Mr. Enjoy è un’offesa per tutti

Sono sorpreso, ma soprattutto angosciato per quei dodici milioni di followers. Dico 12 milioni, una popolazione superiore a Cuba, Grecia, Portogallo e Ungheria tanto per dire. Mai stato moralista, ma il fenomeno di tal Vacchi non riesco proprio a concepirlo. Ho seguito a fatica le vicende di Corona, di certi tronisti e assistito allibito alle … Continue reading Mr. Enjoy è un’offesa per tutti

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I nipotini di Kabul

Shafiq mi ha mandato stamattina la foto dei figli, Sael e Florence. Sono passati dieci anni esatti da quando li ho visti l’ultima volta. E sedici da quando ho conosciuto Shafiq. Era un ragazzino, adesso è padre di famiglia, ma gli amici non si dimenticano: ne abbiamo passate troppe insieme. Felice dunque di vedere come … Continue reading I nipotini di Kabul

“Da certe parti, in montagna, è difficile stabilire dov’è il bene e dov’è il male”

A San Luca non si vota da quattro anni, da quando cioè il comune dell’Aspromonte è stato sciolto per mafia. Anche stavolta non è stata presentata nessuna lista, i calabresi dell’interno preferiscono il commissario, isolati pure da quelli della costa. Conosco bene San Luca, cinque cognomi in tutto. Non intendo criminalizzare nessuno, ma ricordo bene … Continue reading “Da certe parti, in montagna, è difficile stabilire dov’è il bene e dov’è il male”

Il Brasile delle contraddizioni

C’era un grande parco dietro l’albergo. E dentro quel parco di fatto viveva tutta quella città finta, inventata a tavolino, appena cinquantenne. C’erano le bancarelle, i giochi per i bambini, e ogni passatempo che poteva coinvolgere tutti gli “schiavi”, cioè gli unici abitanti che nel fine settimana abitavano la capitale, quando tutti i politici tornavano … Continue reading Il Brasile delle contraddizioni

Come a Kabul

Il mondo in una foto e non è neanche la peggiore. Stavo a Kabul, fine 2001. La mia minuscola, freddissima stanzetta in una guest house afghana. Il tavolinetto vicino al letto (unico mobilio), il pc e una lampada: accesa da un generatore che solo i "ricchi" (come i giornalisti) da quelle parti possono permettersi. Altrimenti, … Continue reading Come a Kabul