Noia

Un ordinario Santo Stefano di noia. Sicuramente è colpa mia, ma non capisco – con i problemi e i drammi che ci sono in giro – come si fa a festeggiare giornate che hanno un senso soltanto come vacanza. Un lungo ponte,  fatto di scorpacciate vergognose e soldi buttati dalla finestra. Durerà ancora parecchio e c’è già chi si prepara al mega cenone della fine dell’anno, come se fosse una fortuna un anno in più. Una cosa è certa: farò gli auguri a tutti meno a quelli che si preparano a volare alle Maldive o posticini similari. Perchè loro non ne hanno certo bisogno.

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7 thoughts on “Noia

  1. Caro Pino ti capisco perché anche per me le ” vacanze natalizie” al di la’del Natale non hanno molto senso. Le mie colleghe ne approfittano per andare al Sud dai loro parenti a ritrovare le proprie radici. Io le vivo trascorrendo un po’ più di tempo in parrocchia e qui incontro chi è povero perché ha perso il lavoro, chi non è’ mai riuscito a trovarlo, chi vive al dormitorio perche’ e’ diventato un ” esodato” e chi in vacanza non va perché non ha mezzi, chi è malato . In loro trovo il senso del Natale e le vacanze hanno un senso.

  2. Purtroppo non basta incontrarli o portarli ad una megapranzo dove si abbuffano annegando le proprie frustrazioni, bisogna portare per mano le persone in difficoltà, condurle anche con decisione, bisogna operare come i Salesiani che raccolgono ragazzi problematici e difficili e gli insegnano con impegno e partecipazione un vero, utile mestiere. Gli insegnamenti di Don Bosco e Don Milani devono essere esempio non di successi totali, impossibili, ma immensi successi parziali, sono stanco di parole, prediche e corsetti vari che servono al benessere di chi opera in totale leggerezza, comprendi importanza direbbe il Conte Claro, un Compagniuccio della Parrocchietta del grande Alberto Sordi…parola di vecchio agnostico

  3. Noi non lo abbiamo fatto consapevolmente (non totalmente, almeno), ma con molta naturalezza di fatto queste feste le abbiamo vissute – se possibile – con ancora maggiore sobrietà: pochi regali simbolici ai parenti più stretti; ai bambini solo a Natale, niente Befana nemmeno a chi avrebbe avuto ancora l’età (e il diritto) per riceverne; niente sprechi, niente abbuffate (cena di San Silvestro a casa, da soli, e dopocena da parenti). Delle vacanze abbiamo approfittato per stare più tempo insieme e fare cose che ci vengono difficili nel tempo “ordinario”, come giocare più tempo la sera con i figli, o guardare un film in tv, o uscire. Siamo umani, cerchiamo di restarlo.

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