Le due trincee

Mi tocca parlare di politica e già questo mi fa venire l’orticaria. Ma devo pur mettere un freno a quegli “amici” (con o senza virgolette) convinti un po’ presuntuosamente di farmi cambiare idea. Sono stufo dei “ci voleva il cambiamento” e soprattutto di “lasciamoli lavorare”. Ho visto come stanno lavorando da anni per la mia amatissima città e mi basta, con la sindaca che ha già chiesto (e il governo non è ancora operativo) due miliardi per Roma, come se fosse solo questione di soldi. Ho visto come hanno rubato a piene mani quelli che per anni ci hanno ammorbato con “Roma ladrona”. La realtà è che ora il Paese è in mano a due ragazzotti così diversi (basta rileggere quello che si dicevano l’anno scorso) ma che per avere il potere fanno il gioco di essere alleati e democratici. Ma è la somma dei loro progetti (cioè la lista dei ministri) che li inchioda. C’è chi parla di terroni di merda, di autonomia a tutti i costi, di no ai gay, ai vaccini, alla Tav mentre appaiono in sottofondo giustizialisti come Davigo, emergono sporcizie su Savona, e abbiamo ora un ministro dell’Interno che fin da piccolo progetta di radere al suolo gli immigrati. La paura è questa.  Con le leggi cambia il Paese. Basta rinfrescare la storia per ricordarsi come nacquero le leggi razziali, tanto per fare un esempio: Mussolini arrivava dal socialismo. Forse non c’è questo rischio perché poi non hanno tutta questa maggioranza e la voglia di razzismo, non dimentichiamolo, ha avuto appena il 17 per cento dei consensi e se Salvini sta lì è solo perché è molto più furbo di Di Maio. Ma un conto è fare macerie, un conto è costruire. E adesso, dopo la rivoluzione social, è giunta l’ora di governare. Già escono i primi mal di stomaco: il clan di Fico vorrebbe una squadra di quaranta centurioni per controllare Giggetto come se non bastasse Casaleggio. E’ bello, bello, bellissimo ricevere applausi oggi ai Fori per gente fino a ieri sconosciuta, ma al contrario di quel che diceva quel genio di Andreotti logora…chi il potere ce l’ha. Sono convinto che la gente vuole fatti e abbastanza presto. Siamo ormai divisi in due trincee, prendiamone atto. Io faccio parte della trincea che teme questi progetti scellerati, l’altra trincea sogna il miracolo. Ognuno resti nella sua, non c’è una via di mezzo. Sono nato prima della Repubblica, ho viaggiato molto, ho conosciuto tanti popoli diversi, ancora sono lucido e dunque trovo inutili, anche offensivi, i consigli. Ognuno resti delle sue idee: io ho le mie e me le tengo.

Un ultimo appunto riguarda la comunicazione, mi spetta. Sono rimasto sbalordito dall’infausta esibizione di Casalino che ha voluto mettere in mostra il potere che ha su un giornalista che una volta stimavo come Mentana. Non l’ha mai fatto neppure Berlusconi. Poi la sostituzione della Clerici con la Isoardi, ma questo è gossip (spero) e non me ne occupo.

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5 thoughts on “Le due trincee

  1. Nel giorno della festa della Repubblica la paura serpeggia nella mente di chiunque abbia un minimo di memoria storica, di buon senso e di oggettiva valutazione della realtà. Che con nuove leggi scellerate si possa far ritornare il paese indietro di 50 anni, se non addirittura catapultandolo in pieno Medioevo, è un rischio concreto e reale. Possiamo confidare soltanto nel mancato raggiungimento della maggioranza. E sperare, forse utopisticamente, che ci siano ancora “uomini di buona volontà”…

  2. LE OSSERVAZIONI DI PINO SCACCIA SONO PIENE DI BUON SENSO ma se siamo a questo punto è merito dei precedenti populisti che con il voto di scambio si sono arricchiti offrendo posti di lavoro finti e contributi figurativi ovvero … reddito di cittadinanza a chi mi sostiene mentre io corrotto e concusso riduco Roma ad un disastro totale. A Roma decine di migliaia di non lavoratori trasformati in operatori polivalenti, virtuosi, trasformerebbero (sic) Roma in un giardino invece di fare i ca… propri e questo è solo un esempio. Non vi è stata la presa violenta del potere di un socialista massimalista ovvero che voleva abolire lo stato capitalista alleatosi, ipocritamente, con gli agrari latifondisti, ma per la paura di un popolo che fra i veri lavoratori si sentiva misconosciuto e quelli che aspettavano la mammella (abituale) della mucca da mungere (l’Italia indebitata) …solo che ora la mucca ha la mastite e non possono più suggere. Tutto già scritto dal Saggio sulle classi sociali e di Sylos Labini ad Inventario Italiano di Gambino e 1000 altri Razza Padrona, Il Capitalismo Assistenziale eccc.

  3. Tanti giri di parole per definire in un solo modo questi figuri: gentaglia. Sono gli stessi (ora indagati) che volevano il Presidente Mattarella morto al posto di suo fratello (Piersanti, ucciso dalla mafia) sol perché gli hanno tolto il giocattolo di nome Savona alla Farnesina. Subito a gridare Impeachment, per poi nasconderla, felici e gongolanti, dopo che hanno cambiato le rotelle al giocattolo. Non sanno che i Ministri al Quirinale si propongono e non si impongono, non lo sanno. Il guru Grillo, ignorante come un tronco di quercia canadese vuole fare pagare l’Imu ai Musei Vaticani:
    https://www.huffingtonpost.it/2016/11/12/grillo-musei-vaticani_n_12925678.html
    parlano di reddito di cittadinanza, come se, i soldi necessari per far accontentare cinque milioni di italiani che ne avrebbero diritto ogni mese, spuntano dai muri come la muffa. Parlano di onestà mentre falsificano le firme in atti pubblici:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/17/m5s-palermo-altre-500-firme-erano-false-il-gup-decisione-su-eventuale-rinvio-a-giudizio-solo-dopo-le-amministrative/3591921/
    voci di piazza, di corridoio, e di ascensore dicono che il “loro” Presidente della Camera ha la colf pagata in nero e la storia non pare ancora chiarita:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/30/fico-e-la-colf-i-doveri-di-un-presidente-della-camera/4326100/
    si dichiarano anticasta ma i privilegi quando tocca a loro se li beccano eccome:
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/deve-risarcire-lex-portaborse-grillino-impignorabile-1448892.html
    Tutto ciò in fondo, rincuora. Alla prossima tornata elettorale basta promettere l’eterna giovinezza (Chiù pilu pi ttutti è ormai superato dal reddito di cittadinanza) e uno scranno al potere è assicurato a chiunque, anche i loro follower, mai considerati se non attraverso il blog di mister grillo dove, ogni visita gli fa fare soldini; blog che, ha il suo nome, ma è gestito “a sua insaputa” da chissà chi.

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