Gli insulti di un povero vecchio in canottiera

“Monti rischia la vita, il nord lo farà fuori”. Tuona Umberto Bossi che torna ad attaccare il premier. Non si salva Berlusconi: “Il Cavaliere e Monti: “Uno gratta e l’altro tiene il palo”. Poi Il Senatur, a Piacenza per un comizio, mette nel mirino la proposta di istituire l’obbligatorietà dell’Inno di Mameli nelle scuole. “Spero che i miei figli non lo cantino”.

Sull’ultimo aspetto intanto può stare tranquillo: il trota a scuola non lo vogliono più, c’è stato pure troppo. Per il resto, come al solito saranno prese come frasi ad effetto, semplici metafore. E invece non è così: la seconda è (doppia) diffamazione, la prima è addirittura minaccia. Le leggi in Italia sono queste, non so in Padania. Anche stavolta si farà finta di niente, dopo le annunciate marce su Roma, la raccolta di fucili e la selva di cannonate. Accompagnate elegantemente da pernacchie, rutti e diti medi alzati. Non è più lotta politica, è barbarie. E’ l’ultima spiaggia di un povero vecchio in difficoltà che le prova tutte per aizzare un manipolo di trogloditi. I leghisti seri lo hanno abbandonato da tempo: quelli che lanciano almeno progetti e non insulti. Che pena, con quella canottiera ormai lacera. Perchè non se ne va nella “terronissima” Africa a godersi i soldi investiti? 

Ho ritrovato le “banconote padane” con la faccia di Bossi: lo avevo sopravvalutato, non un milione ma tagli da “cincentmila”. Giocavano, come i bambini con il Monopoli. Era il 15 settembre del 1996 a Venezia quando tra polenta, salsicce e vino fu dichiarata l’indipendenza della cosidetta Padania. Tutti lo presero come folklore e probabilmente fu un errore grave. Politico e non solo.

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36 thoughts on “Gli insulti di un povero vecchio in canottiera

  1. certe volte mi domando come abbiamo fatto a permettergli di arrivare dove è arrivato e perché…

  2. Vivo al nord da un po’ di tempo. Uno dei miei nuovi amici tiene una vecchia foto di Bossi dei tempi d’oro (i suoi) appesa dietro la scrivania del suo ufficio. Reclama l’indipendenza da Roma ladrona e ironizza sul fatto che, essendo io un governativo, mi lascerà un giorno (il giorno della secessione, secondo lui) la possibilità di scelta tra tornare oltrepò, nel mio “granducato”, o assumere la cittadinanza lombardo-veneta. È un bravo cristo e quando gli faccio notare quanto siano ormai arcaiche e ipocrite certe rivendicazioni (facilissimo partire dalle trote) ho l’impressione che anche lui ci creda ancora più per non sconfessarsi, per non smentirsi, che per altro… Non credo sia un troglodita, ma il padano che ci credeva è delusissimo. Non diteglielo, ma per me gli sta bene… :-)

  3. Una volta certe “esternazioni” volevano scuotere. Adesso sono patetiche.
    Mi limito a questo, non vado oltre, ma tieni presente che stavo a Venezia quando fu proclamata la famosa… indipendenza della Padania. Chiedevamo in giro le ragioni del progetto. Beh, le risposte erano proprio… da trota.

    E comunque molte frasi sono contro la legge. Anch’io scherzo con i miei amici del nord su… passaporti e battute simili, ma somigliano tanto a quelle che sentivo in Croazia durante la guerra. Dove i militari dovevano appunto scegliere da che parte stare. Forse l’errore è di avere sempre preso tutto come folklore.

  4. Si. Quel giorno io ero sul Pò a presidiare un lembo di sabbia con un piccolo drappello di miei colleghi. Io ero il più nordico… Prendemmo tutto con folklore e anche loro,i secessionisti, ci trattarono bene. Ci fecero mangiare le loro salsicce e ci rifornirono di acqua fresca. Quando strappai loro la bandiera italiana, che volevano bruciare, venni salvato dal cuoco di quella delegazione. Non mi parve folkloristico, come momento. Era già ora allora, di farla finita, hai ragione.

    1. Confidenza per confidenza, figurati io che parlo romano… Fui salvato anch’io da … un collega veneziano, Maurizio Crovato del Tg2, prima che scoppiasse una rissa. Conservo ancora le banconote da un milione…con la faccia di Bossi. Tutti a ridere, già.

  5. Sono oltre 30 anni che sparla e straparla, che insulta chiunque non la pensi come lui, che minaccia, che infanga la Costituzione, che infanga le istituzioni della Repubblica e i suoi simboli. Possibile che nessuno abbia ancora preso provvedimenti legali?

        1. Stavolta non è vilipendio, ma lo è stato più di una volta in passato. Stavolta è una minaccia vera e propria. Qualsiasi cittadino sarebbe immediatamente denunciato.

          1. si questa è una minaccia ben piu’ grave dalla bocca di un deputato , ma nessuno denuncia ? la magistratura potrebbe anche intervenire , perchè nessuno fa nulla?

  6. Le parole del leader leghista suscitano l’indignazione, l’allarme e l’ironia di numerosi esponenti politici. Pierferdinando Casini, ad esempio, commenta così su twitter: « «Dopo le minacce di stasera a Monti bisogna veramente consigliare a Bossi un piccolo periodo di riposo!». Per Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell’Idv «Bossi parla come un terrorista». Vendola, leader di Sel, parla di «un linguaggio inaccettabile in un consesso civile. Bisogna smetterla di considerare folklore l’uso di un linguaggio violento e intollerante da parte del leader leghista». Mentre per Francesco Boccia del Pd «il signor Umberto Bossi è chiaramente incapace di intendere e di volere».
    «Ho minacciato di morte Monti? È Monti che minaccia di morte noi… Ho detto che Monti nella testa dei padani non è ben visto perché ci porta la povertà e poi anche la mafia. I giornalisti travisano, non si smentiscono mai quelle teste di legno». Questa la replica di Bossi alle accuse, sempre dal palco del suo comizio a Piacenza.

  7. Che vi dicevo? Subito è stato equivocato da “quelle teste di legno” dei giornalisti. Che hanno in effetti un solo, grave torto: quello di starlo a sentire. Gli idioti normalmente si lasciano parlare da soli.

  8. e se non ce li filassimo proprio più. Il loro intento è solo la provocazione.” altamente maleducata.” e poi chi ne ha la facoltà lo internasse.assieme a quelli della radio.

  9. [OT capitali italiani verso altri stati] Roberto Reale Twitter – Nei primi mesi 2012, 8% acquisti case Londra fatto da italiani. E non sono giovani precari che se ne vanno. “C’è profumo di capitali in fuga”.

    MORE: https://twitter.com/#!/Reale_Scenari

    ——————————-

    il governo italico ci farà un mazzo nei prossimi mesi per raschiare anche il mezzo centesimo nelle tasche degli operai, impiegati e piccoli imprenditori (i nuovi poveri) e questi “personaggi” non sono ancora minimamente monitorati al 2012 dal Fisco italiano sul trasferimento-shopping di capitali all’estero?

    MAH!?!

  10. Lui va sempre avanti con offese, ma fino ad ora nessuno ha fatto niente in merito, gli si perdona tutto quanto e non ho ancora capito il perché. Ora con Monti e Berlusconi che lo appoggia, probabilmente vede sfumare le sue mire di federalismo, Padania indipendente e via dicendo… e quindi non ha migliore soluzione, visto quanto è limitato, se non usare le offese. Sarebbe proprio ora che ponessero un limite a tutto questo…

  11. la domanda nasce spontanea : perchè non se ne sta a casa sul divano con la copertina di lana invece di sparare minchiate al mondo intero ? è diventato una macchietta……mah!!

    a forza di cantargli Va’, pensiero,
    alcunii leghisti l’hanno perduto del tutto… :)

      1. il grave è che queste minacce le puo’ fare , senza subire conseguenze ,il perchè non si sa , e non dimentichiamo che lui viene pagato con le nostre tasse , lui la moglie con la scuolina, il figlio come consigliere della regione lombardia , non ci stupiamo se qualcuno si incacchia e fa quello che nessuno vorrebbe si facesse

  12. A proposito di verginelli e di romaladrona, ecco qua.

    Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni (Lega) è indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e del sostituto Paolo Filippini su alcuni centri commerciali, in relazione a un filone di indagine nato dall’inchiesta su tangenti al Comune di Cassano D’Adda. Boni è indagato insieme a un suo stretto collaboratore e altre persone. La Guardia di finanza, su ordine del procuratore aggiunto Robledo e del pm Paolo Filippini, sta perquisendo l’ufficio di Boni in Regione Lombardia.Davide Boni, 49 anni, ha alle spalle una lunga militanza nella Lega. Un mese fa ha fatto parlare di sé per il rifiuto di partecipare al minuto di silenzio in memoria di Oscar Luigi Scalfaro. «Non siamo obbligati, restiamo pure seduti», ha risposto dopo l’invito del consigliere Idv Gabriele Sola.

  13. Ma quanto sono seri i leghisti al Pirellone. Notizie di stamattina.

    Alberto da Giussano non twitta. La Lega Nord parte per la crociata contro i social network. Succede in Regione, dove stamani, nell’aula di consiglio, poco prima della discussione sul piano casa, si parlerà anche di web. Il lumbard Cesare Bossetti leggerà un’interrogazione urgente diretta alla giunta di Roberto Formigoni. Obiettivo: «Predisporre dei filtri che impediscano l’accesso ai social network dalle postazioni di lavoro di Regione Lombardia e delle società partecipate». (…) Tanto che proprio da Facebook era nata due giorni fa l’ultima polemica tutta interna alla maggioranza di centrodestra. Protagonisti Davide Boni, appunto, e l’assessore alla Protezione civile, il pidiellino Romano La Russa, che aveva criticato la lentezza delle procedure in materia di concessione dell’asilo politico. «I tremila profughi libici ci costano troppo». Tanto vale regolarizzarli, una volta per tutte. La replica di Boni alle dichiarazioni del collega fu condensata in un solo aggettivo: «Incredibile». Su Facebook, ovviamente.

    Incredibile, infatti. I profughi costano troppo. La corruzione invece no?

  14. Ne sto monno de squali, ce so’ puro li lattarini da magna’;)

    Rega’ pe sta’ ar mònno ce sta ‘n prezzo carestoso da paga’!
    Amichi… che ve posso scrive’, che nun semo tuttiquanti tarquali!
    Ce so ‘n mijardo de situazzioni che ce fanno vergogna’!
    E su sta terra ce so puro tante ingiustizzie e tanto sucidume da sciacqua’.
    Aho! Se volemo campa’ ce tocca sopporta’!
    ‘Sta è l’urtima… Pe difènne ‘n vecchio e ave’ detto sta frase: ” ‘N’omo che nun rispetta l’anziani nun è omo”.
    Sabbito, me so’ vista arriva’ er carubba a casa pe ‘na quarèlla… e mo so’ puro indagata! E pe st’inèzzia rischio de anna’ ‘n priggione. Rega’, tuttoquanto fa sperienza!
    Vabbè de sti fojetti da quarche anno ciò ‘na collezzione. Prima ce piagnevo, mo ce faccio ‘na risarella.
    Se vede che prima de anna’ a ingrassa’ le cucùzzole, dovevo vede’ puro ste giòstre.
    ‘N’amico m’ha detto “trova’ ‘n’avocato co er nome grosso”, jo risposto ”Anto’, vojo vede’ indove termina’ sta grazzianata! Eppoi… nun ciò li sordi pe mette ‘n’avocato tòsto e se puro ce l’avessi, co li bajocchelli de la duzzina ce farei magna’ quarche regazzino”.

  15. IL PULITISSIMO NORD

    Oltre 900 lavoratori completamente o parzialmente in nero, oltre a 30 milioni di euro di imposte sui redditi e a 50 milioni di euro di Irap evasi. E’ quanto hanno scoperto i finanzieri della compagnia di Rho (Milano) indagando su due cooperative con sede a Novate Milanese gestite da un imprenditore di Milano. Alla fine la guardia di finanza ha denunciato quattro persone per frode ed evasione fiscale e il gip ha disposto il sequestro di un immobile e sette terreni di proprietà del legale rappresentante delle cooperative.

  16. I pm hanno il sospetto che una parte dei soldi delle tangenti incassate da Davide Boni finissero alla Lega Nord.
    È la presenza nella vicenda dell’ex assessore di Cassano D’Adda Marco Paoletti a far emergere una sorta di «sistema partito» della Lega. (corriere.it)

    Il presidente del consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni, è indagato dalla Procura di Milano per corruzione: tangenti per un milione di euro, secondo la tesi della Procura, che in parte sarebbero stati ultilizzati direttamenti per finanziare la Lega Nord. (repubblica.it)

  17. “Purtroppo anche nella vita dei Partiti molto spesso e’ difficile individuare, prevenire, tagliare aree infette sia per la impossibilita’ oggettiva di un controllo adeguato, sia talvolta, per l’esistenza ed il prevalere di logiche perverse. E cosi’ all’ombra di un finanziamento irregolare ai Partiti e, ripeto, al sistema politico, fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti trattati provati e giudicati. E tuttavia, d’altra parte, cio’ che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, e’ che buona parte del finanziamento politico e’ irregolare od illegale”
    Discorso alla Camera dei Deputati del 29 Aprile 1993 – Di Bettino Craxi
    …Non ho mai avuto una grande simpatia per lo statista ma alla luce di quanto detto e di quello che succede pure ora posso affermare che il concetto di PRIMA e SECONDA REPUBBLICA è puramente casuale….con buona pace dei Padani…..

  18. La corruzione è identica.
    C’è solo una piccola differenza: che una volta c’erano alcuni statisti, adesso siamo circondati mediamente da cialtroni.

  19. “Sono molti anni che a Bossi e ai suoi discepoli viene concessa un’ampia licenza verbale e non solo verbale. Pernacchie, dito medio, gesto dell’ombrello; annunci di pallottole contro i Bingo Bongo, di valligiani pronti a imbracciare il mitra, di autobus separati per gli immigrati e di carta igienica tricolore. Ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, al punto che al cospetto dell’oratoria padana anche gli scontri tra berlusconiani e antiberlusconiani sembravano pagine di bon ton. S’è sempre lasciato fare, e c’era perfino chi sorrideva.

    Tanta tolleranza per due motivi. Il primo è perché – va riconosciuto – i militanti leghisti hanno dato sempre l’impressione di essere personaggi folcloristici, ma mai pericolosi; finora, insomma, nessuna camicia verde ha mai provato a tradurre in opere il verbo del capo. Il secondo motivo è che, specie negli ultimi tempi, Bossi ha goduto di una certa umana pietà per le sue condizioni di salute. In ogni caso, comunque, siamo abituati a reagire dicendo che con quella bocca può ruttare ciò che vuole.

    C’è però da chiedersi, ora, se si possa continuare a lasciar perdere. Dire che Monti deve stare attento perché il Nord lo farà fuori (chissà di quale Nord parla Bossi) è, diciamo così, un discreto «salto di qualità» anche nell’ambito del delirio. È vero che l’Italia ha corso pericoli ben più gravi di quanti ne passi adesso (pensate a quando chi pronuncia simili bestialità era addirittura ministro), ma stiamo comunque vivendo un tempo difficile, pieno di tensioni, di insoddisfazioni e di rabbia crescente; di proteste di piazza, di violenze. Profetizzando, con evidente compiacimento, l’assassinio del presidente del Consiglio, Bossi ha passato ogni limite. E quindi è forse il momento di sospendere quella licenza di cui quest’uomo ha sempre goduto, e fermarlo. Non dovrebbe esserci neanche bisogno del carcere: basta un ricovero.”
    Michele Brambilla La Stampa

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