La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Piccoli discoli crescono

Forse non aveva a portata di mano il numero di Telefono Azzurro. O forse, a forza di vedere in tv le fiction sui carabinieri, aveva deciso che i militi della gloriosa Arma, «usi obbedir tacendo», calzavano alla perfezione al caso suo. Chissà quante volte sul web si era imbattuto in storie di bambini maltrattati in famiglia. C’erano anche i numeri di telefono, ricordava, quelli gratuiti a cui chiedere aiuto. E allora via, senza alcuna esitazione, alla faccia dei suoi 9 anni. «Aiuto, mia mamma mi picchia e mi maltratta, venite subito, vi prego!». La voce, piagnucolante al punto giusto e impastata di disperazione, fa subito scattare l’allarme all’altro capo del filo: non un posto qualsiasi, ma il reparto operativo della compagnia dei carabinieri di Novafeltria. È infatti dal paese dell’Alta Valmarecchia, 7 mila anime passate qualche anno fa con referendum sotto l’ombrello della provincia di Rimini, che il ragazzino di 9 anni chiama. «Venite, venite, mi picchia…». E via a fornire, lucido e puntuale, nome, cognome, indirizzo. Il carabiniere di turno non ha esitazioni. (…) In un attimo la pattuglia dei carabinieri giunge a sirene spiegate nell’abitazione. La madre, alla loro vista, cade dalle nuvole. I militari raccontano della telefonata, domandano, si guardano in giro, giustamente diffidenti, avendone viste di tutti i colori. Bastano pochi minuti per risolvere il mistero. «Sì – racconta la donna -, gli ho dato uno schiaffo. Sono due giorni che non va a scuola, ogni volta ne inventa una nuova, sì, ho perso la pazienza, ma non credevo che fosse così grave…». Non è dato sapere in quale angolo si sia rifugiato il piccolo Gianburrasca mentre la madre parlava con i carabinieri. Di sicuro non ha passato una buona serata. E oggi a scuola ci andrà. L’ha ordinato l’Arma. corriere.it

20140219_ristorante«Che noia, bruciamo questo locale va». Hanno tra i 16 e i 20 anni i bravi ragazzi che nella notte tra domenica e lunedì hanno dato fuoco a un ristorante cinese a Trastevere. «Eravamo un po’ alticci e annoiati così abbiamo deciso di movimentare la serata», questa la sintetica e inquietante spiegazione data da uno degli otto giovani. Erano le quattro di notte, quando qualche residente si è svegliato e si è accorto delle fiamme. Diverse persone hanno chiamato i pompieri per un incendio che si stava sviluppando sulla facciata di un palazzo in piazza Ippolito Nievo. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco in poco tempo. Ma un testimone ha raccontato ai soccorritori di aver visto un gruppo di persone allontanarsi velocemente a piedi subito dopo il crepitio delle fiamme. Indicazioni che hanno permesso agli equipaggi delle volanti di rintracciare e bloccare una comitiva di giovani poco distante dall’incendio. Sui vestiti avevano ancora l’odore intenso di benzina, sembravano euforici e non coscienti della bravata appena compiuta. Si tratta infatti di ragazzi tutti incensurati e di buona famiglia. ilmessaggero.it

7 comments on “Piccoli discoli crescono

  1. marisamoles
    19 February 2014

    Ricordo che quando arrivava un ceffone – ché non ho mai creduto che metodi educativi moderni sortissero qualche effetto, insomma più che le parole …- mio figlio diceva: “Guarda che telefono a Zurro”. :)
    Una volta mio figlio maggiore ha chiamato i carabinieri dicendo che suo fratello voleva ucciderlo … che vergogna, al telefono ho cercato di spiegare la situazione ma sarei sprofondata.
    Quella del Giamburrsca mi ha fatto ricordare questi episodi, ma i ragazzi piromani suscitano in me solo tanta rabbia. Altro che ceffoni …

    • pinoscaccia
      19 February 2014

      e lì forse è proprio di qualche…mancato ceffone

  2. A me preoccupano i ragazzini di adesso, è inutile.
    Non li vedo proprio ragazzini…”discoli” e tantomeno infantili, ma solo totalmente incoscienti, proprio senza una coscienza (ed educati come tali), che è diverso.
    Quando poi non diventano strumenti di ricatto da parte dei genitori stessi, magari per separazioni, vendette e soldi – anzi in ordine inverso: per soldi… vendette, separazioni.
    Sta diventando allucinante.

  3. …ma “gliel’ha ordinato l’Arma” è carinissimo… ;)))

  4. Giuseppe
    20 February 2014

    Ragazzi incensurati e di buona famiglia che incendiano un ristorante cinese. Chissa perchè quando una famiglia è ricca è buona, perchè le povere sono cattive… A maggior ragione chi ha buone opportunità in famiglia dovrebbe ben meno peccare di chi ha cattive opportunità in famiglia.
    Orbene, famiglie buone perchè ricche ma figli cattivi e basta, solo che il cattivo ricco si salva dalle punizioni più facilmente del cattivo povero…perchè ha i soldi, anzi le sue sono semplicemente bravate..ragazzate, è il povero che sta imparando a delinquere.
    E’ IMPRESSO NELLE MIE SINAPSI, 35 anni fa, ero per in un centro studi ad un corso vicino ad Urbino, sceso una mattina a Rimini, vedo un gruppo di bagnini che stringono un ragazzo elegantissimo con i capelli curati in bei boccoloni biondo-dorati, stanno raccontando che erano giorni che erano di guardia, poichè di notte degli sciagurati si divertivano a tagliare le sdraio dei bagni e loro, decisi romagnoli si erano messi alla posta e catturato, scriviamolo, dei bei bricconi che rovinavano il lavoro dei bagnini e l’immagine della romagna.
    Bricconi di buona famiglia…no farabutti e basta.

    ciao peppo

  5. Monique
    20 February 2014

    Riconosco lo stile dei miei alunni, ma purtroppo le voci che provengono dalla scuola, dalla famiglia, dalla società continuano a dire che non è niente e così il circo continua…

  6. ceglieterrestre
    1 March 2014

    mo hanno dato foco pe passà er tempo dimani che faranno?

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This entry was posted on 19 February 2014 by in infanzia.

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