I nipotini di Kabul

Shafiq mi ha mandato stamattina la foto dei figli, Sael e Florence. Sono passati dieci anni esatti da quando li ho visti l’ultima volta. E sedici da quando ho conosciuto Shafiq. Era un ragazzino, adesso è padre di famiglia, ma gli amici non si dimenticano: ne abbiamo passate troppe insieme. Felice dunque di vedere come … Continue reading I nipotini di Kabul

Advertisements

Gli angeli del nostro tempo

Sono stato per anni testimonial di Piero Guidi, e lo dico con grande orgoglio. Essere stato scelto, insieme ad  altri valenti colleghi, per rappresentare quei giubbini da reporter è in qualche maniera un riconoscimento. Una volta stavo a Urbino e ho voluto conoscere lo stilista. Sono passato attraverso quei giganteschi “angeli del nostro tempo” e … Continue reading Gli angeli del nostro tempo

“Da certe parti, in montagna, è difficile stabilire dov’è il bene e dov’è il male”

A San Luca non si vota da quattro anni, da quando cioè il comune dell’Aspromonte è stato sciolto per mafia. Anche stavolta non è stata presentata nessuna lista, i calabresi dell’interno preferiscono il commissario, isolati pure da quelli della costa. Conosco bene San Luca, cinque cognomi in tutto. Non intendo criminalizzare nessuno, ma ricordo bene … Continue reading “Da certe parti, in montagna, è difficile stabilire dov’è il bene e dov’è il male”

Il Brasile delle contraddizioni

C’era un grande parco dietro l’albergo. E dentro quel parco di fatto viveva tutta quella città finta, inventata a tavolino, appena cinquantenne. C’erano le bancarelle, i giochi per i bambini, e ogni passatempo che poteva coinvolgere tutti gli “schiavi”, cioè gli unici abitanti che nel fine settimana abitavano la capitale, quando tutti i politici tornavano … Continue reading Il Brasile delle contraddizioni

Come a Kabul

Il mondo in una foto e non è neanche la peggiore. Stavo a Kabul, fine 2001. La mia minuscola, freddissima stanzetta in una guest house afghana. Il tavolinetto vicino al letto (unico mobilio), il pc e una lampada: accesa da un generatore che solo i "ricchi" (come i giornalisti) da quelle parti possono permettersi. Altrimenti, … Continue reading Come a Kabul