La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Un inno alla pace

rifugiati

Ci sono pochi spettacoli al mondo che emozionano come le Olimpiadi. E ci sono pochi Paesi al mondo capaci di emozionare, e uno di questi è sicuramente il Brasile. Dunque, i Giochi a Rio sono una sintesi irripetibile di quello che lo sport può dare. Ho avuto il grande privilegio, nella mia vita, di seguire sul campo l’evento (più volte) e anche di aver accarezzato le spiagge di Ipanema. Conosco i problemi, ho visitato naturalmente anche le favelas, ho seguito il terremoto politico di un territorio grande quanto un continente, ma quando stanotte ho seguito la cerimonia di inaugurazione, in televisione,  sono stato colpito da un altro aspetto che li supera tutti. L’inno a un pianeta nuovo, diverso, migliore è stato non solo urlato da luci colori e musica, ma rappresentato fisicamente in nome di una pace difficile ma non impossibile. Vedere sfilare insieme le due Coree, Palestina e Israele, Russia e Ucraina e poi rappresentanti di Nazioni in guerra: Iraq, Eritrea, Yemen, Siria…e poi Turchia, Egitto, soprattutto quella squadra di rifugiati accolta da un boato… Un urlo di pace e di fratellanza: finalmente non c’erano differenze ma atleti pronti a gareggiare. Solo lo sport può compiere certi miracoli, unendo i grandi Stati che dominano questa nostra Terra ferita a Paesi talmente piccoli che è difficile pure rintracciare sulla carta geografica. Obrigado.

Ora cominceranno le sfide agonistiche, ma quel che resta delle Olimpiadi è già avvenuto, con la sfilata di quei bambini con quelle piantine, simbolo di un mondo che può avere ancora un futuro. E mentre mi emozionavo al passaggio della nostra splendida Pellegrini, ripensavo alle Olimpiadi romane. Ero troppo piccolo per seguirle, anche se ho vaghi seppur teneri ricordi. La politica non è il mio mestiere, non mi spetta fare i conti, ma so che i Giochi portano sempre soldi e posti di lavoro. Dipende poi dalla città che li ospita non sperperare il patrimonio che sicuramente lasciano. Lo so, i problemi adesso sono altri e sono grandi, ma la candidatura di Roma è fra otto anni. E se chi governa adesso in Campidoglio pensa di non riuscire ad arrivare al 2024 in condizioni migliori è già di per se un fallimento. Rinunciare poi al grande orgoglio di essere per un mese e mezzo il centro del mondo sarebbe assolutamente imperdonabile.

5 comments on “Un inno alla pace

  1. Giuseppe Parisi
    6 August 2016

    A Roma le Olimpiadi sono credibili se sono impostate sulla sobrietà, non sopporto lo sperpero giustificato da un occhiuto marketing emozionale manipolatore.
    A Roma poi….come controllare la corruzione che è sparsa a macchia d’olio.

    I posti di lavoro non devono essere nel contingente ma strutturali produttori di ricchezza, facile a dirsi..ma a farsi, i nostri politici acchiappa voti inventano sempre i soliti posti di guadagno non di lavoro in tante aziende pubbliche.

    • pinoscaccia
      6 August 2016

      La corruzione è mondiale. Adesso le Olimpiadi stanno in Brasile, forse il Paese più corrotto del mondo che ha raso al suolo due presidenti molto amati. Se si pensa di non essere capaci di non essere capaci non dico di battere ma di contollare il rischio corruzione, allora alziamo bandiera bianca.I posti di lavoro sono una realtà, magari temporanea, così come l’indotto.

      • Marco Alici
        8 August 2016

        La corruzione è mondiale, è vero. Mi chiedo se in Italia sia un lusso che possiamo permetterci…

        • pinoscaccia
          8 August 2016

          Nessuno se lo può permettere. Un grande Paese come il Brasile sta andando in rovina.

  2. Giuseppe Parisi
    7 August 2016

    PER CHI TRATTA ECONOMIA SA CHE I POSTI DI LAVORO POSSONO CREARE ECONOMIA NEGATIVA, la filiera politico votato, posto di lavoro od appalto al votante ha creato un sacco di attività che non sanno nemmeno cosa sia l’equilibrio contabile, ad esempio, (come il grande Montanelli) se io impresa produco un particolare per le FERROVIE, vendendolo ad un euro avrei già il mio margine di contribuzione però bravo concusso o corruttore lo vendo a 6 euro, 2 per me e 4 per la filiera ladresca, in tal modo altero, NEGATIVAMENTE, i costi di tutto il sistema ferrovia, se poi sono COME ME..100 o 1.000 a schifio se finisce, certo avrò un villone con molti servi invece che una bella villetta e gli altri ladroni pure, inoltre ho un bel mucchio di soldi che in emergenza con la fratellanza ladresca DIMOSTRO L A NOSTRA INNOCENZA e distruggo carriere ed aziende qualificate….dopo 50 ANNI di questi glorificati comportamenti…..questa sarà la NORMA…SEMPRE VINCENTE.

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This entry was posted on 6 August 2016 by in sport, tribù.

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