Alla corte di Tito Stagno

stagnoHo sempre considerato Tito Stagno un maestro. Non solo nella professione, ma maestro soprattutto di stile. Lavorare con lui era un orgoglio e anche un impegno perchè significava aver raggiunto il tetto. E bisognava meritarselo. Naturalmente in questi giorni in cui si festeggiano i 60 anni della Rai è stato intervistato: anche lui ha una storia personale un pò amara nella parte finale che tuttavia, come ad ognuno di noi, non gli ha impedito di continuare ad amare l’azienda. L’uomo della Luna, un mito televisivo. Ogni estate, nella riunione della “Domenica sportiva” c’incitava a inventarci qualcosa, odiava il banale e sicuramente la partita vista e raccontata da bordo campo è stata una grande mossa. Dopo le corrispondenze da Ascoli Piceno, mi lanciò da inviato, affidandomi le partite lombarde. Avevo il cuore nello zucchero. Quando finalmente approdai al Tg1 naturalmente ero destinato alla redazione sportiva che mi aveva richiesto. Ma si mise in mezzo, lo dico ancora con sorpresa, la cronaca con un altro grande maestro, Roberto Morrione. Il direttore Nuccio Fava, giornalista e uomo di grande equilibrio e generosità, mi lasciò scegliere. Fu deciso che per tutta la settimana facevo il cronista e la domenica mi dedicavo al calcio fino alla fine di quel campionato. La destinazione definitiva fu la cronaca. Ho rivisto Stagno di recente, a Roma, sempre in forma invidiabilissima. Gli ho chiesto ancora scusa di quel “tradimento”. Ma per l’ennesima volta si è dimostrato un grande signore: “Hai fatto la scelta giusta”.

L’inviato “storico”

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tgerika

Tv7, il mitico rotocalco del Tg1 (il più vecchio nella storia della Rai) a cui ho dedicato gli ultimi tre anni della mia carriera, si è occupato naturalmente dei 60 anni della televisione, con particolare riferimento alle notizie del telegiornale. Questo è il link al video che potete rivedere. Vi devo confidare un grande orgoglio, in quella carrellata di notizie ci sono due volte: per la scoperta di Gladio nel 1990 (al minuto 54′) e per il delitto di Novi Ligure nel 2001 (1h06′). Ahò, so’ soddisfazioni. E adesso capisco perchè mi definiscono “inviato storico” (per non dire vecchio, sembra più nobile).

Sessant’anni di televisione

tv2Nel 1954 ero un pischelletto. A casa dei nonni troneggiava un pretenzioso apparecchio radiofonico che quasi incuteva timore. Mio zio mi raccontava: “Sai, un giorno lì dentro potrai vedere quello che parla”. Ancora non sapevo, naturalmente, che molti anni dopo sarei stato anche io a parlare dentro quella scatola magica. Il 3 gennaio, sessant’anni fa, si aprirono ufficialmente le trasmissioni. Ben presto diventò qualcosa di molto importante tanto che vedere “Lascia o raddoppia” o “Il musichiere” dipendeva dai voti a scuola. In tutta la famiglia c’era un solo televisore, a casa dello zio ricco che aveva pure la prima Topolino. Dopo un pò ogni casa aveva un televisore, rigorosamente in salotto, poi in ogni stanza. Adesso si guarda la tv dal telefonino. Scrivere della Rai è un’impresa titanica, neppure ci provo. Vi rimando ai link che ne raccontano la storia. A livello personale mi piace proporre l’immagine del mio debutto dentro la scatola, nel 1979, venticinque anni dopo che era stata inventata. Una passione durata per trentadue di anni, una vita. Lo ammetto: ho rimpianto per quei tempi e non solo per la gioventù perduta. Il blog Tg1

Le immagini 3 gennaio 1954 Il primo palinsesto Sessant’anni

scaccia7Otto dicembre 1979: la telefonata mi arrivò all’improvviso dal direttore di sede, Ranghieri. “O vieni subito o se ne riparla dopo le vacanze”. Dopo cinque minuti e cinque semafori rossi firmai il contratto. Andai a salutare, e ringraziare, il capo redattore Grifoni. Mi disse: “Hai da fare oggi?” In effetti l’assunzione partiva dal 10 e poi non avevo ancora lasciato “Corriere Adriatico” ma potevo contare sulla generosità di Beni, il grande capo. Per farla breve dopo un’ora stavo su un’auto sociale per andare a Loreto per una mostra di orecchini. Erano niente rispetto ai miei occhi che brillavano. Ero, ufficialmente, un giornalista della Rai. Cominciava l’avventura.