La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il calcio che amiamo. E quello che non amiamo

141234226-fe81da49-827b-4f94-9a74-5167a3ede8f6Dopo la Figc e la Nazionale, anche il Cagliari Calcio ha aderito alla campagna contro l’omofobia. Per questo, domenica contro l’Udinese, i ragazzi del tecnico Diego Lopez scenderanno in campo con gli scarpini con gli speciali lacci arcobaleno, simbolo dell’iniziativa a difesa dei gay. Daniele Dessena, aveva già indossato gli scarpini speciali per promuovere l’iniziativa della Fondazione Cannavò ideata da Paddy Power. Per questo il centrocampista ha ricevuto diversi insulti sul web. Poi Mauricio Pinilla, e altri compagni rossoblù, si sono schierati a difesa del proprio compagno. E c’è chi ha lanciato l’idea della fascia di capitano per Daniele Conti con i colori dell’arcobaleno. L’articolo

122601320-a054cc07-75b8-49e3-8272-3759b437768cUn film già visto al Ferraris di Genova dopo Genoa-Siena. A Latina, dopo la sconfitta per 3-0, un gruppo di supporter padovani hanno dato degli “indegni” ai propri giocatori costringendoli a togliersi la maglia lasciandola a terra prima di entrare in spogliatoio.  Sul sito della società euganea è arrivato anche il commento del tecnico Michele Serena, che in qualche modo giustifica l’accaduto: “I giocatori si sono tolti la maglia non per disperazione ma per la vergogna,  penso che i tifosi vogliano qualcosa di diverso”. “Le maglie le ho portate io sotto la curva – spiega Serena -: dovevamo solo stare zitti ed abbassare la testa, non potevamo neppure chiedere scusa, di che cosa poi, di una prestazione del genere… Lo interpreto come una richiesta di dimostrazione di mancanza di dignità, i tifosi hanno fatto tanti chilometri, meritavano il nostro rispetto mi sembra normale prendere gli insulti di fronte ad una partita da parte nostra incolore e a una classifica che fa schifo”. L’articolo

E Mazzola piange ricordando i vergognosi striscioni su Superga

5 comments on “Il calcio che amiamo. E quello che non amiamo

  1. Walter
    2 March 2014

    Ipse dixit:

  2. Morgan Freeeeeman…!!! ;))))
    lo adoro

  3. Ot – certo che se anzichè “la grande bellezza” il titolo fosse stato la grande bruttezza sarebbe stato più consono: ma dove cavolo sta la bellezza in quelle scene?! oltre a una noia mortale…mortale.
    Praticamente il film lo ha retto tutto Servillo, grande e affascinante attore, e affascinante uomo. L’esatto contrario di quando si dice che un attore lo crea il regista…, qui è l’Attore che ha dato significato alla sceneggiatura e al regista. A un film senza capo nè coda. Pretenziosità registica ma scarsezza di contenuti, con la tentata scalata moralista. Mio parere personale.
    (che agli americani piaccia non stupisce: è loro la letteratura di Tennessee Williams… dove tutto è incubo soffocante senza soluzione di continuità. E naturalmente senza…bellezza).

    Una nota polemica, in ogni caso completamente ininfluente sull’obiettività del mio pensiero (come sempre…), è lo snobismo nei confronti della Ferilli: imbarazzante perchè lo classifica come un provinciale… insieme a un ancora più imbarazzante inchino alla più lecchina delle pubblicità…!
    la grande bellezza è già divenuta una filastrocchetta ;)))

  4. mah, continuo a pensarci perchè potrei non averlo capito io, comunque non mi è piaciuto, è inutile. Affascinante, vero, reale..il disincanto del protagonista in cui mi immedesimo pure parecchio, quindi nulla da dire su questo, ma sarà che le note esistenzialiste mi hanno sempre innervosito. Come pure quell’aura moralistica…sul “significato profondo della vita”. Che palle. Io non ne posso più.

  5. Devo contraddirmi… Volevo già farlo, ma non l’ho fatto perchè era ancora ‘teorico’…il pensiero, invece adesso è proprio messo a fuoco. Che poi che scema: “adesso”…sarebbe messo a fuoco. (?!)
    Sì l’ho capito il film… tanto triste quanto Vero. Forse l’avevo già capito ma lo rifiutavo, inconsciamente. Sorrentino ha voluto dire esattamente ciò che ha detto, e l’ha detto molto bene. Il film era volutamente noia e tristezza…sullo sfondo della grande bellezza (proprio come sfondo).
    Chiedo scusa, non avevo capito niente..o in realtà avevo “Sentito”… fin troppo bene.
    E mi identifico in Servillo, nel ruolo, forse anche moltiplicato per mille.
    Bravo Sorrentino… chiedo scusa davvero.

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This entry was posted on 2 March 2014 by in sport.

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