Sessant’anni di televisione

tv2Nel 1954 ero un pischelletto. A casa dei nonni troneggiava un pretenzioso apparecchio radiofonico che quasi incuteva timore. Mio zio mi raccontava: “Sai, un giorno lì dentro potrai vedere quello che parla”. Ancora non sapevo, naturalmente, che molti anni dopo sarei stato anche io a parlare dentro quella scatola magica. Il 3 gennaio, sessant’anni fa, si aprirono ufficialmente le trasmissioni. Ben presto diventò qualcosa di molto importante tanto che vedere “Lascia o raddoppia” o “Il musichiere” dipendeva dai voti a scuola. In tutta la famiglia c’era un solo televisore, a casa dello zio ricco che aveva pure la prima Topolino. Dopo un pò ogni casa aveva un televisore, rigorosamente in salotto, poi in ogni stanza. Adesso si guarda la tv dal telefonino. Scrivere della Rai è un’impresa titanica, neppure ci provo. Vi rimando ai link che ne raccontano la storia. A livello personale mi piace proporre l’immagine del mio debutto dentro la scatola, nel 1979, venticinque anni dopo che era stata inventata. Una passione durata per trentadue di anni, una vita. Lo ammetto: ho rimpianto per quei tempi e non solo per la gioventù perduta. Il blog Tg1

Le immagini 3 gennaio 1954 Il primo palinsesto Sessant’anni

scaccia7Otto dicembre 1979: la telefonata mi arrivò all’improvviso dal direttore di sede, Ranghieri. “O vieni subito o se ne riparla dopo le vacanze”. Dopo cinque minuti e cinque semafori rossi firmai il contratto. Andai a salutare, e ringraziare, il capo redattore Grifoni. Mi disse: “Hai da fare oggi?” In effetti l’assunzione partiva dal 10 e poi non avevo ancora lasciato “Corriere Adriatico” ma potevo contare sulla generosità di Beni, il grande capo. Per farla breve dopo un’ora stavo su un’auto sociale per andare a Loreto per una mostra di orecchini. Erano niente rispetto ai miei occhi che brillavano. Ero, ufficialmente, un giornalista della Rai. Cominciava l’avventura. 

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10 thoughts on “Sessant’anni di televisione

  1. Bravo Pino, davvero. Averceli Giornalisti e Reporter come te! Oggi, bisogna accontentarsi chi quello che passano i conventi.
    Certo che ne hai distribuito inchiostro sui fogli, ma l’ avventura sulle notizie non è ancora finita, si spera.
    … inquietano quei cinque semafori rossi! ;-)

  2. Gabbià ‘na vita ricca de granni emozzioni. Bravissimo!! continua anche de fori da scatoletta. Sapessi incora quanto c’è da fa’? Ahò mica ce basteno antre vite. Famo ‘na petizzione chissà che prorogono ;)

      • Ciao Gabbià, sortanto a penzà ar 3000 me viè er mar de panza. M’arincresce nun ciò li sordi e nemmanco la voja de famme ibbernà è mejo che lassamo ar destino e prosite a la sora commaraccia. Ne sta vita ho fatigato puro troppo e so scojonata de tirà er caretto. Mo vojo penzà ‘n tantinello a me e m’ariccomanno penzace puro te. ;)

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