Marò: l’Italia si muove, era ora

20140212_maro1

Con quella faccia un pò così, Ban Ki-Moon praticamente ha detto: “Affari vostri”. Anche se in realtà ha espresso sorpresa per  l’accusa indiana di terrorismo nei confronti dei due marò. Siamo alle strette finali e finalmente l’Italia sta impegnandosi a fondo. Incassata la solidarietà europea, che è la più importante, anche in Parlamento si sono mossi con incredibile unanimità. Sospesa la discussione sulle missioni all’estero, sottovoce si pensa anche al ritiro dei nostri 7000 militari impegnati in 21 Paesi come appoggio alla comunità internazionale. Ricordando i due anni e i 29 rinvii, non si può non riconoscere il contenuto di legalità in un’operazione anti pirateria che tenta di arginare un fenomeno globale. Solo il segretario generale delle Nazioni Unite continua a fare il pesce in barile, come ha sempre fatto, salvo che per la …sua Sud Corea, fino al punto di non esprimersi contro la pena di morte (combattuta da tutti i suoi predecessori). Chissà, forse ha bei ricordi della sua prima missione da ambasciatore, a New Delhi. Perchè poi dopo l’azione politica, bisognerebbe approfondire quella giudiziaria. La cancellazione incredibile di tutte le prove con l’affondamento del peschereccio, con inchiesta ancora in corso, che rivaluta la voce secondo cui sarebbe stata la marina indiana a sparare. Al di là del forte nazionalismo sotto elezioni (e dei fortissimi interessi economici in comune), certo che sarebbe una bella mossa per nascondere le reali responsabilità. Per non parlare di quante volte i pescherecci indiani si sono ritrovati sotto tiro per l’estrema vicinanza alle petroliere. Con molti dubbi sulla presenza di pirati a bordo. Una storiaccia, insomma, che deve essere chiusa prima possibile. Non si può sempre subire. Ecchecavolo.

Advertisements

10 thoughts on “Marò: l’Italia si muove, era ora

  1. Generale sostegno e adesione all’Italia sono stati espressi nel corso della riunione di coordinamento Ue a 28 tenutasi a New York, in relazione alla decisione dell’India di sottoporre i due maro’ italiani al Sua Act. Lo rende noto la Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e il ministro degli esteri Emma Bonino hanno avuto un colloquio telefonico sulla vicenda dei due maro’. Lo conferma la Rappresentanza Italiana alle Nazioni Unite. Sulla vicenda dei due marò il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon preferirebbe una soluzione bilaterale, ma si è detto sorpreso che l’India voglia applicare la legge sul terrorismo. Lo riferiscono fonti diplomatiche interne al Palazzo di Vetro. Ban si è riservato di approfondire la questione con i suoi uffici legali. Emma Bonino riferirà sui Marò domani alle 10 nell’Aula del Senato.

  2. Applicare la legge sul terrorismo significa supporre che i due militari abbiano commesso un attentato. Detta così fa sbellicare dalle risate pure i bambini, se non fosse una cosa maledettamente seria. Sommando a questo tutto il resto (le modalità con cui sono stati arrestati pur trovandosi in acque internazionali, la distruzione di prove, i ritardi continui…) viene effettivamente da dubitare che i due abbiano effettivamente sparato.

  3. A parte il fatto che io dubito fino a prova certa e contraria, mi sembra chiaro che le questioni del Diritto, in campo internazionale, si basino essenzialmente sui rapporti di forza tra Stati. Da questo punto di vista siamo messi male. Anche sul piano dell’orgoglio c’è da piangere. Però, riflettendo sui numeri dell’impegno militare italiano nel Mondo, qualche carta in mano l’abbiamo. Personalmente avvertirei la comunità internazionale che l’esito infausto di questa vicenda comporterebbe il ritiro di tutti i contingenti italiani all’estero, in quanto non adeguatamente protetti a causa della mancata applicazione del Diritto internazionale. Certo, per fare delle affermazioni così forti, dovrei essere estraneo ad ogni interesse politico/economico personale

    1. no no, non fa una piega! (l”avvertimento’)
      “Personalmente avvertirei la comunità internazionale che l’esito infausto di questa vicenda comporterebbe il ritiro di tutti i contingenti italiani all’estero, in quanto non adeguatamente protetti a causa della mancata applicazione del Diritto internazionale”.
      Condivido pienamente.

  4. L’ unica cosa da fare a questo punto è togliere immediatamente i contingenti italiani, sopratutto quelli ONU sparsi in tutto il mondo, con un bel “fatti vostri” a corredo. Che cosa se ne fa L’ Italia della solidarietà? Ci vogliono azioni concrete.

  5. Ecco quando scriveva quel militare dal Libano dicendo che non si sentivano protetti. Qui regna l’anarchia, i politici impegnati negli show televisivi e le giacchette colorate; il parlamento un altro triste show d’avanspettacolo, ce ne fosse uno dico UNO che svolgesse bene il proprio lavoro, soprattutto che LAVORI! Pranzi, cene, ospitate in tv…e lauti mantenimenti per niente che funziona: non c’è dignità… neanche un briciolo di dignità… con quelle facce sono capaci di dire qualunque cosa. Ma un rispetto di se stessi almeno…ce l’hanno?
    Troppo sono stati buoni i familiari dei Marò, io avrei fatto un grandissimo casino.
    Non se ne può veramente più, dovremmo essere NOI a interrompere ogni contratto commerciale con l’India, visti i presupposti di irregolarità che vorrebbero imporre perfino a livello internazionale,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s