E’ il momento del dolore

190514073-611cc99d-3c44-4e54-9ff7-fdd0d6a6357bChi mi segue da tempo sa che ho passato tutta la mia vita  tra guerre e disastri. Con un vezzo professionale: arrivare possibilmente  subito. Ho seguito e sofferto terremoti in tutto il mondo, non solo in Italia, ho lavorato fianco a fianco con Croce Rossa e Protezione Civile, so bene di quanta gente  forte e coraggiosa accorra per le emergenze, la loro professionalità e il loro impegno. Conosco le regole e so perfettamente quali sono i tempi. Questi sono i tempi del rispetto e del silenzio. C’è da aiutare, da soccorrere, da salvare. Si parla poco perché anche le parole tolgono energie, si mangia quasi niente, si dorme ancora meno, è tutta una corsa. Terremoti, alluvioni, tsunami li ho vissuti dal di dentro. Sempre  defilato, perché i giornalisti non devono essere mai protagonisti ma  gli spetta solo il compito di informare e, in coscienza, di raccontare. Poi sono arrivati i social, stravolgendo tutto. Sarebbe molto bello se ci si limitasse a espressioni di conforto verso le vittime e verso chi soffre. All’inizio era così, sforzandosi di diffondere notizie utili, poi si è precipitati verso il marasma polemico, inventandosi ogni scusa per alimentare campagne di odio. Colpa certamente di politici rissosi che cercano solo di far propaganda elettorale. In giorni in cui si scava c’è chi va a fare ricerche sulla proprietà dell’albergo sommerso dalla neve, c’è chi continua a mischiare migranti e terremotati, c’è addirittura chi impartisce lezioni di soccorso. E certo: su Facebook si può essere allenatori  di calcio e il giorno dopo esperti di geopolitica, che male c’è? Tutti fanno finta di essere competenti, sfogando la rabbia in nome del popolo, e si sentono in diritto di sproloquiare su tutto. Beh, quest’andazzo a me comincia a dare fastidio. Molto fastidio.

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7 thoughts on “E’ il momento del dolore

  1. Squallido. Soprattutto la sensazione che stiamo diventando disumani, non coltiviamo un sano interesse per la vita e non sappiamo più provare pietà e rispetto.

  2. Quanto condivido queste parole. Ho quasi voglia di non entrare più in FaceBook. Ne sono disgustata. Anche persone che stimavo si lasciano andare alle peggiori illazioni.

  3. Chi fa illazioni è solo stupido, ma certi fatti e soprattutto azioni istituzionali disattese, come il totale abbandono dei piccoli centri terremotati è da delinquenti! Stessa cosa per gli animali lasciati morire perché i moduli abitativi non possono arrivare se non ci sono tutti i bolli del caso per le autorizzazioni. Siccome la stimo, lo evidenzierei a gran voce questo, anzi, nei prossimi giorni vado a trovare qualche agricoltore in quelle zone e sarei onorato della sua presenza, e lo dico seriamente.
    Sindaci costretti ad operarsi da soli perché non hanno direttive chiare da enti come Regione e Stato e altre cose che le potrei evidenziare. Da un grande giornalista come lei mi aspetto questo distinguo, perché fare di tutto il web la stessa salsa è spesso disastroso più che utile. Io ho sempre creduto e ancora credo che le persone migliori si vedono nei momenti peggiori. Compito di chi da le notizie dovrebbe essere quello di rendere pubbliche anche le evidenti mancanze della classe dirigente, specialmente in casi eccezionali come questi, con i giusti tempi e modi, accettare i morti in questo modo è dura sul serio per chi sta nel cratere. Sulle montagne dell’Appennino marchigiano sono 5 mesi che aspettano le stalle, la parte interessata tra abruzzo e lazio non credo sia messa meglio. Molti sono rimasti isolati in strutture anche pericolanti per dar cibo agli animali. La mancanza di comunicazione effettiva ed efficace è evidente, come la eccessiva confusione tra chi dirige i soccorsi o le burocrazie varie sulla ricostruzione immediatamente dopo l’emergenza. Inoltre il fattore economico, agricolo e quindi identitario di quei posti si rischia di perderlo per sempre. Questi sono fatti sotto gli occhi di tutti. Il paragone dei soldi alle banche e l’sms ai terremotati è un aspetto venuto giustamente a galla e in maniera fortemente critica perché la gente non ce la fa più a sentirsi portata per il culo da una classe dirigente che promette senza mai mantenere. Le piccole aziende rimaste nella confusione burocratica senza stalle e con gli animali morti, chi li risarcisce adesso? Chi si adopera a ricostituire questa economia identitaria e reale, le banche coi prestiti? Cosa vale di più oggi, il ripristino e la tutela, nonostante tutto, di caratteristiche identitarie, sostenibili e reali o l’economia aleatoria della finanza?

    1. la storia delle banche non c’entra niente e quella degli sms è una bufala
      in questo mmomento è piena emergenza, il discorso-economia si affronterà nei momenti giusti

  4. Si spera che si riescano a trovare tutte le persone dell’ albergo, vive e sane nel più breve tempo possibile.

    Detto questo, qualcuno (la Signora Selvaggia Lucarelli) risponde così a “leoni e leonesse” da tastiera, sapientoni e tuttologi vari che bivaccano sui social.
    Con tutta la personale stima e approvazione. “Prenderne uno per educarne cento.”

  5. Il problema è che una volta io condividevo il dolore di qualcuno andando li di persona a confortarlo e dargli ciò che ha veramente bisogno invece oggi con social e media e esperti in ogni cosa e le reti organizzative di donazioni mi sento di non avere più bisogno di andare li di persona ad aiutare mi accontento di un semplice commento su Facebook con parole che non arriverà mai al diretto interessato mi accontento di seguire la notizia con la media ma non seguo gli diretti interessanti ma seguo i giornalisti gli opinionisti e politici cosa hanno da dire a riguardo contribuendo al loro ascolti di guadagno mi accontento di dire al mio cuore dicendo intanto ci sono gli esperti io che vado li a fare mi accontento di donare qualche euro per pulire la mia coscienza e lavandone le mani completamente.

  6. Parole sante Pino. Leggere i commenti sui soccorsi che non sono arrivati in elicottero a quell’albergo , le polemiche di chi, grande esperto di pilotaggio di elicotteri sulla playstation asseriva che non era difficile andare lì di notte con le raffiche di vento oltre i 100kmh e in piena bufera di neve, bastava avere il mezzo adatto. Quale non lo specifica. O quello che parlava di squagliare la neve riscaldandola con i lanciafiamme. Tutti hanno dimenticato che il terremoto, quello devastante , è stato quello del 30 ottobre, cioè solo due mesi fa e fine autunno inizio inverno e quale inverno!!!! Evito di commentare chi parla ancora adesso di terremotati volutamente lasciati al freddo e non in hotel al posto dei migranti. Lo schifo mi ha assalito e meno male che c’è chi cerca d riportare tutti ad un senso di realtà. Saluti

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