La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Il prete di frontiera

Può iniziare il processo di beatificazione di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. La Congregazione per le cause dei santi ha trasmesso al vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, il nulla osta a firma del cardinale prefetto Angelo Amato, che dà il via al processo di beatificazione. fonte

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Ho avuto la grande fortuna di conoscerlo ed anzi di essere apprezzato, come raccontano i suoi collaboratori più stretti. Un grande orgoglio, dopo essere stato “allevato” da don Luigi Di Liegro, il primo grande prete di frontiera e di essere diventato amico di un missionario eroe come padre Bossi. Mi sento molto fortunato. E protetto. Questo è quello che ho scritto di don Benzi nel 2012, prima di andarlo a onorare.

Tra pochi giorni saranno cinque anni che don Oreste Benzi, definito dal Papa “l’apostolo della carità”, se ne è andato. Un altro grande prete di frontiera che ho avuto il privilegio di conoscere. L’ho incontrato alla fine del 2005. A ottant’anni abbondantemente suonati, davanti a Oana una delle tante ragazze che ha salvato, mi parlò di paradiso e di inferno. Ma non da prete. Si riferiva all’inferno terrestre dove, purtroppo, i diavoli siamo noi. Domani sarò a Rimini per partecipare alla grande manifestazione di memoria che la sua comunità ha deciso di organizzare. Ma non sarà una commemorazione, piuttosto una festa, secondo il suo stile e i suoi insegnamenti. Personalmente parteciperò a un talk show dal titolo “Il cinico non è adatto a questo mestiere”: in pratica una discussione su etica nell’informazione e del senso profondo del giornalismo come servizio. Festa dunque, ma soprattutto riflessione.[25 ottobre 2012]

4 comments on “Il prete di frontiera

  1. ceglieterrestre
    13 February 2014

    In Prefettura c’è una sala bellissima dedicata a lui.Un grande

  2. Questi sono i sacerdoti che piacciono pure a me… e anche quando non sono sacerdoti ma sono così, è uguale. L’interiorità..è la stessa, intendo.

  3. Andrea
    14 February 2014

    Una sua cara allieva e collaboratrice, Sandra Sabattini, lo ha preceduto nel cammino di santità. Sandra è già Serva di Dio da qualche anno. Ho sentito personalmente Don Oreste dire di lei “Questa ragazzina diventaterà la prima santa fidanzata nella storia della chiesa”.
    Ho avuto da Dio il dono di esserle amico, sin dai tempi dei giochi della gioventù alle scuole medie, e compagno di scuola, nei 5 anni del liceo. Sandra era velocissima, quasi come Eric Liddell.
    Ne avrebbe seguito l’esempio anche andando in missione.
    Invece Dio se l’è ripresa presto, a 23 anni, investita alle spalle da un’auto che viaggiava a sinistra invece che a destra.
    Concelebravano il funerale Don Oreste e Don Giuseppe, lo zio di Sandra e mio amico. Stessa età, nati a un tiro di schioppo l’uno dall’altro, stessa vocazione, stessa scelta di vita, stessa croce sul petto. Don Giuseppe aveva gli occhi lucidi e il groppo in gola, come me e quasi tutti, Don Oreste sorrideva. Credo che fosse contento perchè vedeva dov’era la Sandra. Sono convinto che lui, come lei, guardasse Gesù dritto negli occhi.
    Anche tra i sacerdoti, come tra i laici, ci sono i santi e gli uomini di buona volontà. Ci sono milioni di ottimi sacerdoti come Don Giuseppe e non è giusto pretendere che siano tutti santi, è da ingrati confrontarli con Don Oreste. Sarebbe certamente bellissimo se chiunque dica messa fosse automaticamente un santo ma così non è. Il lavoro dei sacerdoti va apprezzato comunque, senza cercare pagliuzze. Non si può pretendere la perfezione dalla Chiesa, come, del resto, non la pretendiamo da noi stessi e meno ancora dalle persone che amiamo veramente. Possiamo amare la Chiesa anche se non è fatta di soli santi e di pura perfezione. Papa Francesco stesso dà appuntamento ai fedeli in purgatorio, non direttamente in Paradiso. Per favore proviamo a ragionare come lui

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This entry was posted on 13 February 2014 by in persone.

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