Audio: Una giornata a Biella sul filo della memoria

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Metti una bambina curiosa che incontra un vecchio soldato con due guerre sulle spalle. Metti che la bambina diventa grande e convinca il soldato ad aprire la sua anima. La bambina poi diventa anche professoressa e decide di scrivere la storia di quel soldato. Si chiamava Renato Salza, era di Biella, sopravvissuto alle campagne di Albania e di Russia. Dai suoi racconti, raccolti da quella bambina diventata grande, Anna Raviglione, nasce un libro palpitante che è soprattutto una grande opera della memoria.

Metti che per una giornata e mezza vado allora a Biella per il solo merito di aver letto in anteprima quelle pagine e averle proposte a un grande editore appassionato di storia, Andrea Giannasi. Così scopro una città gradevolissima, che non conoscevo, ricca di passato e la libreria Giovannacci così piena per la presentazione che uno scrittore può in genere solo sognare. Sala stracolma, la gente pure sulle scale che manco per un…tronista, un successo incredibile.

Poi la mattina dopo l‘incontro all’istituto Eugenio Bona che sembra un museo più che una scuola. E il piacere di trasmettere agli studenti qualche sprazzo della vita di un vecchio cronista come ideale passaggio del testimone. E dunque ancora un omaggio alla memoria, l’unico filo che unisce le generazioni.

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