La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

“Là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare le persone” (Heinrich Heine, nell’800)

1798497_10151846945997385_1376629936_nCome si fa a star zitti? E’ estenuante rimarcare tutte le nefandezze grillesche, ma ormai siamo oltre la politica, oltre la rabbia, oltre l’opposizione, oltre tutto. Si va all’attacco degli avversari, anzi dei nemici in qualsiasi maniera, proprio con l’intenzione di mandare tutto in cocci. Come si fa a sollecitare i peggiori insulti per la Boldrini che quando reagisce alle battute sugli stupri, trova battute altrettanto becere come quelle di un portavoce, addirittura, del movimento che la…tranquillizza. Come si fa ad accettare l’attacco frontale alla Bignardi che ha avuto il torto di far bello un piacione arrogante, entrando a piedi uniti sul passato dei familiari, quando poi il passato è evocato da uno diventato famoso al grandefratello per una gara di puzzette. Come si fa a perseguire la lista dei giornalisti da mettere al rogo, come si fa soprattutto a bruciare un libro di un grande intellettuale solo perchè si è permesso qualche critica a questa barbarie? Altro che fascismo, qui è roba da ayatollah. Mettere il cherosene negli idranti Già, le nuove ombre.

“Che succederebbe se ti trovassi con la Boldrini in macchina?”. Il comico Beppe Grillo voleva far divertire i ragazzi lanciando sul blog la sua provocazione a metà tra stupidità e infamia. Mossa calcolata a freddo, sapeva che cosa sarebbe successo. Infatti è successo. Ometto le risposte, fantasie di uomini repressi, oscenità correnti, postribolo. Poi perfino lui dev’essersi reso conto d’aver esagerato e ha fatto sparire la sequela di (banali) oscenità. Battute di quel tipo le sentivamo nei film degli anni Cinquanta, uomini in calore che si sussurravano “Quella bottana è”. Lì era satira di costume, qui è in gioco la terza carica dello Stato. Anche il fascismo demoliva gli avversari col ridicolo. Li si imbottiva d’olio di ricino, poi tutti a ridere nel vedere il disgraziato torcersi. Ogni giorno il grillismo scende un po’ più giù, l’attacco alla Boldrini non è certo il livello più basso. Gente di quella risma quando tocca il fondo non ci pensa due volte: comincia a scavare. Davvero non c’è in quelle file di soldatini obbedienti qualcuno che conservi di sé un’opinione un po’ meno umiliante? Quelle faccette pulite, quelle barbette ben curate, quella ragazzette in tailleur, basta davvero così poco a trascinarle a questo livello? Ne ho fatto le spese anch’io. Corrado Augias

1422415_642359829145034_865719150_n(…) Sembra Annie, la protagonista di Misery non deve morire, romanzo di Stephen King: è una lettrice paranoica che dopo aver scoperto che lo scrittore vuole far morire il suo personaggio del cuore, prova a fargli bruciare il manoscritto, e poi tenta di ammazzarlo. Neri rivendica una missione morale: «In quel camino – scrive su FB – ho bruciato l’ipocrisia. Il nostro male più grande». L’ipocrisia: è il male assoluto combattuto con tenerezza dal protagonista del Giovane Holden di Salinger, e con efferatezza da un suo lettore psicolabile, Mark Chapman, l’assassino di John Lennon, ucciso poco dopo avergli chiesto un autografo. In un post successivo, Neri mette la foto di un uomo-torcia, che si è dato fuoco – spiega – per debiti. Bisogna «fermare chi li provoca, chi li copre, e anche chi li ignora». Come? Intanto, continua l’infame rubrica «Giornalista del giorno», dove Grillo attacca i giornalisti non graditi. Ieri è toccato a Philippe Daverio, che a Otto e mezzo ha criticato Gianroberto Casaleggio. Qualcuno, per favore, trovi un estintore. Senza cherosene. Corriere della Sera

E ora spunta il lavaggio del cervello

29 comments on ““Là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare le persone” (Heinrich Heine, nell’800)

  1. Irisilvi
    3 February 2014

    Il grandissimo ,gigantesco problema, nasce dal fatto che sono stati i partiti ” istituzionali” a far si che nascessero i grillini. Ora, presi da questo bailamme, si è perso il motivo per il quale la Boldrini ha messo in atto un sistema mai usato.

    • ilgrilloparlante
      3 February 2014

      la presidente della camera ha applicato una legge prevista dalla costituzione
      non si tratta più di opposizione a un sistema marcio, che ci voleva, ma di un attacco senza più regole che ci sprofonda nel buio, deve essere fermato prima che sia troppo tardi e finiamo tutti nella giungla

  2. pinoscaccia
    3 February 2014

    Voci fuori dal coro. Nella bufera di accuse e offese non mancano, all’interno del Movimento, voci di dissenso per i metodi utilizzati. Il deputato 5 stelle, Ivan Catalano, affida a un post polemico le sue riflessioni contro la comunicazione adottata da Grillo e Casaleggio: “La rivalità della solidarietà, ottimo trucco Beppe. I consulenti di PNL stanno facendo un ottimo lavoro. Far dipendere la politica dalla comunicazione e dal marketing, la svuota dai contenuti. Direi che in meno di 10 mesi ci siamo adeguati alla comunicazione peggiore che potevamo fare. L’uso della Rete come grande strumento infamatore di massa è la nuova frontiera. La Rete dovevamo usarla per fare partecipare le persone alla politica, tramite strumenti di democrazia diretta. Casaleggio per quanto mi riguarda riprenditi i consulenti che ci hai mandato”. Poi su Twitter il grillino critica Messora: “Sei proprio una delusione”. Più dura la senatrice M5s Ornella Bertorotta, che su Facebook ha scritto: “Colgo l’occasione per esternare alla dottoressa Boldrini la mia solidarietà per le squallide e inaccettabili offese ricevute, intollerabili per qualunque donna, a prescindere dal ruolo istituzionale occupato. Chi ha scritto certe frasi non è degno di vivere in un paese civile”. Dopo di lei altri quattro senatori, Lorenzo Battista, Laura Bignami, Monica Casaletto e Luis Alberto Orellana, in una nota si dissociano dalle ultime prese di posizione offensive nei confronti della presidente della Camera. “Il confronto con l’avversario e il rispetto per le istituzioni- scrivono – devono essere valori imprescindibili della vita politica. Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica. L’attacco alla persona non rappresenta l’attacco alle idee! I contenuti del blog non sono redatti con il consenso o la partecipazione di chi rappresenta democraticamente il Paese. Chiediamo agli autori della comunicazione del M5s di essere maggiormente responsabili e consapevoli dei contenuti pubblicati e del loro inquadramento professionale”. Prende ugualmente le distanze dalle offese rivolte a Boldrini il deputato M5S Tommaso Currò: “Non l’ho neanche letto, l’hanno posto alla mia attenzione e sinceramente non mi è piaciuto per niente. Per tutto quello che riguarda gli attacchi personali alla persona di Laura Boldrini mi sento di solidarizzare con lei e, per quanto mi riguarda, di chiederle scusa perché scrivere una cosa del genere, evoca degli scenari che a me non piacciono per niente”, ha dichiarato. “Il Paese non ha bisogno di questo ma, con tutto il rispetto e l’amore che posso avere per il mio gruppo, con queste dinamiche dialogiche non si va da nessuna parte. Chiaramente – ha concluso Currò – queste sono questioni di metodo, perché sul merito abbiamo profondamente ragione”.

  3. irisilvi
    3 February 2014

    Solo per il piacere della discussione, capisco che il post, che peraltro condivido, si attiene ad altro.

    Questa settimana l’Italia ha regalato al mondo un bellissimo esempio di economia occulta. Il decreto approvato su Bankitalia ed Imu sembra uscito da un manuale di dietrologia economico-finanziaria. Gli elementi ci sono tutti: un accordo tra classi politiche e banche, che viene fatto passare per una manovra per evitare che i cittadini paghino una tassa odiosa, imposta da Bruxelles: la tassa sulla casa; un sistema di informazione al servizio di questi stessi politici, che ha sapientemente insabbiato la verità e divulgato informazioni false; un Parlamento, fatta eccezione per il Movimento 5 Stelle e dei Fratelli d’Italia, che ha fatto gli interessi propri, corporativi e di casta, invece che quelli della popolazione che dovrebbe rappresentare; individui preposti ad istituzioni democratiche che le rendono strumenti di potere nelle proprie mani ed in quelle del governo.

    Vediamo di analizzare per una volta tanto i fatti.

    Non c’è stata alcuna privatizzazione di Bankitalia per il semplice motivo che questa banca è già stata privatizzata nel 1992 quando Mario Draghi ha venduto gran parte dei nostri gioielli di famiglia. E’ stato allora le banche di diritto pubblico azioniste di Bankitalia sono passate in mano privata senza che gli acquirenti contribuissero un solo centesimo al capitale della Banca d’Italia.

    La proposta approvata del governo Letta era quella di aumentare il valore dei pacchetti azionari attraverso la ricapitalizzazione di Bankitalia il cui capitale era ancora fermo ai valori del 1936, e cioè circa 156 mila euro, pari a 300 milioni di vecchie lire. Gli aumenti di capitale ortodossi si fanno chiedendo ai soci di aumentare il capitale investito nell’impresa, quelli non ortodossi e truffaldini si fanno con giochetti contabili.

    Il governo Letta ha concesso alla Banca d’Italia di usare 7,5 miliardi di euro delle riserve statutarie per aumentare il proprio capitale. Le riserve statutarie sono in monete estere ed appartengono al patrimonio dello Stato, non al capitale della banca centrale. Bankitalia gestisce questo patrimonio come una qualsiasi banca gestisce quello dei propri correntisti. A sua volta le riserve statutarie appartengono alla nazione Italia, sono soldi accumulati per noi, è una parte della nostra ricchezza monetaria.

    Quindi, va bene che una parte sia servita a non farci pagare l’Imu, sono soldi nostri, i nostri risparmi e ci possiamo fare ciò che vogliamo. Il problema si pone quando 4 di questi miliardi vengono usati esclusivamente per aumentare il capitale di Bankitalia e, quindi, per far salire il valore delle azioni degli azionisti, e cioè banche private. Adesso immaginate che la vostra banca faccia una cosa del genere e voi vi ritroviate con i risparmi dimezzati mentre gli azionisti della banca si ritrovano con azioni maggiorate di valore che vanno subito a vendere realizzando un profitto pari alla vostra perdita. Sarebbe uno scandalo epocale. Ebbene questo hanno fatto il governo e il Parlamento e questo l’opposizione voleva evitare.

    Vi chiederete ma perché il governo fa questo regalo alle banche? E la risposta è semplice: chi pensate che dal 2010 ad oggi acquista ogni mese i titoli di Stato necessari per ripagare l’interesse sul debito? Sempre loro, anche e soprattutto con i nostri soldi. Le banche hanno troppi pochi capitali ed il 2014 è l’anno dei controlli e delle nuove regole imposte da Bruxelles sulla capitalizzazione del sistema bancario. Insomma, il debito richiede che governo e banche siano soci in affari, anche quando questo business va contro gli interessi del paese.

    Il sistema di contabilità bancarie e finanziaria offre ampie possibilità per imbrogliare il prossimo, è per questo che esiste l’informazione e l’opposizione, ma se la prima è complice e la seconda viene stoppata, o meglio ghigliottinata, allora le cose si fanno serie.

    Oggi ogni italiano è più povero di 7,5 miliardi di riserve statutarie, 3,5 miliardi gli hanno evitato di pagare l’Imu, gli altri sono stati fagocitati dalle banche. Se agli italiani questo do ut des sta bene, allora gli editoriali usciti sulla carta stampata ed anche in digitale in difesa del governo, del Parlamento, delle istituzioni e così via hanno ragione, se invece agli italiani questo scambio non piace allora è arrivato il momento di smettere di frignare e di lamentarsi della crisi, della disoccupazione perché mai come oggi il detto ‘Governo Ladro’ è stato più vero. E’ ora di spegnere il televisore, chiudere l’iPad, staccarsi da Facebook e Twitter, basta con le parole, gli insulti, le bugie e le illusioni, basta anche con la vita virtuale, è ora di fare qualcosa di concreto, di mobilitarsi per cambiare un sistema politico che qualcuno prima di me ha giustamente definito di stampo mafioso.

  4. ilgrilloparlante
    3 February 2014

    filippica inutile, qui si parla di metodo non di sostanza
    riporto quello che ha scritto Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti mondiali di sistemi costituzionali: se i grillini eletti affermano di non rispondere alla nazione ma solo a qualcuno “si verifica una grave violazione costituzionale, in forza della quale possono pure entrare alle Camere, ma non a votare: a pascolare. Così magari qualcuno impara anche un mestiere”. Sartori ricorda che si tratta di un principio alla base di tutte le costituzioni fin dai tempi della Rivoluzione francese e se lo si viola “si torna indietro di secoli, a dei rapporti privatistici di tipo medioevale, con dei semplici portavoce di qualcuno al posto dei rappresentanti di tutti”. “Portavoce”, non a caso, è una parola-chiave nel linguaggio e nella mistica grillina. Ma allora i deputati dell’M5S accusati di comportarsi come meri esecutori di Grillo e Casaleggio sarebbero illegittimi? Ma come, si viola la Costituzione da mesi e mesi e nessuno dice nulla? Sartori ribatte pronto: “E’ un’assoluta vergogna e l’ho già scritto due volte, ma niente! Siamo di fronte a una grave ignoranza o finta furberia”.

  5. Monique
    3 February 2014

    Sono davvero preoccupata: questo “nuovo” dei grillini mi sembra un po’ troppo antico e rozzo per poter ridonare dignità al nostro paese. Bruciare i libri l’ho sempre visto come il simbolo della dittatura e tutto quello che fanno e dicono non si discosta dall’idea che ho di costoro come di personcine “telecomandate” senza requisiti per occupare il posto che gli è stato assegnato, ne buonsenso per accorgersi che hanno passato il limite.

  6. irisilvi
    3 February 2014

    Mah…sarà pure filippica ma se sappiamo qualcosa di ciò che accade a palazzo è perché loro fanno casino. Da Renzi che peraltro ho votato alle primarie, a tutto il pd , nessuno che avesse speso una parola per questa che è solo l’ultimo esempio di economia occulta. Per quanto riguarda Grillo credo abbia superato ogni limite, spero solo che si sia dato una mazzata sulle p….( turpiloquio c’è n’è troppo quindi evito anche il più banale) e che qualcuno, che c’è , esiste all’interno del movimento, prenda la palla al balzo. Che infine sia il caso, di regolamentare la fogna internet , non si discute nemmeno. Nessuno può passare impunito se offende o ancor più minaccia nascosto da uno schermo. Mi sembra così bieco e pusillanime da non meritare nessun commento ulteriore.

  7. Andrea
    3 February 2014

    Vorrei sapere per quale diritto acquisito prima Augias (che in trasmissione dalla Bignardi da di squadristi e fascisti ai 5 stelle che stanno esercitando alla camera un loro diritto consentito dal regolamento .’L’ostruzuionismo) e poi Daverio (che dalla Gruber fa passare Casaleggio come Goebels)possono offendere liberamente e in modo del tutto gratuito,persone che fino a prova contraria le mani non le hanno alzate su nessuno,visto che l’unico a farlo è stato il questore,che vi guardate bene da pronunciare e condannare .Augias e Daverio di quale impunità godono,forse la loro caratura culturale,è il lascia passare,per qualsiasi critica e offesa a chiunque e in ogni dove?Perchè io,non mi posso sentire libero di rispondere a tono quand’anche un personaggio di spessore come Augias mi da di fascista,e che senso ha, la Bignardi dopo che ha fatto conoscere all’italia intera il padre fascista di DiBattista chiedendo allo stesso se si sentisse in imbarazzo; e che senso ha che alla presentazione di Augias ,ella continui a chiedere ad Augias opinioni sul Movimento e su DiBattista?Perché io che sono davanti alla tv ,non posso pensare che tutto questo sia creato a sommo studio,come l’articolo del giorno dopo di Augias su Repubblica e bada caso in contemporanea è arrivato anche lei sig.Scaccia.Tutta la comunicazione si è mobilitata contro il M5S.Ora lei mi può raccontare un ‘altra volta del suo passato da paladino dei diritti,da giornalista di frontiera da quello che gli pare ed io glielo riconosco,ma purtroppo ,rimane quello che ha scritto in questi giorni.Non mi piace,in gioventù avevate il sogno della rivoluzione e non siete riusciti a farla,e visto che abbiamo la possibilità di ridare dignità a dei poveri cristi ormai diventati schiavi di questo sistema finanziario,vi siete messi al loro servizio e ci volete distruggere questo sogno.Sono molto amareggiato.

    • pinoscaccia
      3 February 2014

      Non ci siamo riusciti, è vero. Ma per la nostra rivoluzione ho, abbiamo, preso tante bastonate. Fuori del Parlamento. Invece adesso si fa in giacca e cravatta all’interno delle istituzioni. E’ questo che non va bene. Il padre di Di Battista ha rivendicato con orgoglio anche stamattina il suo credo fascista. Ma sono i sistemi che sono fascisti (anzi peggio: erano i nazisti a bruciare libri). Augias è un signore e argomenta, non insulta. Anche la Boldrini ha attuato un diritto sancito dalla Costituzione ed è massacrata. Personalmente non sto al servizio proprio di nessuno. Vi sto accanto nel sogno, ma non accetto questi guru violenti che non vi regalano dignità, ma ve la tolgono. E ancora non lo capite.

  8. irisilvi
    3 February 2014

    Per quanto riguarda il sessismo che imperversa tra i parlamentari, credo sia il frutto di una società che ancora non riconosce il valore delle donne. Certo è che finché si offendevano le donne di destra non mi sembrava ci fosse tutta sta levata di scudi. Penso che il nostro presidente della camera abbia avuto , come nessuno/a mai, la possibilità di ribattere e accusare chi l’ha offesa con atti e parole. Ieri la presidente stava in ogni programma tv a proclamare l’ eversione del movimento grillino. Non credo che abbia più l’ obiettività per poter essere super partes. Ormai sono allo scontro e non mi piace, per il nostro paese , per questo dannato momento storico e pure perché l’avevo, l’avevamo, sopravvalutata. Inutile continuare a dire che la tagliola, o come si chiami, è contemplata dalla costituzione: se mai era stata usata un motivo ci sarà o no?

  9. aldorizzo
    3 February 2014

    perche mai si era arrivati a questo livello

  10. Andrea
    3 February 2014

    Se come dice lei Augias è un Signore che argomenta e non insulta,gli posto qui sotto ciò che dice un’altro Signore.Ferdinando Imposimato “Cari amici, non sono un militante del M5S, ma trovo profondamente ingiusto criminalizzare il M5S che sta dando tanto al nostro Paese in termini di legalità, competenza, onestà e rispetto di principi della Costituzione che essi hanno difesa dall’assalto irresponsabile della scorsa estate. Trovo che il M5S sia quello che più di tutti si stia ispirando al principio fondante della nostra Costituzione, della democrazia e dello stato di diritto; quello della eguaglianza. Io li ho visti all’opera questi giovani, ragazzi onesti, coraggiosi e dediti al perseguimento ogni giorno del bene comune. Voglio ringraziarli per quello che hanno fatto e che faranno, riconciliandomi con la speranza in un futuro migliore” Augias sarà anche un Signore,(anche io ho suoi Libri e di certo non li brucio),ma non è il Padreterno,è Uomo in carne ed ossa i può anche sbagliare,nelle sue argomentazioni!

  11. scelba
    3 February 2014

    che doveva rispondere che non ci salirebbe mai sulla macchina di un grillino?
    il problema non è la violenza sulle donne ma su chiunque si azzardi a contestare questo metodo violento e cafone
    perchè i grillini non usano i sistemi democratici? di questo passo finiamo malissimo

  12. pinoscaccia
    3 February 2014

    Quello alla Bignardi non è l’unico attacco odierno ai mezzi di informazione. Nella rubrica “Il giornalista del giorno” oggi il blog parla Francesco Alberoni per un articolo pubblicato su ‘Il Giornale’, colpevole di aver scritto che “i grillini sono un lusso che non possiamo permetterci”. I grillini, scrive Alberoni, “non vogliono il parlamento, non vogliono il voto e intendono instaurare un regime di democrazia diretta in cui un gruppo di autocrati parla con milioni di persone attraverso il web”. Una visione, dice Alberoni, che è stata applicata dal fascismo e “noi in Italia dovremmo avere orrore di queste prospettive”.

  13. Condivido tutto quanto detto da Irisilvi… (ciao :))
    ..ma, per quanto io condivida pure che la Boldrini sia stata sopravvalutata (io da quel dì che lo penso) sarò sempre contro la violenza in tutte le sue forme e da qualsiasi parte essa provenga. Punto.

    (non ci volevo neanche entrare, è superfluo avendo già espresso chiaramente che laddove manca il rispetto, da parte mia neppure un semplice “buongiorno” e “buonasera”. Stop, passo e chiudo).

  14. irisilvi
    3 February 2014

    Mi sembra interessante quanto attualissimo il decalogo di Noam Chomsky linguista, filosofo, teorico della comunicazione che sempre più amo leggere. Ciao Sissi

    La strategia della distrazione. L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
    Creare problemi e poi offrire le soluzioni.Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico a richiedere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
    La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
    La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
    Rivolgersi al pubblico come ai bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende a usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, a una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziose per guerre tranquille”).
    Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
    Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie e i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
    Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
    Rafforzare l’auto-colpevolezza. Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
    Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élite dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica sia psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore e un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.

    • Magistrale…. è esattamente come descritto.
      Sintetizzando (io, per una volta) : è l’elusione della coscienza.
      Vedi Grillo e Casaleggio sono meno pericolosi al riguardo: meglio chi insulta…perche ritenuto un povero mentecatto – magari da arruolare all’occorrenza nella complicità della manipolazione – che chi ragiona… autocosciente e sveglio. L’ho sempre pensato.
      La risposta è sempre la stessa (per me): conoscono “biologicamente” quello che credono di conoscere…ma di chi? di individui ‘assenti’, a se stessi. La defaillance dell”individuo’ è proprio questa: non essersi mai accorto della propria individualità…ma di aver sempre fatto parte di un'”anima di gruppo”. E quando arriva “la soluzione” – ahhhhh!! ;))) magistrale quello scritto – non è pronto, moralmente parlando, a capire veramente….
      eh vabbè, discorso complicato (eppure solo apparentemente).

  15. pinoscaccia
    4 February 2014

    “Non c’è nessuna democrazia al mondo che si regge su proprie gambe interamente digitali, da nessuna parte nel pianeta e questo per una ragione banale: che la complessità della democrazia non è oggi riproducibile in formato digitale”.

    http://www.ilpost.it/massimomantellini/2014/02/02/grillo-ed-i-commenti-dodio/

    • non parlavo di “democrazia digitale”
      (vorrei mai sembrare ‘elitaria’ ma a volte c’è perfino un eccesso … di ‘democrazia’, termine abusato quando non carente).
      parlavo di manipolazione e di quanto risultino insignificanti gli insulti…per Taluni, piuttosto che un’autocoscienza Consapevole.
      (ci sarà un’interdizione del pensare… posso essere a favore di una “democrazia digitale” quando pavento continuamente Il mondo Nuovo di Huxley?…)

  16. pinoscaccia
    4 February 2014

    “Il disegno di Grillo e Casaleggio è smaccato. Devono tornare a mostrare al paese un parlamento travolto dal caos, dallo scandalo, lesionato nelle sue garanzie democratiche. E questo proprio nei giorni nei quali lo stesso parlamento, le istituzioni, i partiti, stanno finalmente dando un’immagine quanto meno produttiva di sé. Stanno risolvendo almeno il primo dei molti problemi lasciati a marcire per anni, e dalla cui fermentazione sono nati il loro discredito e poi il consenso per Cinquestelle.”

    http://www.ilpost.it/stefanomenichini/2014/01/31/m5s-napolitano/

  17. “E questo proprio nei giorni nei quali lo stesso parlamento, le istituzioni, i partiti, stanno finalmente dando un’immagine quanto meno produttiva di sé”.

    ….”Insomma, il debito richiede che governo e banche siano soci in affari, anche quando questo business va contro gli interessi del paese.”

    Sunto: guarda un po’, ho imparato la sintesi?? :))

  18. Marco Alici (@MarcoAlici)
    4 February 2014

    Il giorno dopo le elezioni politiche Bersani aveva offerto al M5S l’opportunità di essere al governo. Se davvero avessero voluto realizzare un progetto politico, o se davvero avessero voluto evitare che accadesse tutto quello che contestano oggi a questo governo, compresa l’approvazione del decreto IMU-Bankitalia, quella era l’occasione (probabilmente unica e irripetibile) per farlo. In democrazia è chi governa che ha (maggiori) facoltà di cambiare le cose. Oppure, rovesciando la frase, chi ha progetti innovativi da proporre è governando che li può mettere in atto. Potevano, non hanno voluto. O forse qualcuno non ha permesso loro di volerlo.

    Invece hanno preferito occupare con la forza i banchi del governo, sfasciare, anziché sedervi legittimamente, per fare.

    La svolta violenta è solo un modo per alzare il polverone e nascondere l’irrilevanza politica di quella esperienza. Peccato, perché avrebbero potuto dare un senso alla loro rabbia. Invece, come disse qualcuno, hanno messo i loro voti in congelatore, forse ignorando che anche i congelati hanno una data di scadenza, e si sta avvicinando.

  19. L’Italia, il due di picche quando regna denari, ebbene sì proprio noi… sta per chiedere miliardi di risarcimento alle agenzie di rating… evvaiiiii!!
    e qui Napolitano
    http://www.corriere.it/politica/14_febbraio_05/napolitano-monti-letta-no-capricci-891325f6-8e5b-11e3-afb4-50ae7364e5b3.shtml

    e rialziamo la testa: un briciolo di DIGNITAAA’….e di CIVILTA’!

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This entry was posted on 3 February 2014 by in grillismo.

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Professione Reporter

2016: morti 105 reporter.
[341 in prigione]

Un fiocco giallo per padre Paolo Dall'Oglio e Sergio Zanotti, rapiti in Siria.

Aspettando i 984 anni che mancano al 3000


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