Ed ecco ancora i venti di guerra

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Sul piano militare i missili americani sono poco o niente, ma è chiaro che l’azione di Trump sul piano politico è invece catastrofica. La Siria diventa una scusa per schiaffeggiare Putin e, visto il caratterino dello zar, non sappiamo quanto sia pericoloso quest’affronto. Non entro nel merito perché la questione siriana è sempre stata oscura, ma la storia delle armi chimiche mi ricorda tanto il pretesto di Bush per attaccare l’Iraq (mai trovate, of course). Come pure l’appello al mondo. Avendo, ahimè, frequentato fin troppe guerre, so bene che non esistono i buoni e i cattivi e che l’esportazione della democrazia, per dirla alla francese, è un’enorme stronzata inventata da chi con le guerre ci guadagna. Spesso, quasi sempre, sono giustificate da intenti nobili ma in realtà sono tutte sporche, provocate dalla voglia di conquista o comunque di sopraffazione. “Il mondo mi segua” gridato dal nuovo presidente Usa mi ricorda tanto, troppo, quel “o con me o contro di me” di George jr. per accreditare un conflitto che ancora dura, a distanza di anni. Sia chiaro, nessuno ha ragione perché tutti hanno torto, non parteggio per nessuno, ma sono molto preoccupato. Perché il momento attuale mi sembra tanto un déjà vu. E invece di pensare a risolvere la Grande Fame i potenti del pianeta hanno ripreso a giocare ai soldatini.

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