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tribù

Domenica è sempre domenica

“È domenica per poveri e signori
ognuno può dormir tranquillamente.
Nè clacson, né sirene, nè motori,
si sveglia la città più dolcemente”.

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Purtroppo, per età, ricordo benissimo “Domenica è sempre domenica”, canzone e poi film dell’indimenticabile Mario Riva. La cantava in tv il sabato sera ne “Il Musichiere” che dovevo meritarmi dopo una settimana di studio (naturalmente davanti all’unico televisore della famiglia, dello zio ricco, oppure nel bar affollatissimo sotto casa). Altri tempi. Nonno al lavoro, nonna regina della casa, così come papà e mamma. Tutto scandito: fettuccine, pastarelle, Messa poi appena pranzo la cerimonia della partita di pallone per i maschietti (“perché mi lasci sempre sola a vedere la partita?”) oppure passeggiata ai giardinetti per le bambine. Preistoria.

Settant’anni dopo, adesso. Le partite del campionato cominciano il venerdì e finiscono il lunedì, se va bene. Nessuna cerimonia domenicale. In famiglia lavorano tutti e due, si va sempre di corsa e se ti si stacca un bottone devi correre dalla rumena “sartoria pronto intervento”. Se finisci di lavorare in città alle 20 stai a casa minimo alle 21. Parlo delle persone normali. Guarda caso chi scrive ha avuto un destino diverso (fantastico, ma diverso). Perché le persone normali vogliono naturalmente il tg alla sera o il giornale il lunedì mattina (per non dire di tutte le altre feste comandate, anche i superfestivi tipo Natale, o Capodanno o Pasqua). E come fai a non accontentarle?

I giornalisti, dunque. Poi… perché la domenica non lavorano tutti quelli che stanno in ospedale? O i poliziotti, i vigili del fuoco, i militari, gli addetti allo stadio, i ferrovieri, tutti quelli intorno all’aeroporto. Potrei continuare all’infinito. Con gli anni, e le abitudini cambiate, si è arrivati a capire che tenere aperti i negozi, soprattutto poi i centri commerciali, è una maniera per incentivare il commercio e l’occupazione. Le persone normali fanno shopping anche in maniera schizofrenica è vero, ma è un tributo al presente così profondamente diverso dal passato. Visto che scopiazzamo sempre l’America non è lì che il famoso sogno, aperto a tutti, di diventare ricchi non coincide con l’apertura h24 dove ognuno ha diritto a stare aperto quanto e come vuole?

Mi pare proprio che il cambiamento passi sempre più per un ridicolo ritorno al passato remoto. Forse perché mancano le idee per un degno futuro.

 

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About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

One thought on “Domenica è sempre domenica

  1. Pare che le teorie del buon Vico non si smentiscano, ahinoi. È inquietante pensare ad un paese che ritorna indietro di cinquant’anni perché incapace di proiettarsi verso le nuove sfide del futuro…

    Posted by annaraviglione | 8 September 2018, 00:45

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