Quelle morti sul lavoro sempre più rosso sangue

Ogni giorno muoiono, per lavoro, almeno tre persone. Quelle che una volta si chiamavano “morti bianche”, ma che appaiono sempre più morti rosso sangue. Una strage infinita e nascosta, se non quando la tragedia sfiora qualche vip. E allora finalmente se ne parla.

Due morti in poco in meno di tre mesi sono un segnale tragico. Vuol dire che c’è un problema. Sotto il fronte del palco, muoiono dei giovani operai, e chi su quei palchi ci lavora riferisce – off the records – che il settore è sempre più esposte a imperizie, sottocosti e quindi rischi. Quando era successo durante la preparazione di un suo concerto, in programma a dicembre a Trieste, Jovanotti nell’esprimere il cordoglio alla famiglia del ventenne Francesco Pinna, aveva scritto che era morto “perchè io potessi fare musica e il pubblico potesse divertirsi”. Oggi la disgrazia si è portata via Matteo Armelini, che lavorava al palco del concerto di Laura Pausini. La cantante ha espresso la sua costernazione, e sul tema è tornato Jovanotti. Questa volta ritiene giusta “una discussione molto seria tra organismi competenti su come possiamo migliorare la sicurezza per noi addetti ai lavori e per il pubblico”. Giusto. Perchè sia seria davvero, apriamola in fretta, e ricordiamo che nessuno può farsene carico meglio e di più delle star che calcano quei palchi. E ricordiamo anche, già che ci siamo, che sono morti “due addetti ai lavori” di quelli che stanno sotto i tubi di giorni, e non di quelli che si prendono in faccia le luci della ribalta di notte. Rischi, oneri e onori sono diversi: in certi casi è meglio non abusare della prima persona plurale. Linkiesta Dall’inizio dell’anno ad ora, per lavoro, ci sono stati 93 morti, 157.574 infortuni, 372 invalidi.

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9 thoughts on “Quelle morti sul lavoro sempre più rosso sangue

  1. La scia rosso sangue non risparmia alcun settore, come dimostrano i due operai investiti dal crollo del palco che stavano montando. Sulla riduzione dei costi per non sforare i budget bisognerebbe aprire una discussione a parte, ma meglio affrontarne una per volta, perché i numeri possono attendere, le persone no.

  2. … Pino la sicurezza, in questo caso, si ottiene anche ( ma non solo evidentemente!), aumentando i tempi di esecuzione.
    Mi spiego meglio: molto spesso per esempio, fra un concerto a Roma e l’altro a Perugia ci sono pochissime ore, 1 giorno? 2 giorni ? e bisogna correre…e non mi vengano a raccontare gli artisti e chi organizza loro le turnee che non lo sanno !!
    Montare e smontare palchi enormi, che oggi sono delle vere e proprie sofisticate opere di ingegneria, è un lavoro complicato e durissimo e la stanchezza può avere tragiche conseguenze..
    Stessa cosa vale per i cantieri edili dove per motivi di scadenza nei tempi di consegna ( pena l’applicazione di penali altissime ) bisogna lavorare talvolta giorno e notte…
    le leggi in tema di sicurezza sul lavoro esistono, sono molto chiare e severe….BASTEREBBE APPLICARLE SEMPRE….

    • Organizare la giornata lavorativa per coprire le 24 ore sarebbe il meno, è la rotazione dei turni che deve funzionare bene. Comunque concordo sul fatto che tappe troppo ravvicinate nel tempo, ma con grandi distanze da percorrere, costituiscano un grande pericolo per gli addetti ai lavori (quelli veri, che rischiano allestendo le scene).

  3. E ,caro Pino , onestamente non ho mai capito perchè ci si ostini a chiamarle morti “bianche”!! Proprio mi è ignota la origine di tale per me assurda definizione!

  4. La morte bianca

    La veste della morte non è bianca
    ma è nera come la pece.
    Quando si trapassa
    spesso la veste si tinge di rosso.
    La morte chiamata bianca
    è per le anime dei bimbi senza colpa.
    Ma quando muore un giovane
    per lavorare spesso
    muoiono ingiustamente
    e i colpevoli resteranno impuniti.
    Erano nati per vivere felici
    hanno lavorato per sopravvivere
    per mantenersi e sono morti.
    Sono scomparsi senza la veste bianca
    sono morti con la tuta da operaio
    e sono morti credendo di vivere felici!

    franca bassi

  5. Bisognerebbe verificarne prima di tutto la qualificazione…perchè il problema vero è che dopo aver affamato un paese, sempre di più ci sono giovani che si adattano a qualunque tipo di lavoro, per tre soldi, ma senza alcuna formazione. – vale per gli italiani come per la concorrenza straniera, ulteriormente sottopagata.

    (per i “tempi” ci sarebbero appunto i turni, ma se propongono orari ridotti mantenendo uno stipendio decente pare una bestemmia…non è abbastanza “flessibile”).

  6. PARE ABBIA CEDUTO IL PARQUET !!
    STRONZATE !! quando si monta un palco che pesa TONNELLATE bisogna sapere DOVE APPOGGIA !!
    gli ingegneri cosa ci stanno a fare ??
    della serie ” LA COLPA MORì FANCIULLA”

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