La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Le vacanze “intelligenti”

Naturalmente la gente “normale” (i “turisti fai da te”) pensa sempre che sia un gioco, oppure un film, e non rinuncia alla vacanza esotica. Addirittura portandosi dietro i bambini. Anzi, lo considerano un valore aggiunto. Vuoi mettere a postare su Facebook le foto da eroi? Roba da viverci di rendita tutto l’anno. I selfie con le macerie: ecchettodicoaffa? Poi se succede qualcosa pronti a piagnucolare e con il “diritto” di essere salvati se si ritrovano in situazione critica. Tanto paghiamo tutti noi. La Farnesina, dopo l’annuncio di cautela come molti altri Paesi europei sui rischi egiziani, dovrebbe intervenire in maniera più dura coinvolgendo direttamente i “tour operator”. In seconda analisi, bisognerebbe fare un discorso serio sulla crisi e sulla “necessità” di passare qualche giorno a marzo, neppure in tempo di vacanze, in luoghi così lontani da casa. Indispensabile? Ma, appunto, questa è un’altra storia. Sharm o morte

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Sharm el-Sheikh, estate 2005. Dopo l’attentato.

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11 comments on “Le vacanze “intelligenti”

  1. ceglieterrestre
    1 March 2014

    Ne la nostra penisola avoja a fa vacanze. Nun ce serve d’arischià la vita. Certo nun fa notizzia se annamo a le pozze de Vetralla, però armeno lassamo li sordi ne l’economia itajana.

  2. nunziatullio
    1 March 2014

    Pino Scaccia è “un’idea intelligente”!

  3. Monique
    1 March 2014

    Ecco, appunto, io questi esibizionisti li lascerei lì a giocare agli eroi quando succede qualcosa…che certuni, poi, sono così stolti da non accorgersi neppure di quello che combinano e di quello che fanno gli altri per tirarli fuori dai guai!
    E io pago!

  4. Le due ragazze intervistate le sento smaliziate, forse la mettono in politica… o forse è semplice superficialità – altra cosa che non sopporto, una ‘paranoica’ come me non può…sopportare la superficialità! – ma io ci credo che l’occidente sarà costretto a restare nei propri confini, in futuro ancora più di adesso.

    Mah, non è certamente il mio caso… che non prendo l’aereo neppure per Milano – comincio ad aver problemi pure con treni e traghetti, specie in tempi di crisi dove magari non c’è manutenzione… o da quando ho saputo che leggono il giornale mentre guidano alla velocità dei frecciarossa, con altrettanti selfie su facebook e curve al triplo della velocità consentita: sai questa è l’epoca dell’idiozia, e la mia “colpa” è quella di esserne troppo consapevole.

    Comunque per certi versi…è giusto invece, non aver paura. Non lasciarsi condizionare. Non lo so, è come quel discorso sotto il post della vecchiaia, per cui la vita è un percorso… e assolutamente individuale. Diciamo che non è il caso dei resort, ovviamente, o delle foto imbecilli sulle altrui macerie – ecchettodicoaffa ahhhh ;))) – ma tempo fa… quando ero un po’ bohemièn e un po’ troppo svagata… e pure più coraggiosa e un po’ folle, mi piacque questo articolo dal titolo “Le vie dell’incontro”
    (premettendo che “la mia cultura” non mi permette verifiche, e mi attengo a ciò che leggo dissociandomi pertanto da qualsiasi eventuale strumentalizzazione ideologica o politica qualora ci fosse, insomma prendendolo per vero e nulla più).

    • pinoscaccia
      1 March 2014

      sarebbe tutto sacrosanto se fosse davvero una scelta individuale
      ma se si mettono le guai il problema diventa collettivo e allora bisognerebbe impedirglielo

  5. beh ripeto dipende dallo spirito…con cui ci si mette in viaggio.
    se poi c’è bisogno di aiuto uno Stato dovrebbe saper provvedere anche a questo…ma vai avanti tu che a me mi vien da ridere :)))

    • pinoscaccia
      1 March 2014

      Ma quale spirito! Basterebbe usare il cervello. E lo Stato non può pagare per le scemenze di qualche fanatico.

  6. Walter
    1 March 2014

    E che dire del posto di Polizia che installeranno nel Campo base dell’ Everest, operativo da Aprile in Nepal, colpa i continui litigi e risse nel campo ormai più affollato di una Metro o, degli “intelligentoni” che vogliono imitare Christopher McCandless in Alaska? Senza dimenticare le foto davanti al relitto della Concordia, con un sorriso modello spot dentifricio.
    http://www.theguardian.com/world/2014/jan/18/alaska-into-the-wild-chris-mccandless-bus-mystic-hiker

    • pinoscaccia
      1 March 2014

      Gente che non se la cava neppure in metropolitana e che gioca a fare l’eroe.

  7. L’articolo
    qui non si parla dei fanatici…ma proprio del loro esatto opposto! ecco perchè mi è piaciuto… è come una favola

    Nel giugno 1228 l’imperatore Federico II, dopo essere stato scomunicato, partì per una crociata in Palestina. Di sua spontanea iniziativa e non come membro della Chiesa si diresse verso la Terra Santa. Già prima di partire, Federico aveva intessuto rapporti diplomatici con il sultano Al Kamil, figlio del grande Salah ed Din – ecco perchè dico che non ho riscontri eh, io non so neanche chi sono, mi dispiace – . Federico, che in gioventù aveva imparato perfettamente l’arabo, trovò nell’emiro Fahr ed Din, inviato del sultano, un amico e un interlocutore estremamente colto. Grazie al suo talento diplomatico, l’imperatore riuscì nel suo pellegrinaggio verso Gerusalemme ad ottenere da Al Kamil le necessarie autorizzazioni territoriali per giungere in Terra Santa. I due avevano imparato ad apprezzarsi e avevano quindi raggiunto senza alcuno spargimento di sangue un accordo che aveva sorpreso tutti. Il Papa, incollerito, invase allora con le sue truppe il regno di Federico, cercando in tutti i modi ma senza risultato di distruggere i successi dell’imperatore in Terra Santa. Il Papa giudicava l’amichevole rapporto tra Federico e i musulmani un rinnegamento del credo cristiano. Anche a 800 anni di distanza è utile ricordare la personalità del grande Federico e il suo modo di agire.
    Un esempio di incontro personale con l’islam è dato dalla vita del prete francese Charles de Foucauld (1858-1916). Foucauld, un ex ufficiale di cavalleria, trascorse 26 anni nel Sahara algerino in solitudine monacale, pregando e praticando l’ascesi in amichevole rapporto con i Berberi, dei quali conosceva perfettamente la lingua. Ovunque potesse, aiutava e consigliava. Gli ultimi dieci anni della sua vita Foucauld li trascorse a Tamanrasset, un villaggio tuareg nelle montagne del Hoggard, ad un’altitudine di 1200 metri e a circa 1.600 chilometri dalla costa del Mediterraneo. Nel 1916, durante una guerra locale, Foucauld venne aggredito e uccisp da un gruppo di Sedussi libici rivoltosi. Fino alla sua morte non era riuscito a convertire un solo musulmano al credo cristiano.
    Eppure, tra i gruppi berberi rimase ancora a lungo la memoria del grande bianco Marabut, una definizione piena di rispetto per un europeo che professava la religione degli infedeli. Uno dei biografi di Foucauld, scrisse di lui: Predicava il Cristo non a parole ma con i fatti.

    ah! che fatica!
    non so se c’entra… comunque per dire che concepita così… vedi che è assurdo avere paura. Ma non ci credo più tanto, in me prevale il realismo. (e la paura).
    Ma soprattutto vuole dire… che il vero mezzo di incontro è il linguaggio….per tutti.

    • pinoscaccia
      1 March 2014

      Non c’entra proprio niente. Qui si parla di cretini che vanno a caccia di selfie diversi.

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This entry was posted on 1 March 2014 by in egitto.

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