Il colore dei soldi

Anche i miti talvolta traballano. Per una strana coincidenza sono crollate oggi alcune certezze su cui abbiamo fatto tanti sogni. Intanto, gli “eroi dell’11 settembre” il cui sacrificio è sempre stato esaltato in tutto il mondo. La procura di Manhattan ha dimostrato che sono persone come tutti, piene di debolezze. Per esempio quella di appropriarsi per dodici anni di pensioni di invalidità inesistenti (assegni sociali, cioè pagati dai contribuenti). In 106 hanno accusato sintomi fisici e psichiatrici che non gli hanno vietato di mostrarsi pieni di entusiasmo vacanziero: ottanta sono poliziotti e pompieri. Già, gli eroi celebrati dalla polvere delle Due Torri. 

Poi c’è il capitolo aquilano che è molto più grave e doloroso per noi italiani. Leggerete al link tutti i particolari di un’inchiesta che naturalmente dovrà essere provata. E’ stato facile accusare i vari governi nazionali di mancanze gravi in questi cinque anni che sono passati dal terremoto. Secondo l’accusa, c’è invece una storia incredibile di tangenti legate alle casette prefabbricate, agli appalti, ai favori ben pagati a imprenditori e tecnici (mazzette pagate anche 500 mila euro). Coinvolti il vicesindaco del capoluogo abruzzese e due ex assessori senza distinzioni di colore: uno di destra e uno di sinistra. Perchè, com’è noto, i soldi non hanno colore. Ho rivisto anche di recente il sindaco che ha dedicato da allora la sua vita alla ricostruzione e gli sono vicino quando confida di sentirsi tradito. Mi preoccupa piuttosto l’andazzo, l’illusione che “mani pulite” avesse eliminato il malaffare mentre invece è servito solo a far fuori la prima Repubblica: i nuovi scandali confermano che si è trattato di un’operazione guidata politicamente. Come ha già detto qualcuno, da allora è solo salito il prezzo della disonestà. Chi ne ha la possibilità continua a rubare, senza ritegno. 

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6 thoughts on “Il colore dei soldi

  1. Gli eroi dell’11 Settembre rimangono tali, per me. Poi bisognerebbe smitizzare un pò l’eroe. perché l’eroe non si fabbrica, ci vuole un contesto ben preciso per far diventare eroe un uomo comune. L’uomo comune, con tutti i suoi difetti, è tale finché un giorno, davanti alla morte, compie una scelta fondamentale: rimanere. Allora, se muore, rimane per sempre fotografato da eroe: Medaglia d’oro alla memoria. Se invece sopravvive nonostante il grave pericolo, torna ad essere quello di prima: un uomo comune. Che vuole pagato lo straordinario, che litiga con la moglie, che va allo stadio e insulta l’arbitro. Che froda lo Stato e va in galera, eccetera. Luigi Rizzo, prima dell’azione di Premuda, che cambio’ le sorti della 1^ Guerra Mondiale per l’Italia, era un Ufficialetto qualsiasi. Poi una mattina, a bordo di un motoscafo, scoperta per sbaglio la corazzata austriaca, anzichè girare la prua e scappare la silura. Affondandola.
    Possiamo essere tutti dei disgraziati qualsiasi, ma di fronte alle scelte assolute, di fronte al bivio, i nostri percorsi non sono necessariamente uguali. Perciò un eroe rimane un eroe, nonostante il prima e il dopo.
    I personaggi che, invece, banchettano sopra le disgrazie altrui, come taluni amministratori locali, erano dei disgraziati che, se fossero morti sotto le macerie del terremoto, sarebbero stati compianti come delle povere vittime. Ma siccome non sono morti, hanno lucrato alle spalle della comunità, da bravi delinquenti, perciò devono andare il galera: il contesto è tutto.

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