La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il potere logora chi lo assapora

Maccari-Cicero

“L’uomo è per natura un animale politico” diceva Aristotele, il primo a parlare di “polis”, cioè della comunità dei cittadini. In principio fu il Senatus romano, affidato ai patres, i patrizi, che decidevano per tutti. Poi arrivò la democrazia, dal greco “demos” popolo e “cratos” potere, dunque etimologicamente governo del popolo, in cui i cittadini esprimevano la loro sovranità indirettamente, scegliendo i propri rappresentanti. La situazione, bene…o male, di oggi e dunque non si può non rispettare il volere del popolo.

La politica è sicuramente una cosa seria e difficile: deve provvedere al bene di tutta la comunità, gestire (e magari risolvere) i problemi di tutti. Talvolta è sporca per incapacità individuale, per sete di potere o addirittura corruzione dei rappresentanti eletti, ma questa è la degenerazione della politica. Da qui, normalmente, nasce l’antipolitica, cioè il rigetto dei cittadini.

In questi ultimi anni abbiamo conosciuto a più riprese l’antipolitica. Comprensibile, sicuramente in un momento di profonda crisi. Il sistema è semplice: dire di no a tutto, ergendosi a salvatori della patria con animo candido e puro. Ha avuto grande successo la Lega urlando per anni “Roma ladrona” finchè si è scoperta molto più ladra e ha cominciato a perdere colpi anche nelle proprie roccaforti, perché non aveva alcun progetto oltre a quello delle barricate, mascherando il razzismo sotto slogan e bugie.

Adesso, pare, è il turno dei cinquestelle. Non dimentichiamo  l’avvio, esaltato da vaffa e insulti. La rabbia incanalata in un rifiuto popolare. Una volta entrati nelle stanze del potere pian piano si sono ripuliti, dandosi un’immagine meno becera dei leghisti. Così si è arrivati al trionfo romano della sindaca che ha promesso di tirar fuori dalle macerie del Campidoglio una soluzione. Sinceramente, per il bene della mia città, ci ho sperato pur conservando tutti i dubbi sulla sua inesperienza per amministratore una metropoli così complicata. Nè ho mai dimenticato la provenienza e le vicinanze (tralascio i pettegolezzi). Il guaio della Raggi, al di là delle carenze, è di costituire un esempio incredibile di arrampicamento al potere centrale, la prova generale per meritare di salire molto più su.

E qui casca l’asino, diceva mia nonna, grande popolana romana. Inutile ripercorrere tutte le vicissitudini di una giunta che ancora non c’è. La sindaca è sotto tutela. Comanda il direttorio, anzi tanti direttori. Deve arrivare un genovese e addirittura un milanese per dirle cosa fare. Pensavo che i nemici politici l’aspettassero tutti al varco, ma non che la lotta fosse completamente interna. “Il potere logora chi non ce l’ha” diceva Andreotti. Ma in effetti logora chi ancora lo sta assaporando, o lo pregusta. Così la Lombardi “con la faccia un po’ così” sta facendo quello che neppure Andreotti faceva per assicurarsi poltrone, Di Maio continua a ricevere bastonate sulle proprie ambizioni spropositate e allora riscopre i giornalisti cattivi, Casaleggio jr. trasforma le risse in querele…virali. Tutti con il petto in fuori passando per Montecitorio, gridando onestà ma accodandosi subito, com’era ovvio, a chi comanda davvero dentro il Comune, a scoprire le difficoltà concrete (per non parlare, andando a Torino, degli approcci tra l’Appendino e i padroni della Fiat). Così come già successo in amministrazioni più piccole. Insomma, una bella banda di democristiani. Solo che i democristiani lo sapevano fare, addestrati da decenni di politica sul campo. E non guidati da un comico e da un paio di webmaster.

Sì, stanno “suicidando” like a Virgin fin dalla culla. Così intanto Roma muore.

3 comments on “Il potere logora chi lo assapora

  1. Walter
    5 July 2016

    Racconto un fatto:
    Il 7 dicembre 1981 Beppe Grillo perse il controllo di un fuoristrada mentre percorreva la strada che da Limone Piemonte porta sopra il Colle di Tenda. Il veicolo, sei chilometri dopo “Quota 1400”, scivola su una lastra di ghiaccio e cade in un burrone di ottanta metri. A bordo con Grillo c’erano altre quattro persone. Grillo si salvò gettandosi fuori dall’abitacolo prima che l’auto cadesse nel vuoto. Tre persone rimaste nell’auto morirono: Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, di 45 e 33 anni, e il loro figlio Francesco di 9 anni. Il quarto, Alberto Mambretti, 40 anni, fu ricoverato con prognosi riservata a Cuneo.
    Tre settimane dopo l’incidente, per Grillo scattò l’incriminazione per omicidio plurimo colposo. Nell’ottobre 1982 la perizia ordinata dal giudice istruttore suggerì che Grillo era colpevole di non aver fatto scendere i suoi passeggeri prima di affrontare il tratto di strada più pericoloso. Il 28 settembre 1983 Grillo fu rinviato a giudizio. Il processo di primo grado si celebrò a Cuneo il 21 marzo 1984 e si concluse con l’assoluzione di Grillo per insufficienza di prove. In appello il 14 marzo 1985 Grillo fu condannato per omicidio colposo a quattordici mesi di reclusione con il beneficio della condizionale e della non iscrizione. La condanna fu resa definitiva dalla IV sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l’8 aprile 1988.
    La sorellina di Francesco, Cristina, su quella macchina non ci sale perché preferiva vedere la TV.
    Cristina, su “Vanity Fayr” di qualche anno fa dice: “non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?”. Aggiungendo che chiedeva solo di “incontrare il signor Grillo”, in quanto quello “è un gesto che devo a me stessa, ma anche ai miei genitori e a mio fratello, che non possono più parlare: lo faccio io a nome loro. Privatamente, ho ripetutamente provato a contattare Grillo, ho chiamato il suo ufficio stampa, ho chiesto più volte un incontro che mi è stato sempre negato. Ogni giorno penso a come sarebbe la mia vita se i miei genitori e mio fratello fossero ancora con me”.

    Parliamo delle altre “cosette” tipo Montanari e il microscopio o l’ evasione fiscale? No, basta questo.

    Grillo nel Movimento 5 ***** decide: chi, cosa, come, dove e quando. Cioè anche i candidati, compresa la “Sindaca de Roma”.
    Nel suo blog Grillo, quello in cui ad ogni visita prende soldi dalla pubblicità inserita, dice riguardo l’ omicidio colposo plurimo: “Di questa storia ne ho piene le tasche” (link in merito non ne metto, non contribuisco a ingrassare un omicida. Chi vuole, cerchi da sé) .
    Costui, che ha l’ affido di quattro persone e ne fa perdere la vita a tre, di cui un bambino e riducendo in malo modo un altro, oggi, invece di vivere sommessamente, si presenta dicendo che “è pronto a governare il paese”. Molti lo vorrebbero Capo del Governo.

    HO PAURA

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on 5 July 2016 by in politica.

contatti
pinoscaccia@gmail.com

Categories

Archives

Professione Reporter

2016: morti 105 reporter.
[341 in prigione]

Un fiocco giallo per padre Paolo Dall'Oglio e Sergio Zanotti, rapiti in Siria.

Aspettando i 984 anni che mancano al 3000


Blog Stats

  • 691,484 hits

ShinyStat

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Join 14,420 other followers

L’ultimo libro

%d bloggers like this: