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afghanistan, libia, tribù

Luoghi (e paure) che restano dentro

brega

Ci sono luoghi che restano dentro. E persone che abitano quei luoghi. Significa rivedersi lì, con loro, tra sudore, giochi  per esorcizzare la paura, corse e attese, bombe e spaghetti, ricordi e fughe. Visioni che diventano familiari così che una notizia che arriva da certi fronti per chi c’è stato non è mai asettica, ma ti coinvolge emotivamente anche se ormai sei lontano e hai un’altra vita e altri dolori. Un centinaio di morti a Kabul, 33 a Bengasi. Il pensiero corre a Shafiq e ad Hakim. Il passato  che ritorna come se non fosse mai passato.

  Kabul  Bengasi

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About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

3 thoughts on “Luoghi (e paure) che restano dentro

  1. Queste continue stragi ci portano indietro nel tempo … immagino quanti ricordi in te

    Posted by Lorena | 28 January 2018, 02:33
  2. I luoghi dell’anima non passano mai: restano vivi nell’infinito presente. Nell’abbraccio a Shafiq c’è tutto il dolore e la vicinanza di chiunque abbia un cuore. Una preghiera per lui e per tutta questa meravigliosa terra martoriata.

    Posted by annaraviglione | 28 January 2018, 09:35
  3. Ma quanta “ricchezza” hai dentro……

    Posted by Renza Martini | 5 March 2018, 12:43

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Anno 18

[dal 18 ottobre 2001]
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L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

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