La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La bulletta di Bollate/4: parla la madre

Nella storiaccia infinita di Bollate spunta ora una testimonianza importante: la madre della teppista. In un’intervista al Corriere della Sera dice “Ho fallito come madre, perdono”. Ecco alcuni passi salienti che riporto per onestà e anche (soprattutto) per capire.

1. «Quello che ha fatto mia figlia è indescrivibile. Io mi sento una nullità come genitore, in questo momento. La nostra famiglia vive un incubo». Parla la madre della «bulla» di Bollate. Martedì scorso, sua figlia quindicenne ha aggredito violentemente una coetanea di fronte a un istituto superiore della città. L’ha presa a calci, costretta a terra tirandole i capelli e ha continuato a inveire, fino a sferrarle due calci al volto. Alla rissa, annunciata sul social network «Ask» qualche giorno prima, ha assistito un folto gruppo di amici delle ragazze che, invece di dividerle, le incitavano a picchiarsi e filmavano coi cellulari. Il video, caricato su Facebook , è diventato virale ed è stato condiviso centinaia di migliaia di volte scatenando indignazione e solidarietà nei confronti della vittima del pestaggio”. Inquietante: una rissa premeditata?

2. Mentre sua figlia è diventata la bulla per antonomasia. Meritevole di minacce di morte, insulti dal ridicolo all’osceno, sfottò, fotomontaggi. A questi si aggiungono i profili fake, creati da provocatori che si fingono la ragazzina e continuano a fomentare gli insulti, postando commenti arroganti da parte sua. Invece, assicura la madre «Il suo profilo è stato chiuso dai carabinieri il primo giorno, quelli che ci sono ora sono tutti falsi. Noi non viviamo più da quando è stato pubblicato quel filmato. Io non sto andando al lavoro, né lei a scuola – racconta la madre -. Riceviamo minacce e insulti. Mi accusano non solo di essere stata presente al pestaggio, ma anche di essermi complimentata con lei. Ma quale madre farebbe una cosa simile? Io ero al lavoro a Milano quando è successo, le mie colleghe possono testimoniarlo». Nel video volano bestemmie e minacce di morte. La famiglia della vittima del pestaggio ha presentato denuncia ai carabinieri di Rho.  Prendiamo atto della smentita, ma ci sono molte testimonianze contrarie. Spetterà ai carabinieri accertare la verità, come sul profilo facebook.

3. «Quello che è accaduto è gravissimo. Mia figlia ha sbagliato e pagherà nelle sedi opportune. Quando sarà possibile incontrarci, io cercherò di scusarmi con la famiglia dell’altra ragazza – dice la madre -. Ma quello che mi ha fatto più male è stato il comportamento degli amici presenti: loro dovevano fermarla. E allo stesso modo, la persona che ha filmato non doveva mettere il video su Internet, ma andare a consegnarlo ai carabinieri, perché mia figlia giustamente pagasse per ciò che ha fatto». I ragazzi presenti al momento dell’aggressione sono stati ascoltati dai carabinieri di Rho. Ora l’indagine è in mano alla Procura dei Minori. Secondo la madre della ragazza, a caricare il filmato sul web sarebbe stato un adulto. Su questo ha ragione, non ci sono dubbi. Ma lei voleva essere fermata? E non vedeva di essere filmata?

4. «Io credo che questa persona non si renda conto di quanto male ci ha fatto. Mia figlia non è un mostro e mi fa orrore che persone adulte si scaglino contro una ragazza di 15 anni senza neppure conoscere la nostra famiglia. Io sono separata da 13 anni, ho cresciuto i miei due ragazzi con gli stessi valori. Purtroppo non con lo stesso risultato. Ma la rissa è avvenuta dopo tante provocazioni, non per un ragazzo, come si è detto. Mia figlia è irruente, non le puoi mettere i piedi in testa, ma non è arrivata a fare quello che ha fatto di punto in bianco. So di minacce e insulti che riceveva da giorni. Abbiamo anche le registrazioni e abbiamo assunto un legale per tutelarci. Ora speriamo solo che tutto questo clamore finisca presto e che la verità sia ristabilita in altra sede». La rissa è avvenuta indirettamente per un ragazzo. Perchè Sarah difendeva l’ex di Giovanna. Riceveva minacce e insulti? E allora si sente giustificata a prendere a calci in faccia una ragazzina per terra?

L’intervista completa sul Corriere della Sera.

Intanto parla ancora la vittima. “Sto ancora ricevendo minacce, un’amica della ragazza che mi ha picchiato ha detto che se per colpa mia finirà in comunità lei mi ammazza, che sta preparando la bara per me”. Parole scioccanti quelle raccolte da SocialChannel di Mirko Scarcella.   Ora Sarah, al telefono insieme alla zia dice “non so se tornerò in quella scuola”. E poi spiega “stavo difendendo una mia amica, dopo di me Giovanna (l’autrice del pestaggio) ha picchiato anche un’altra ragazza solo perché si era permessa di difendermi”. Restano ancora oscure dunque le motivazioni del gesto. Ma il fatto resta, cioè un’aggressione selvaggia, ingiustificabile. Come continua a inorridire il contorno di quegli amici imbecilli che hanno assistito alla scena. Per non parlare di chi ha diffuso il video.

7 comments on “La bulletta di Bollate/4: parla la madre

  1. lorena
    10 February 2014

    solo a leggere l’articolo mi viene il voltastomaco, ma Dio mio dove siamo arrivati , questa società è impazzita !!!!!!! se le famiglie non prenderanno seriamente in mano l’educazione dei propri figli saranno guai seri

  2. ceglieterrestre
    12 February 2014

    ho paura per il futuro dei miei nipoti :(

    • pinoscaccia
      12 February 2014

      credo che la salvezza sia sempre e solo la famiglia

  3. No, la famiglia non è la salvezza.
    Parlava la madre di un adolescente a La vita in diretta, che dire che era bello era poco, e l’ha perso per una droga sintetica: morto sul colpo. La mamma del “ragazzo dei pantaloni rosa” – ti ricordi, ne avevo accennato – non riesce a perdonarsi, come se fosse colpa sua – NON E’ COLPA SUA – e vorrebbe fare rewind.
    Avere figli oggi è una specie di incubo. Tanti sacrifici e poi… basta una droga, l’urlo di un bulletto che istiga al suicidio, un’aggressione violenta rovina la vita per sempre, perchè un’umanità non c’è più. Io quando vedo qualcuno ancora Umano… rimango meravigliata e grata.
    Ti ricordi quel poliziotto che appresso ai ragazzini esagitati gli diceva: non lo capisci che se ti prendo ti rovino la vita?” e poi doveva subire gli insulti di genitori…. di infimo livello, che venivano a prendersi i loro “capolavori” in questura, insultando lui (“lui”, capito).
    Ma lui era superiore… era stato paterno con loro, e superiore con la meschinità ‘adulta’, con la gentaglia terra-terra. Specificando che se l’avesse fatto suo figlio “ma io l’avrei gonfiato!” ;)))
    Le VERE Persone, quelle di una volta… il resto è fuffa, e disumanità, e nemmeno le famiglie sanno più che fare. (quelle normali…s’intende. se ancora ci sono).

    • pinoscaccia
      12 February 2014

      dimentichi tutte le famiglie “sbagliate”, come la madre della baby prostituta che prendeva centinaia di euro al giorno e poi si è sorpresa: “ah, pensavo che spacciasse”

      • Sì va bene ma non si può SEMPRE dare la colpa alle famiglie. I casi estremi parlano da sè – e non che siano tanto pochi, apposta facevo l’esempio più sopra…del poliziotto che oltre che stra-Umano deve pure sorbirsi gli insulti di quei trogloditi, perchè diciamo ‘tanta’ gente…per non dire la maggiorparte è proprio miserabile, non c’è altro termine. Però non è “sempre colpa” delle famiglie. Alla fine ognuno è a sè, a “se stante”… e bisogna riconoscerne l’individualità, che è sua, soltanto sua… Io penso che questo sia ‘un argomento nuovo’ valido per tanti campi, etici, e compresa la medicina e la scienza.

  4. pinoscaccia
    13 February 2014

    “Ho sbagliato perché potevo darle solo due schiaffi e basta, e me ne andavo con onore”. Parla così, in un’intervista esclusiva a SocialChannel di Mirko Scarcella, la ragazzina di Bollate, protagonista dell’aggressione a una coetanea ripresa in video. “E’ lei che mi ha chiesto di incontrarci, diceva in giro che voleva ammazzarmi di botte, mi insultava” si difende, per poi spiegare: “ero già nervosa, poi lei mi ha insultato davanti a tutti”. Quindi, alla domanda su eventuali provvedimenti presi dalla sua scuola dopo l’aggressione, la ragazza dice “no, mi sono tutti vicini dal preside alla mia tutor”. VIDEO

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This entry was posted on 10 February 2014 by in violenza.

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