Vita da zingaro

[In attesa del brindisi di fine 2013, mi raccomando senza botti].

notte bamChi mi segue da tempo lo sa. Ho passato numerosi Capodanno fuori, per lavoro. Alcuni pesanti, per stanchezza e per lontananza, come quelli nello Sri Lanka per lo tsunami (fra migliaia di vittime) o a Bam in Iran per il terremoto, o i tanti in Afghanistan, a Kabul o a Herat. Questa foto, tutto scapigliato, si riferisce al “cenone” a Bam, nel  2003 con tanti amici cari che hanno scelto una vita in prima linea per aiutare gli altri. Quelli della Protezione civile e in questo caso la squadra pisana di Chirurgia d’Urgenza. Una “festa” che quelli di Cortina se la sognano. Ci è rimasta talmente nel cuore quella notte difficile nella città d’arte, letteralmente rasa al suolo, e con le scosse che continuavano, che abbiamo deciso di rivederci. Ecco l’appello lanciato su Facebook, per capire quanto le emergenze possano unire. Ma mi piace anche raccontarvi di un’altra notte senza paura, ma ricca di sorprese a Kabul nel 2001, quasi a ridosso dei talebani. Una festicciola nell’ambasciata ancora chiusa con Sgarbi che frega le lenticchie ed Elkann che si sdraia in salotto.  Al nuovo anno siamo arrivati tre ore e mezza prima. Vita (ricchissima) da zingaro.

3-capodanno-sgarbi

Rimarrà deluso chi si aspettava bilanci personali. Chi mi conosce sa anche questo: che odio parlare di me stesso, se non di riflesso al mestiere. Avrei da raccontare piccole e grandi paure che hanno provocato altrettante gioie, ma sono segreti destinati agli intimi. Sono ancora convinto che il web è divertente, ma non è (per fortuna) ancora la vita vera. Buon anno.  

Auguri soprattutto a chi oggi lavora. Specie per chi ha il destino di proteggerci. E a chi non ha niente da festeggiare: per miseria o per dolore.

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7 thoughts on “Vita da zingaro

    • Michele, buon anno anche a te e a tutti quelli che ami. Ho passato troppi anni per strada per non capire (e apprezzare) quello che fate tu e gli altri. Un abbraccio.

  1. Anch’io lavoro oggi, a bordo ma in porto. Siamo in pochi, e senza i nostri cari, ma non ci lamentiamo del nostro lavoro perché, come diciamo da queste parti, “fuori piove”. Buon anno Pino. Buon anno a tutti coloro che sperano in un futuro migliore, ma anche a quelli che ormai non si aspettano più niente. E quel poco che ricevono diventa prezioso.

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