Il mio piccolo scugnizzo albanese

tirana

L’ho conosciuto alla fine degli anni Novanta, quando andavo regolarmente in Albania. Non so neppure come si chiama, o non me lo ricordo. Ma ricordo tutta la storia. Fuori dell’hotel Tirana, dove soggiornavamo tutti noi giornalisti, c’era fissa una masnada di ragazzini. Naturalmente cercavano l’elemosina. Erano talmente tanti che praticamente ti assalivano, non riuscivi a entrare finchè non avevi sganciato qualcosa. Poi finalmente trovammo il sistema, anzi lo trovarono loro. Più che scegliere il “figlio adottivo” erano loro a scegliere il “padre”. Insomma, ognuno di noi era diventato la preda. Ricordo che riusciva a spiegarmelo in italiano: “Tu devi dare solo a me, io ti proteggo. Tengo lontani gli altri”.  Affare fatto. Uno scugnizzo incredibile: io non conoscevo il suo nome, lui conosceva il mio.  Quando uscivo dall’albergo si avvicinava, mi stringeva la gamba, con affetto, come a far sentire che ero “suo”. Poi urlava: “Pino for president!”. Era un capetto e tutti gli altri si univano al coro. Forse neppure scherzava perché quelli erano i tempi in cui Fatos Nano cercava di far fuori Berisha (ma questa è un’altra storia). Mi ero affezionato. Lo seguivo con gli occhi. Presa l’elemosina correva dietro un cespuglio e dava i soldi alla madre, una zingara. Un giorno una delle guardie dell’albergo, un gorilla, pensando di farmi piacere lo allontanò dandogli (lo ricordo benissimo) dei pugni in testa. Diventai una furia: andai alla reception e feci una denuncia scritta, anche se erano i tempi della rivoluzione e c’erano altri problemi. Poi capii che quei pochi soldi che gli davo non finivano a lui e allora cominciai a comprargli biscotti e cioccolata.  Gli brillavano gli occhi, forse erano i primi gesti gentili che riceveva nella sua breve vita. Un giorno l’ho fotografato: eccolo. Chissà com’è diventato adesso. Sicuramente vive, per fortuna, in un’altra Albania. Piena di colori: il mio scugnizzo è talmente in gamba che forse è riuscito anche a cancellare il suo destino grigio.  La rivolta

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2 thoughts on “Il mio piccolo scugnizzo albanese

  1. E io glielo auguro di tutto cuore che ci sia riuscito. Bellissima questa storia che hai vissuto, come lo sono tante altre che hai raccontato.
    E’ sempre un vero piacere leggerti Pino, un immenso piacere.
    Un caro saluto, Patrizia

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