La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La storia di Edgar

121004837-5c023e36-072d-466a-9d6d-d7afd4258400Tutto cominciò quel giorno, l’8 agosto del 1991. Al porto di Bari sbarcò la nave Vlora (Valona) con ventimila albanesi. Un’invasione che andò avanti per anni. Ho frequentato per anni l’Albania, accompagnandola anche nelle rivolte, e so quanto è cambiata. Lo stesso presidente Edi Rami nei giorni scorsi ha fatto un’offerta al contrario, invitando le aziende italiane ad investire nel Paese delle Aquile. Sono tornato di recente e ho scoperto tanti colori dopo troppo tempo di grigio. Ma nessuno potrà mai dimenticare quei viaggi della speranza. Fra le tante famiglie fuggite dalla fame c’era un bambino, neppure un anno di età. Con i genitori fu assiepato da profugo dentro lo stadio della Vittoria. Adesso è tornato dentro quello stadio, ma con la maglia della squadra barese, acclamato dai tifosi. Si chiama Edgar Cani. La sua storia è bellissima. Sa di riscatto. E merita di essere raccontata.

13 comments on “La storia di Edgar

  1. ceglieterrestre
    6 February 2014

    Bravo!! Tutto può finire bene se, si è onesti e facciamo il nostro dovere. Serve il rispetto per le persone e per il paese che ci ospita. Non conta da dove proveniamo, ma da quello che facciamo.

  2. Mi tornerà sempre in mente Diane Jenkins…
    non capisco perchè lei non meriti un post e non ne parli nessuno.

    • pinoscaccia
      7 February 2014

      Ci sarebbero milioni di storie di raccontare. Ma se ricordo chi è, ti riferisci a un personaggio di fantasia.

      • assolutamente NO: viva e vegeta, in carne ed ossa… e jet set internazionale :))
        leggi.

        • pinoscaccia
          7 February 2014

          Sì vero, evidentemente hanno sceneggiato la sua storia. Sanela Diana Jenkins (nata nel 1973 come Sanela Ćatić a Sarajevo) è un’imprenditrice bosniaca. Attualmente risiede in California . Fuggì durante l’assedio di Sarajevo a Londra dove si laureò. Una bella storia, ma ce ne sono moltissime. Quella del calciatore albanese è di oggi.

          • pinoscaccia
            7 February 2014

            Ho letto la sua storia che hai messo sotto ed è comunque una bellissima storia, anche più importante di quella di Edgar. Anch’io ho …frequentato Sarajevo a quei tempi e capisco bene il dramma di sfuggire ai cecchini. Ma stiamo parlando di più di vent’anni fa.

  3. et voilà… Diane Jenkins :)))
    – la mia eroina (e sono un’anti-eroe…)

    Lei è Diana Jenkins, una ex rifugiata bosniaca diventata la moglie di un banchiere della City miliardario. emigrata di nuovo, stavolta con i soldi, i figli e il consenso del marito, a Malibù, la spiaggia più chic di tutta la California perché in Inghilterra si sentiva trattata dalle altre donne del suo ambiente come “una moglie comprata su catalogo”, insomma come una puttana. Lui è Ejup Ganic, ex presidente della Bosnia, arrestato una settimana fa all’aeroporto londinese di Heathrow e sbattuto in un tetro carcere di Londra in attesa che il tribunale valuti la richiesta di estradizione nei suoi confronti presentata dalla Serbia con l’accusa di crimini di guerra. Una corte inglese aveva rifiutato la libertà provvisoria, mettendo una cauzione di 300 mila sterline, circa 350 mila euro, nel timore che il carcerato, se rilasciato, sarebbe fuggito. Ma la moglie del banchiere ha pagato la cauzione di tasca sua e lo ha fatto tornare libero.

    Sembra una favola. “La bella e la bestia”, la riassumono furibondi i serbi. Ma di fiabe ce ne sono almeno due, in questa storia dall’ancora incerto lieto fine. La prima riguarda soltanto la protagonista femminile, Diana maritata con Roger Jenkins, nata 36 anni fa a Sarajevo col nome di Sanela Dijana Catic, fuggita a piedi dalle macerie e dalle stragi dell’ex Jugoslavia, approdata a Londra senza conoscere nessuno, senza sapere l’inglese, senza un lavoro e senza una sterlina. Nella capitale britannica ha fatto i mestieri più umili, si è messa a studiare e un giorno a una lezione in una scuola di business ha conosciuto un professore estemporaneo il cui vero lavoro è fare il banchiere, anzi, il superbanchiere, anzi, uno dei banchieri più ricchi della City. E’ amore a prima vista tra Diana e Roger, che si sposano e inziano a fare la bella vita nel jet-set londinese. Lei si rivela non solo affascinante e seducente come una top-model, ma anche intelligente e scaltra come un banchiere: durante una vacanza in Costa Smeralda diventa amica di un’altra musulmana, la moglie dello sceicco del Qatar, attraverso la quale suo marito conosce lo sceicco e ottiene un favoloso prestito da 7 miliardi di sterline con il quale salva dalla bancarotta la Barclays Bank. E il superbanchiere diventa ancora più ricco. Secondo capitolo della favola. Un bel giorno, o brutto dal suo punto di vista, Diana pianta tutti e se ne va. Dice che le feste e le cene a cui partecipa insieme al marito la fanno sentire “vuota, umiliata e perfino sporca”, per il modo in cui la trattano le altre donne, le altre mogli, facendola sentire come una “moglie ordinata su catalogo”, modo elegante di dire che la fanno sentire una bella puttana, “comprata” dal marito per la sua bellezza e basta. Così, stufa di sopportare, lei accusa Londra e l’Inghilterra di classismo, snobberia, discriminazione sessuale e razziale verso una ex-povera ma bellissima ragazza musulmana bosniaca, fa le valige e si trasferisce con i figli a Malibù, dove si vive un’atmosfera più democratica, dice lei. Il marito la viene a trovare quando può, ogni tanto fa un salto lei a Londra, e intanto si occupa di filantropia e cause nobili.

    Il terzo capitolo della fiaba è, per adesso, l’ultimo. Una settimana fa viene arrestato mentre cerca di partire dall’aeroporto di Heathrow un professore di ingegneria bosniaco. Si chiama Ejup Ganic, è stato vicepresidente e poi presidente della Bosnia negli anni Novanta, durante la guerra civile che mandò in frantumi la Jugoslavia e fece scorrere fiumi di sangue in conflitti inter-etnici. Indagato a suo tempo dal tribunale internazionale dell’Aja, Ganic non venne perseguito. Ma ora la Serbia ci riprova e ha presentato alla Gran Bretagna, dove Ganic risiede, richiesta di estradizione. Il crimine di cui è accusato risale a 18 anni fa. E’ un famoso incidente che risale ai giorni in cui le forze serbo-bosniache circondavano Sarajevo, all’inizio di un assedio che durò 44 mesi e in cui morirono 10 mila persone. L’allora leader bosniaco Alija Izetbegovic fu preso in ostaggio dalle forze serbe all’aeroporto di Sarajevo mentre rientrava da colloqui di pace in Portogallo. Come risposta, la principale caserma serba di Sarajevo fu circondata dalle truppe bosniache. Un negoziato ad alta tensione, mediato dall’Onu, produsse un accordo per la liberazione di Izetbegovic e simultaneamente dei soldati della caserma serba. Ganic, che era il vice di Izetbegovic, condusse la trattativa e comandava di fatto le truppe della Bosnia in quel delicato frangente. Sembrava che la crisi fosse risolta ma, mentre Izetbegovic veniva liberato, il convoglio su cui viaggiavano le truppe serbe, che stava lasciando la caserma circondata, fu attaccato. Nell’agguato morirono 40 soldati. I serbi accusano oggi Ganic di diretta responsabilità nella morte di 18 di essi. Frottole, protesta la bella Diana. “Che Ganic sia arrestato per un crimine che secondo il Tribuna dell’Aja non sussiste è uno scandalo”, dice. “Ora potrà contrastare queste accuse ridicole da uomo libero”. Lei non lo ha mai incontrato o conosciuto, precisa, ma non ha esitato a tirare fuori le 300 mila sterline per riparare “un’ingiustizia”. A Sarajevo, migliaia di persone protestano da giorni davanti all’ambasciata britannica. E l’attuale presidente della Bosnia, Haris Silajdzic, è appena stato a Londra dove ha incontrato il ministro degli Esteri David Miliband, chiedendo il rilascio di Ganic e protestanto per il trattamento “irriguardoso” che ha sofferto: “In carcere gli hanno tolto le sue medicine e non gli hanno lasciato usare il telefono”. Ma senza i soldi di Diana sarebbe rimasto in prigione. Il seguito alla prossima puntata.

    • pinoscaccia
      7 February 2014

      Appunto. Diane Jenkins è stato un personaggio immaginario della soap opera statunitense CBS “The Young and the Restless” . Il ruolo fu interpretato inizialmente nel 1982 da Alex Donnelley, poi sostituita con altre attrici. I critici hanno stroncato l’opera, definita troppo lenta.

  4. …perchè dopo aver subìto…. c’è stato il riscatto.
    compresa la parolina magica….la mia inclinazione principale.

    • pinoscaccia
      7 February 2014

      Ho già risposto e chiarito. In ogni caso anche la storia del dissidente è di quattro anni fa. E poi io non amo le favole. Oltre a non amare Malibu: la conosco, sembra Torvajanica.

      • a questo non credo…
        e comunque rispetto a tutto il resto, Meglio.
        soprattutto è autonoma e libera da “gli altri” (che bisogna sopportare, e che secondo Sartre… sai) : ha vinto.

  5. nel caso non si capisse, lo dico in francese: “l’enfer, c’est les autres”…
    J.P. Sartre :)

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