzi ha chiesto all’ambasciatore di trasmettere al governo di New Delhi e alle autorità del Kerala la “fortissima preoccupazione per il clima di tensione e di forte risentimento anti-italiano che si registra in India, in particolare nella regione interessata, sulla vicenda dei nostri due militari, con un possibile grave pregiudizio della correttezza del procedimento giudiziario in corso”. “Un procedimento cui comunque l’Italia non riconosce la legittimità per carenza di giurisdizione”.

    Era ora. Il problema non è di trattarli bene. Ma è tutto sbagliato fin dall’inizio. L’India non ha alcun diritto di processare i due militari italiani.

    • Esatto. Questi due militari non dovrebbero stare neanche in un albergo a 7 stelle. Il diritto internazionale sulla Navigazione è chiaro, su questo tipo di vicende.
      Tra l’ altro, un plauso per il loro atteggiamento fiero. Si fanno onore da soli, visto che sono stati abbandonati ai giochi della politica interna ed estera.

  23. Ho letto che in Italia vivono e lavorano 121.036 indiani, soprattutto al nord. Quanti ne vogliamo rimandare a casa loro in cambio dei due marò? Eh sì perchè adesso hanno proprio rotto le scatole a parlare male degli italiani. Se siamo tutti mafiosi perchè vengono qua?

  24. L’alta Corte di Kollam ha intanto tenuto oggi una nuova udienza sul ricorso dei legali dei due marò, riguardante la giurisdizione sull’incidente. Come già aveva fatto venerdì scorso, l’avvocato Anilh Dutt ha illustrato gli argomenti in base ai quali l’Italia rivendica il diritto di istruire un processo nei confronti di Massimiliano Latorre e Savatore Girone. Al termine dell’arringa il giudice ha fissato la prossima udienza per venerdì, quando la procura indiana presenterà le sue controdeduzioni. La sentenza finale è attesa intorno al 16 marzo.

  25. Por quanto possa essere un piccolo gesto ho ritenuto di essere solidale con i nostri marò mettendo nella barra laterale del mio blog questa semplice frase:Questo blog è solidale con i miliatri italiani ingiustamente detenuti in India e ne auspica l’immediato rilascio.

  26. IL GOVERNO INDIANO STA CALPESTANDO COMPLETAMENTE IL DIRITTO INTERNAZIONALE E I DIRITTI UMANI. E’ SPECIALIZZATO NEL FARLO.

    Solo con il TADA Act, una legge speciale che permette di arrestare con il solo sospetto di aver commesso un crimine, ha permesso alle forze di polizia indiane di arrestare 18,708 persone in nove anni. Di queste appena il 4% era colpevole.
    Il TADA act introdotto in India nel 1985 e stato sostituito con il POTA Act perché fortemente criticato dalla comunità locale e internazionale, ma cambia solo il nome e non la sostanza. In poche parole le forze di polizia indiana sono abituate a calpestare ogni tipo di diritto pur di ottenere ciò che vogliono, e la comunità internazionale gli ha abituati a farlo.

    LE LEGGI SPECIALI INDIANE, IN VIGORE IN KASHMIR PER ESEMPIO…, OFFRONO IMPUNITA’ ASSOLUTA AI SOLDATI E AI PARAMILITARI.
    Tra il 1989 e in 2011 nel Kashmir ci sono state circa 8.000 persone SCOMPARSE (dopo essere state arrestate…) e 70.000 morti

  27. “Ogni atteggiamento da parte indiana non pienamente in linea con il diritto internazionale rischierebbe di creare un pericoloso precedente in materia di missioni internazionali di pace e di contrasto alla pirateria, missioni in cui sono impegnati anche militari indiani, mettendone a repentaglio l’efficacia e le capacità operative”. Il presidente del Consiglio Mario Monti interviene sulla vicenda dei due marò arrestati in India per l’omicidio di due pescatori. Oggi il premier ha avuto un colloquio telefonico con il collega indiano Manmohan Singh sulla vicenda. Monti ha ricordato che il presunto incidente è avvenuto in acque internazionali e che la giurisdizione sul caso è solo italiana. Su questo punto gli ha fatto eco con una dichiarazione anche il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Per i “militari che operano nel quadro delle risoluzioni Onu” è necessario affermare, sul piano internazionale, il “principio di immunità e giurisdizione nazionale”. Si tratta di “un principio di carattere generale che è ampiamente riconosciuto”, ha sottolineato Terzi, “ma che merita di essere affermato”. segue su repubblica.it

  28. Scusate, ma…di nuovo non se ne parla più??
    Ma si è pronunciato Napolitano poi?

    Non condivido il pensiero della Sgrena, ma continuo a pensare a un tragico e fatale incidente, STRUMENTALIZZATO dalla politica interna indiana. Punto.

    Certo, riconosco anche che l’opinione è libera…. e NON devono succedere queste cose per quanto uno/a dica cose non condivise. Ma difendere i diritti di due ragazzi militari, che possono forse aver sbagliato ma sicuramente INVOLONTARIAMENTE….. – perchè chissà che gliene veniva dalla morte di due pescatori – questo NON significa ‘automaticamente’ mancare di rispetto alle vittime, o metterle in secondo piano.
    E’ semplicemente la constatazione dei fatti, di un errore che può succedere a chiunque, mentre l’India non sta rispettando regole internazionali – a maggior ragione che i loro militari hanno l’impunità assoluta, come scrive Gabriele Torsello.

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