La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

E poi ci sono gli “haters”, gli odiatori

hi_hater

L’amico Marco Frittella sta portando avanti una battaglia per ripulire quello che è ormai il nostro villaggio globale. Scrive: “Bufale, bugie, ingiurie, diffamazioni. E’ ora di dire basta. Sul #web non può esserci l’impunità. Servono sanzioni”. Sono d’accordo. Lo so che a molti, ubriacati dalla presunta libertà, viene il prurito quando si parla di regole, ma regole ci vogliono. E non sono regole nuove: basta far valere quelle che già ci sono, legate alla legge sulla stampa. La piazza virtuale è da tempo diventata un luogo pubblico, lo ripeto da una vita, e bisogna quindi adeguarsi. Non è più tempo del bar dove ognuno può parlare senza freni, con il rischio che paventava Umberto Eco. Anche perché non è tutto spontaneo. Perché poi ci sono quelli che strumentalizzano per scopi puliti o meno puliti, e soprattutto ci sono gli haters, gli odiatori. Un fenomeno che ho affrontato in “Giornalismo, ritorno al futuro”. Ecco un brano del capitolo sul Facebook tossico.

“E’ soprattutto l’invidia che veleggia tra blog e social con un volto nuovo. Dare dell’invidioso a qualcuno oggi è poco politically-correct: l’accusato invoca il diritto, costituzionalmente garantito, di critica. E l’accusatore rischia di essere considerato un presuntuoso. Gli invidiosi 2.0 si raggruppano in realtà sotto l’etichetta di haters, odiatori. I vendicatori del web agiscono schermati da un nickname e imperversano on line con commenti durissimi, insulti, provocazioni. Secondo l’Urban Dictionary l’hater ‘è qualcuno che non è per nulla felice del successo di un’altra persona. Non desidera essere la persona che disprezza, ma vuole solo colpirla duramente’. In un volume pubblicato da Borla  lo psicanalista Benjamin Kilborne annota che ‘l’invidia gioca un ruolo importante nella difesa dalla vergogna per il difetto: piuttosto che sentire che si è noi stessi a mancare di qualcosa, ci si può sentire invidiosi di qualche altra persona che ha qualcosa che noi non abbiamo? Insomma, non sono io che manco di qualcosa, ma sei tu che hai quello che voglio”.

Prendete la morte di Claudio Salini, l’imprenditore morto a Roma. Una morte accompagnata dall’urlo bestiale del “popolo della Rete” che vomita fiele. “Una terra di mezzo popolata da mostri che azzannano chiunque si sia guadagnato il successo”, scrive Mario Sechi per “Il Foglio”. E aggiunge:  “E’ un’Italia allevata con gli estrogeni dello straccionismo. Non è il riscatto del povero, ma il ricatto di un pensiero disconnesso che trova nell’insulto il supremo godimento. Salini era ricco, Salini aveva la Porsche, Salini è morto. Evviva. E’ l’orrore che ride a crepapelle, si sollazza, si fa beffe di tutto e sfregia tutto in nome di un ciclopico nulla che ne alimenta la distruttiva pazza gioia. Se sei ricco devi morire. Se sei ricco e hai la Porsche meriti di morire nel modo più atroce”. E che dire dell’alluvione che in Costa Azzurra ha travolto, con sommo gaudio generale, bolidi extralusso? Ma quale moderazione, è lotta di classe.

Sicuramente vale la pena di spezzare un’abitudine ormai consolidata, quella di condividere tutto. E’ il caso, tragico, del quarantenne morto a Piacenza travolto dalla pena del fiume. Alle 4,53 scriveva su Facebook: “Ho rischiato di rimanerci, grazie ai miei angeli”. Luigi Agnelli stava portando il padre a Como per una visita medica. Dopo il post si è rimesso in auto, ma non ha più risposto alle domande allarmante dei parenti. Il fango aveva travolto lui e il padre. Un consiglio: se arriva la piena scappa, non pensare a Facebook.

John era uscito da casa lunedì pomeriggio, sorridente come sempre, e aveva salutato mamma Christine con il suo classico e radioso “I love you”. Appena venti minuti dopo la donna ha ricevuto una telefonata agghiacciante da Natalie, la fidanzata del figlio: «John è stato investito da un treno». E’ morto per un selfie, ad appena un chilometro da casa. “Me l’avete ucciso, avete ucciso voi il mio Andrea”: la rabbia di Federico Natali esplode sul sagrato della chiesa di Borgo d’Ale, in provincia di Vercelli, durante i funerali di un ragazzo sfortunato. 26 anni, ufficialmente che si è tolto la vita  dopo una brutta storia di bullismo, già denunciata: atroci scherzi sul lavoro, filmati, fotografati e postati sui social network che avevano fatto cadere Andrea in una depressione senza ritorno.  “Voglio un segnale contro la crudeltà in rete”. E’ l’appello della madre di Edoardo Baccin, un giovane writer lombardo dilaniato da un treno merci. “Era un artista, un ragazzo che dipingeva. eppure c’è chi ha festeggiato la tragedia su Facebook. È giusto fare finta di niente?”.

One comment on “E poi ci sono gli “haters”, gli odiatori

  1. Giuseppe Parisi
    1 September 2016

    E’ SOLO UNA QUESTIONE DI IGNORANZA, LA BESTIALITA’ è COLTIVATA, FACILMENTE GRAZIE a televisione, spazzatura, cinepanettoni, giornali na balla 3.000 poi internet ha dato una libertà inusitata ai deprivati culturali ed occhiuti strateghi del marketing emozionali danno la pastura ai pesci per farli lessi e ci riescono; le elite parassitarie che hanno il potere sono sono solo avide di soldi e concedono spazio ai demiurghi della subdola manipolazione…. gli intellettuali scrivono PETROLIO e danno per persa la classe lavoratrice …. loro collaborano in Alfa Romeo GT molto meglio la cultura di IGNAZIO SILONE e DON MILANI … ma adesso…..

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on 1 September 2016 by in tribù, web.

Professione Reporter

2016: morti 105 reporter.
[341 in prigione]

Un fiocco giallo per padre Paolo Dall'Oglio e Sergio Zanotti, rapiti in Siria.

Aspettando i 984 anni che mancano al 3000


Categories

Archives

contatti
pinoscaccia@gmail.com

Blog Stats

  • 691,704 hits

ShinyStat

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Join 14,421 other followers

L’ultimo libro

%d bloggers like this: