Audio: E la gente mica ha gli orecchini al naso

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I famosi analisti, quelli che vivono di pane e politica, hanno parlato subito di ritorno al bipolarismo. Molto più ruvidamente si può dire che i risultati di queste amministrative, per quel che contano, hanno dimostrato che i partiti faranno pure schifo ma la situazione è difficile e per uscirne c’è bisogno della politica, e non dell’antipolitica che fa solo macerie. Sinistra o destra sono due visioni diverse naturalmente di vedere le soluzioni, mentre se rottura deve essere allora, come a Lucca, ci si affida a Casapound piuttosto che ai pentastellati. Il popolo, alla fine, resta sovrano e diffida sempre dei tripli salti mortali. Sembra che beve tutto (adepti a parte) ma poi fa i conti fra le promesse e i risultati.

Non ci voleva molto a capirlo e Grillo infatti lo ha capito subito, anche perché il primo schiaffo gli è arrivato a casa: un anno esatto dopo i trionfi, il sogno e le ambizioni dei cinquestelle si sono accartocciati su se stessi. Renzi di cavolate ne ha dette tante ma gli va riconosciuta una battuta fulminante: “Esci dal blog”. Ecco, usciti dal blog sono venuti fuori tutti gli equivoci di un movimento inaffidabile, che ha tradito tutte le aspettative, honesti solo con gli altri, volgari, presuntuosi, arroganti, maestri nel gioco delle tre carte, ma soprattutto incapaci. Inutile girarci intorno: la gestione centralistica dei capataz (c’è chi direbbe fascista), le faide interne che nascondono tanta voglia di potere, i fasullissimi uno-vale-uno mentre al massimo comandano in due,  hanno avuto il loro peso ma è principalmente l’incompetenza la chiave di volta del fallimento. Il tentativo di porsi come nuova forza moderata è stato controproducente e addirittura goffo. Insomma, i grillini non sono capaci di governare. Dopo un anno il mantra della “colpa di chi c’era prima” non regge più. La gente infatti ora si domanda: e dov’è allora il cambiamento? Sicuramente è presto per dichiarare il definitivo declino del movimento, ma il primo sonoro vaffa è comunque fragoroso.

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6 thoughts on “Audio: E la gente mica ha gli orecchini al naso

  1. A Parma oltre al vaffa, si sono presi una lezione memorabile da chi hanno scaricato senza convenevoli.
    Dopo dieci anni di (anti)politica, anche dentro il Parlamento, l’ alibi della mancanza di esperienza non regge più. E il casco che Grillo usa come un cafone nel presentarsi ai seggi, forse lo salverà dalle cadute delle pigne, ma non da quelle che ha dentro.
    Pigne in testa, e vaffa che gli sono rimasti in tasca. No, lui ci sta bene nel (suo?) blog, ci guadagna un sacco di soldi facendo antipolitica.

    • E io a questo punto ho anche il dubbio che non riesca più a gestire i suoi soldatini. Troppe imposizioni, troppe giravolte, troppi errori che non riesce a spiegare se non tentando di cancellare il dissenso ma di fatto ingigantendolo. Inutile che se ne esca a dire ora che il movimento è in crescita, la gente appunto non ha gli orecchini al naso e il puzzo fetido del morto che cammina lo sente forte, perchè è il suo.

      • Grillo non sa neanche dove stanno i Musei Vaticani ai quali vuole imporre l’ ICI cioè la tassa di un altro Stato, figuriamoci se può gestire da solo, un Paese “impossibile” come l’ Italia.
        La foto del post è emblematica e parla “quasi” quanto il post stesso.

  2. I 5 STELLE sonno scarsi ma gli altri pure, a Roma il malgoverno è uscito fuori adesso perche a furia anzi a furor di debiti oramai a rubar a più non posso non c’è più niente … sono solo nuovi, i 5 STELLE ma sono scarsi come gli altri. E’ facile far bella figura riempendosi di debiti, affossando il paese, se non era per l’EURO E SAN DRAGHI noi eravamo già morti … Siamo sempre stati un paese populista: 1) i dipendenti pubblici per decine di anni sono andati in pensione con 15 anni; 2) con leggi sciagurate, esempio la pensione a ripartizione, si sono regalate pensioni nettamente superiori ai contributi versati, poi centinai di leggine che regalavano contributi praticamente figurativi, 3) pensioni sociali per chi non aveva versato contributi prelevate dall’INPS e c. invece di trarle dalla fiscalità; 4) la pensione per chi era andato in guerra anticipata di 7 anni e raddoppiata ai dipendenti pubblici; 5) Casse integrazioni eterne, ovvero minimo garantito come per i pensionati babys, 6) Erogazioni di SOLDI gratuiti in conto capitale ed in conto interesse a società nate per l’occasione, incapaci di tutto, 7) infornate enormi di dipendenti pubblici e parapubblici totalmente inutili anzi dannose ma votanti il politico erogatore che si arricchiva grazie al loro piedistallo + altre mille situazioni analoghe … ciò ha creato un basso-medio-alto ceto parassitario ed incapace di corrette analisi del valore perchè analfabeti di loro od analfabeti di ritorno + una medio-alta borghesia sfruttatrice di questo malgoverno che l’analisi del valore la conosce bene come sfruttamento dei beni pubblici a proprio vantaggio lasciando le briciole alla loro affezionata clientela. EVVIVA IL POPULISMO, il servilismo. Carli 50 anni fa, affermava di un paese, l’ITALIA dal motore piccolo, ora quel motore è ancora più piccolo e quegli eroi, i veri LAVORATORI che spesso hanno visto mortificata la loro capacità di produrre ricchezza sono proprio eroi, ma i parassiti se la godono e non per merito dei 5 STELLE.

  3. Reblogged this on Siamo solo ciò che saremo … and commented:
    Grillo aveva preventivamente minimizzato il voto delle amministrative, relegandole ad una dinamica tutta locale. Probabilmente aveva sentore di quanto sarebbe accaduto, per le ragioni che Pino cita e che sfuggono solo agli invasati. E, pur considerando che effettivamente la tornata effettivamente è territoriale, quando la figuraccia si ripete tale e quale in ogni luogo, viene il sospetto che il fenomeno possa essere più generale. Aspettando gli sviluppi futuri passata l’eco di questi risultati. Perchè ora è tutto più fluido che mai …

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