La bulletta di Bollate/2: cioè la storia (molto triste) di Giovanna e Sarah, due ragazzine

1555349_280351618789033_181938647_nAdesso si conoscono non solo i nomi, ma anche i cognomi. Mi limito ai nomi: Giovanna, la picchiatrice, e Sarah, la vittima. Nel mondo parallelo dei social network, che ormai è diventato il mondo reale, la questione è centrale. Sono nati molti gruppi sulla vicenda: da quelli ironici (“Vogliamo Giovii a wrestlemania”) a quelli dichiaratamente offensivi (“Giovii detta la bitch”) e altri, tutti con molti adepti. Ma poi ce n’è addirittura uno di solidarietà che raccoglie 1300 adesioni. Annunciano persino una fiaccolata per il 22 a Bollate: una fiaccolata per chi ha picchiato! Per capire chi sono quelli che fanno parte della schiera basta vedere i post. C’è per esempio una bella ragazza romana, Linda Meini che scrive: “Servono altre picchiatrici come Giovi, in modo da poter massacrare di botte razze inutili come negri e terroni. ( NapoleCani, Siciliani ecc ecc… ) Per capirci meglio cavie da laboratorio”. Roba che manco Borghezio. Poi un improbabile Incontenibile Pancrazio Scavafosse che fa pure filosofia: “Massa di mentecatti, avete dimenticato le vostre origini. L’essere (EZZERE, Cit. Baccigani) umano è un predatore. Se la Sarah (che nome da pornostar zio cane) non sa difendersi deve soccombere, è la selezione naturale. Come voi tutti del resto. Piccoli bimbi iperprotetti dalle loro mammine che non sanno rispondere al richiamo primordiale della battaglia. Giovi è un essere in qualche modo, se vogliamo, primitivo ma vincente, e questo non vi va giù. Quella che voi chiamate evoluzione non è altro che una scusa per mascherare la vostra inettitudine”. Anche questa roba da far impallidire Goebbels. Gli sproloqui sono tanti. Ce n’è anche uno che offre il quadro del momento e della disintegrazione dei valori. E’ l’incitamento di Vera de Nardo: “Evviva Giovi …con l’investimento minimo hai avuto un rendimento al top, sei diventata famosa in poche mosse: il tuo video è più cliccato di quelli di Gigi D’Alessio… si parla più di te che dell’IMU…tutti desideranno a toccarti- manco fosse la Madonna di Medjugorie.. hai fatto più audience del Pomeriggio5 o La vita in diretta… hai diviso l’Italia a metà – altroche il bipolarismo politico…chi ti ama è perché sei un esempio per chi vorrebbe farlo ma si trattiene per non rovinarsi la reputazione e chi ti odia per quello che hai fatto – vorrebbe massacrarti di botte (ehh certo perché loro sono contro la violenza ehh -.-“) …comunque: ora che sei una very star  non ti lasciare scalciare dalla cima e non addormentarti sugli allori – vai prendere qualche lezione di kung-fu o altri arti marziali che ti tornano utili per quando entrerai in politica…visti gli ultimi avvenimenti nel parlamento…quindi Forza e daje tuttaaaa”. Squallore.  Lei, Giovanna (cioè la Giovii, con due “i”), si sarebbe tolta da Facebook per tutti gli insulti. Ci sono ancora tre profili con il suo nome ma sicuramente sono fake.  Attraverso un cugino si dice molto seccata, piuttosto che pentita, parla di ceffoni. Altri amici parlano di “presunta” lite quando c’è il video a mostrare quei calci in testa alla “rivale” mentre sta per terra.  Minaccia querele per difendere la sua “immagine” (?). Ma l’aspetto più preoccupante è riportato dal sito Social Channel che ha intervistato Sarah, cioè la vittima. Gira con il collarino per le botte ricevute. Non vuole tornare a scuola e ha aspettato giorni per dirlo alla famiglia che ha sporto denuncia, aveva paura. Racconta tutta la storia e le minacce di morte che continua a ricevere. Non è lei che ha rubato il fidanzato alla bestia, ma una sua amica (Elisa) che cercava di difendere. Dettagli rispetto alla furia. Il racconto diventa drammatico se è vero, secondo il sito, quello che dice: “Non sta nella mia scuola. E’ venuta accompagnata dalla madre che le ha fatto compagnia per molti minuti. Poi l’ha aspettata per complimentarsi”. Non avevamo dubbi. Una bestia può nascere solo da una bestia. Con tutto il rispetto per le bestie. Poi ci sono gli amici reali che hanno assistito imperterriti al pestaggio, ridendo e filmando invece di far fermare la furia. E che adesso raccontano tutto, con nomi e cognomi, perchè pensano che il mondo vero stia dentro una scatola. Poveri noi, anzi poveri loro.

La madre si chiama Silvia

Bullismo femminile anche a Pavia

 

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11 thoughts on “La bulletta di Bollate/2: cioè la storia (molto triste) di Giovanna e Sarah, due ragazzine

  1. E’ un fenomeno preoccupante in tutti i sensi. Come si è arrivati a questo punto? Cosa spinge le persone a comportarsi così? Forse l’ignoranza, il non saper discernere con la propria mente e intelligenza ciò che è e ciò che sembra

  2. Che bestie. Ma che vuoi parlare con le bestie?

    (del resto vedrai che la vittima chiederà risarcimento danni… è già successo in precedenza che i genitori hanno dovuto rispondere p e r s o n a l m e n t e per quei “capolavori”, con tutti i loro averi, e mi pare si sono dovuti pure vendere casa…vorrà dire che i seguaci gli faranno l’elemosina)

  3. Ieri mattina un cartello è stato appeso fuori da cancelli dell’istituto. «Alla bestia-bionda che su Facebook è la G.: oltre a essere brutta come la morte, sei anche stolta. Avete postato un video dove picchi una ragazza inerme, sei stata denunciata alle autorità (e sei derisa da tutto il web). Cancellare il video ora non servirà a nulla perché è già nelle mani della Polizia postale (e partirà una denuncia penale). Stolta!». Accanto un sacchetto conteneva escrementi d’animali. La vittima del pestaggio, S., da quel giorno non è più tornata in classe. «La porto via di qui», avrebbe dichiarato il padre al telefono di una emittente televisiva prima che scoppiasse il putiferio.

  4. Forse non era questo che intendeva Andy Warhol con la sua famosa frase. Che tristezza. E’ un tipo di fama che ha il suo rovescio, come le medaglie. Ma ‘ste ragazzine proprio non ci arrivano.

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