Razzismo, brutta bestia

1534350_10152134268705238_339209613_nUn episodio minore che certamente non sarà ripreso dai grandi quotidiani. Oltretutto perché proveniente da uno sport cosidetto “povero” non illuminato dai riflettori nazionali. Una partita del campionato di pallavolo, serie B2 femminile giocata su un campo di provincia, in Basilicata. La squadra locale, il Montescaglioso, batte meritatamente le pugliesi del Mesagne per 3-1. Una cittadina, Montescaglioso, vicino Matera, che proprio nei giorni scorsi è stata colpita da un evento grave, tanto che prima della gara è stato tributato un omaggio alla memoria di una donna morta nel crollo di una palazzina. E poi il palasport intitolato a Papa Wojtyla. Doveva essere insomma una giornata non dico di festa, ma sicuramente di sport. E invece tutto è stato rovinato dai cori continui, fortemente offensivi, contro il capitano della squadra avversaria, l’italo-nigeriana Nneka Arinze, insultata come donna e come donna di colore. Conditi oltretutto da altrettanti cori offensivi contro le ragazzine (sedicenni) delle giovanili del Mesagne che stavano a bordo campo. Con gli arbitri (donne) che hanno sorvolato sul gravissimo episodio e con il pubblico che ha assistito in silenzio perché “si trattava di un gruppo di ragazzini”. Il punto è proprio questo: non c’è neppure la speranza che le nuove generazioni possano interrompere questo malcostume. Episodi di razzismo sono da condannare senza tentennamenti nella grande ribalta sportiva, ma che avvengano anche in una partita di pallavolo, considerata ancora una disciplina pulita, è veramente preoccupante. A questo punto spetta alla federazione intervenire con decisione, salvaguardando l’ultimo patrimonio sportivo.

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15 thoughts on “Razzismo, brutta bestia

  1. Visto che gli autori degli sberleffi volgari e razzisti erano dei ragazzini, la cosa migliore, e più educativa, che i responsabili della struttura avrebbero potuto fare, sarebbe stata quella di accompagnarli fuori. Un collo del piede dove non batte il sole, a volte, vale più di mille parole.

  2. La storia del razzismo è una storia vecchia, la sua situazione migliora ma non muta. Purtroppo ancora oggi continuano a succedere certi episodi. Non c’è infatti da stupirsi se la piaga del razzismo non è ancora stata debellata dalla nostra vita quotidiana, e lo sport non fa eccezione.

  3. ..eppure a scuola facciamo anche progetti in merito…e nelle classi ci sono ora più bambini di colore di prima. La nuova generazione dovrebbe dunque essere abituata a convivere con chi ha il colore della pelle diversa dalla sua.

      • Sono senz’altro d’accordo. I bambini ne i ragazzi, non sono mai “razzisti” in sé,lo apprendono dagli adulti. Dunque è profondamente errato l’atteggiamento: sono solo ragazzini. Sono lo specchio di ciò che accade in famiglia, di come si comportano i loro genitori.

      • ho pensato la stessa identica cosa..appena letta Ceglie! ahhhh! :)))
        poi non l’ho voluto dire per non stare sempre a puntualizzare… ;)))
        (anche se a volte mi sembrano tutti uguali… il 90 per cento delle persone :-P

        comunque Ot: ieri sera mi sono addormentata davanti a La Gabbia; a un certo punto mi sono svegliata di botto perchè c’era Masked Ball…il canto del rituale di Eyes wide shut… e intanto inquadravano Monti e parlavano di logge e banchieri.
        Bravi!

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