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politica, tribù

Essere di sinistra

Questo post non sarà lungo, perchè non c’è molto da spiegare. Si avverte facilmente nell’aria una sorta di ebbrezza collettiva. Sono i fans dei governanti (così diversi ma così simili nella voglia di poltrone) letteralmente ubriachi dal potere finalmente raggiunto. Si sentono tanti, si sentono forti. Siccome sono la maggioranza (ma non assoluta come tentano di far credere) sono convinti che sono gli unici che hanno capito tutto. E invece no, non stiamo parlando di calcio dove contano i risultati. Essere di più non significa aver ragione. La forza della ragione è quella di credere in se stessi, anche (forse soprattutto) da minoranza. Questa massa di esaltati che segue progetti farlocchi e una serie vergognosa di bugie e di pietose illusioni non ha capito che essere di sinistra (o di destra) non è un fatto politico, ma è innanzitutto culturale. Inutile scagliarsi contro il Pd che è sicuramente in crisi, risultato di una serie di equivoci e di vendette incrociate, bisogna confrontarsi sui valori. Io, lo ammetto, sono e mi sento di sinistra perchè credo nella solidarietà, nella fratellanza, nella tolleranza e nella convivenza. Sono di sinistra perchè ho passato la mia vita nella parte più difficile del pianeta, mi sento cittadino del mondo e non posso considerare lontano o diverso un altro “terrestre”. Non tutti quelli che vengono da fuori sono santi, ma non lo siamo neppure noi (e non lo siamo stati quando anche noi siamo stati costretti a migrare). Ho rispetto di tutti: mi sento un cittadino del sud ma amo anche profondamente il nord. Mi sento a casa dappertutto. Dall’altra parte cosa c’è? Soprattutto egoismo, la voglia di difendere il proprio orticello, la paura degli altri come fossero nemici. Non si spiegherebbe altrimenti il consenso (o addirittura il tifo) per gli attuali padroni del vapore da chi per anni è stato offeso, deriso e umiliato. Sono concetti elementari che non c’è bisogno di spiegare ulteriormente. Ormai il razzismo non è più legato al colore della pelle, ma alla lotta per la sopravvivenza. Appunto si parla di un sesto continente in continuo movimento che non si può fermare, ma solo gestire, perchè la disperazione non si ferma. Parlare degli errori politici del passato non giustifica l’inadeguatezza del presente.

Sono contro l’odio. Sono a favore della pace.

Insomma, è ora di far sentire che non tutti hanno sposato certi concetti aberranti. Sono contro il fascismo. Tutte le dittature sono nate in momenti di crisi perchè la gente si è sentita protetta dall’uomo forte. Ma è la legge del branco,  ci si sente imbattibili a essere in gruppo. Dimenticando che la gggenteee ci mette un nanosecondo per passare da piazza Venezia a piazzale Loreto. Muoviamoci finchè siamo in tempo.

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About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

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2 thoughts on “Essere di sinistra

  1. È un periodo inquietante dove l’ignoranza, l’egoismo e la paura sembrano vincere prepotentemente. Muoverci è un dovere, oltre che un diritto e confido ancora in un risveglio delle coscienze perchè non vinca la rassegnazione e non si ripetano più certe pagine nefaste della Storia. Grazie Pino.

    Posted by annaraviglione | 30 September 2018, 14:55
  2. E non sono convinto che siano cosi tanti. Urlano solo di piu. Ecco perchè bisogna farsi sentire

    Posted by Alessandro | 1 October 2018, 16:32

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