Un voto con il cervello, non con la pancia

14457429_10210873610147047_6484190814588437294_nDopo una vita passata professionalmente sopra le parti ora posso permettermi di esprimere anche le mie opinioni. Non vi ammorberò con discussioni tecniche e nel pieno rispetto di chi vota NO dichiaro ufficialmente di essere per il SI’. Manca poco ormai al referendum ed è ora di esprimersi. Sono convinto che  l’Italia abbia bisogno di una scossa e non mi pare un delitto rivedere alcune norme di una Costituzione che ha ormai settanta anni. Non facciamo come gli americani che per giustificare la libertà di armarsi invocano ancora il quinto emendamento, scritto alla fine dell’800 quando c’era ancora il far west. La realtà, lo sappiamo tutti, è che pochissimi hanno davvero studiato il quesito referendario e di fatto è un voto sul governo (neppure Berlusconi ha subito tanta acredine come Renzi). Non si spiegherebbe altrimenti che a difesa della sacra carta si schierino apertamente i fascisti. Chi fa campagna per il NO? Casapound, la Lega, i cinquestelle e poi gli intellettuali chic e i rosiconi (rancorosi) vecchi e nuovi, quelli che vogliono mantenere i privilegi. Un Parlamento più snello può essere solo una risorsa, perché dunque avere paura di una riforma? Sono già andato oltre, ma per votare SI’ basta vedere chi vota no, attaccando spesso in  maniera scomposta, rissosa, incivile tutti quelli che non sono d’accordo. Al tifo, del resto, non si comanda. E ormai ci si scontra come sugli spalti di uno stadio (spesso con la stessa violenza): il derby domenica è all’Olimpico, non in un seggio elettorale. Per mesi siamo stati massacrati dalla propaganda, non voglio davvero sollevare dibattiti, ma ho solo espresso il mio parere. L’unica accortezza che imploro è di usare il cervello e non la pancia, come invoca non casualmente un fanatico delle macerie come Grillo. Poi se finiamo nel buio totale del Campidoglio è inutile lamentarsi. In politica l’onestà è fondamentale, esattamente quanto la capacità. A questo punto lo sapete. Come pure sapete, amici e nemici, che non è obbligatorio seguirmi. Votate come vi pare, ma non provate neppure a convincermi. Ho idee ben salde. Soprattutto non date retta agli slogan.

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One thought on “Un voto con il cervello, non con la pancia

  1. Forse sarò una voce fuori dal coro ma, senza deridere, insultare o compatire chi voterà sì, dichiarò che voterò no. Hai ragione a sostenere che quello di domenica sarà un referendum sul governo e non sulla Costituzione. All’inizio anch’io ero spinta a votare NO solo per cacciare Renzi (l’aveva detto che, vincendo il no, avrebbe lasciato la politica, per poi rimangiarsi tutto quindi il rischio che rimanga è concreto), perché ha portato la scuola allo sfacelo e da insegnante non lo posso tollerare. Ora, però, sono più che mai convinta che questa “riforma” ( le virgolette indicano che non è nemmeno degna di questo nome) è sbagliata, mal fatta e demagogica nella misura in cui c’è la propaganda di un risparmio sulle spese che, però, è poca cosa rispetto ai danni che potrebbero derivare dagli altri punti, specialmente quello che riguarda l’accentramento delle competenze oggi affidate alle regioni. Giusto per chiarire, non sono fascista né leghista né pentastellata. Ho solo ragionato con la mia testa e se, come te, ritengo che una riforma costituzionale vada fatta, non per questo dobbiamo prendere la prima che viene proposta.
    Questo è ciò che penso, rispettando civilmente le opinioni diverse dalla mia.

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