Quella notte alla Diaz

In questa foto, pubblicata oggi su quasi tutti i giornali, ci sono io. Sono quello cerchiato di rosso: ho il braccio alzato perchè tengo il flash. Lo specializzato di ripresa era quasi svenuto per la paura e allora lo abbiamo lasciato fuori del caos e ho aiutato io Franco Ceccarelli (che vedete più a destra, con la telecamera e un caschetto protettivo in testa) dandogli la luce per le riprese. Naturalmente stavamo davanti alla Diaz, quella notte terribile, che ho ricostruito subito dopo le tragiche vicende. C’erano molti miei amici poliziotti con cui avevo condiviso all’estero risate e spaghetti. Alcuni di loro, ricordo, mi hanno baciato prima di entrare con il manganello dentro la scuola. Dunque, non sto contro di loro. Ma quello che è successo in quei giorni a Genova è fra le pagine più nere della storia italiana. Un’operazione sbagliata (l’unico che aveva capito che sarebbe finita male era quel grande sbirro di La Barbera che infatti se ne è andato), certamente un’operazione ordinata.  Tutto sbagliato, fin dall’inizio: dalla gestione della piazza dove le forze dell’ordine sono andate appresso al corteo, come quando all’oratorio si va appresso al pallone, trascurando le altre parti della città devastate dai black-bloc. Tante verità che non sono mai state chiarite, come gli errori esasperati dalla rivalità con i carabinieri (erano stati appena nominati quarta forza armata perdendo però il controllo dell’ordine pubblico, cosicchè un colonnello magari doveva prendere ordini dall’ultimo ispettore della Questura). Si è fatta molta confusione, come accomunare la morte di Giuliani al resto degli scontri: il suo caso è diverso, è stato in qualche maniera un incidente, i fatti gravi (con tutto il rispetto per un ragazzo morto) sono altri. Il g8 è stato sicuramente uno spartiacque per tanti motivi. Mai si era sentito parlare di torture, come a Bolzaneto. Mai c’erano state tante telecamerine a documentare le violenze. Ricordo addirittura i Nocs, un reparto superaddestrato, perdere la testa e picchiare i ragazzini. Ma soprattutto mai c’era stata la prova di tante falsità nei verbali della polizia. Rapporti manipolati, quelle due molotov (ci sono i documenti filmati) portate dentro la Diaz per giustificare il blitz, retate negli ospedali ore dopo passate come arresti in flagranza. La sentenza (definitiva) di oggi in Cassazione colpisce clamorosamente i vertici della polizia. In alcuni casi si tratta di personaggi promossi e questo la dice lunga sulla copertura (e responsabilità) politica. Fra i tanti, ricordo Gratteri quella notte: lo posso dire perchè la mia testimonianza è finita nella sentenza. Lui, capo dello Sco, cioè un reparto squisitamente investigativo che con l’elmetto in testa e il manganello entra alla scuola (un ruolo da celerino invece che da alto dirigente) e guida il pestaggio. Pensate che è stato il capo del pool che ha incastrato il mostro di Brindisi. Ma adesso dovrà lasciare, perchè dei poliziotti bisogna tornare a fidarsi. Dispiace solo che la giustizia italiana ci abbia messo undici anni a scrivere la verità. Talmente tardi che sono stati tutti assolti dall’accusa di lesioni personali. Non perchè erano innocenti, ma solo perchè il reato ormai è prescritto. Resta comunque molto amaro in bocca.

Advertisements

24 thoughts on “Quella notte alla Diaz

  1. I giorni del G8 « Dossier

  2. La cosa che ancora non mi quadra è che sono stato chiamato dalla polizia. Era mezzanotte: mi dissero di andare alla Diaz. In genere non si chiamano i giornalisti se si pensa di fare un’operazione sporca. Probabilmente non era pianificata allora, ma gli è saltata di mano.
    La circostanza è confernata da Roberto Sgalla, allora capo delle relazioni esterne della polizia, nell’interrogatorio dell’8 febbraio 2007. verbale

    A: ricevette delle richieste dal questore?
    R: di avvertire i giornalisti.
    A: e l’ha fatto lei?
    R: non io direttamente. i miei collaboratori, considerato che era tardi…
    A: chi in particolare
    R: sicuramente il tg1 perche’ c’e’ un giornalista che si occupa molto del viminale… ad esempio pino scaccia… e’ uno di quelli con cui abbiamo sempre rapporti

    • non capisco come pensassero di poter gestire quella situazione, ma certo se ti hanno telefonato… troppe domande senza risposta. ma come hai fatto a restare calmo in quella situazione?

      • Questione di mestiere. Ho passato situazioni molto più pesanti e pericolose. E’ stato difficilissimo fare il servizio il giorno dopo, questo sì.

        • Ci credo. Facciamo lo stesso mestiere, anche se io in modo molto più “piccolo”. Apprezzo sempre i tuoi servizi e mi piacerebbe poter vedere e raccontare quello che hai visto e raccontato tu.

  3. [OT Salute] Sequestrato riso ai pesticidi

    …Secondo gli investigatori, il riso era infestato da parassiti e il pesticida era stato utilizzato per eliminarli. Sono in corso accertamenti per scoprire se e quanta quantità di riso sia stata messa in commercio…

    MORE: http://bit.ly/Rpt0Mv

  4. Pino, per essere stato lì dentro ti (vi) è andata bene!! Ma dei super poliziotti così sicuro abbiano deciso autonomamente o non piuttosto eseguito ordini da chi più in alto di loro??

  5. IO non ho seguito direttamente il G8 (ero stato inviatato dalla federazione anarchica e ho “simpaticamente risposto” che a me i lacrimogeni fanno arrossare la pelle….
    però, ho diversi amici genovesi residenti nella Zona Rossa e, al di là dei fatti specifici, il clima che mi descrivevano è riassumibile con questa frase: “Se non li tiravamo dentro casa a quei ragzzi, non ci sarebbe stato solo un morto”.
    che dire? quando uccisero Giuliani ero nella redazione del Corriere Adriatico, tv con le dirette delle cariche. UNo di noi – che non è certo un “comunista” disse “si vede che è andato su un governo di destra”. Amaramente – probabilmente concorcardando dentro di me – non ho commentato. Ma tutta questa staoria lascia ancora l’amaro in bocca ed è uno dei tasselli che ti fa vergognare di essere italiano…

  6. Sulle violenze alla Diaz, disordini di Genova al G8 2001, ci sono diverse considerzioni..la prima, protestare si, ma rispettare anche lo Stato che in quel giorno aveva ordinato di non andare oltre la zona rossa; secondo punto, la Polizia non doveva far arrivare i manifestanti a contatto con la zona rossa, fermarli molto prima; terzo punto, la Polizia ha esagerato, sbagliato, violenza chiama violenza, quarto punto, del tutto personale, il G8 a che c…serve? meglio non farli sti G8,GG e Giggeti al formaggio….a me sembra come voler riunire un ricchissimo Rotary in mezzo alle Favelas..tanto per dire..

    • concordo sui primi 3 punti. Circa il quarto,.. bè anche io mi chiedo a che servano queste riunioni di capi di stato, che alla fine non concludono assolutamente nulla!

    • lo so (questi i fraintendimenti che nascono dal voler essere sintetici, mea culpa): ma era per dire che, secondo le testimonianze dei “genovesi veraci” la cosa poteva andare molto peggio (poi magari si può contestare che il fornaio di via del Campo non sia il più esperto analista di settore, però…)

      • La situazione è stata drammatica, a tratti pericolosissima. Lo sanno tutti, compresi naturalmente i genovesi. La città è sfuggita completamente al controllo. Lo sapevamo noi giornalisti dove si riunivano i black bloc, ma non lo sapevano (o lo trascuravano…) le forze dell’ordine…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s