Se manca la luce

night-time live

Collegamento nel buio (e nel freddo) di Kabul, dicembre 2001.

Ogni volta che mi è capitato di soggiornare in posti difficili, la riflessione è sempre venuta spontanea. Cioè che nel nostro mondo cosiddetto privilegiato se c’è un black-out di un’ora scatta il panico, mentre “lì” la luce c’è solo un’ora al giorno. Ricordo nell’alberghetto a Baghdad lungo il Tigri dove il generatore non reggeva il carico e dovevamo scegliere fra l’aria condizionata (con 60  gradi all’ombra è la sopravvivenza) e l’ascensore fino al terrazzo dov’era il satellite. O Kabul dove in quell’ora di energia bisognava ricaricare tutto il ricaricabile, e si cenava al buio: ho scritto più di un post sul paradosso di scrivere  al computer con la luce di una candela. Lì c’era il problema al contrario del freddo (meno 20) e finito di ardere quel piccolo ciottolo dovevamo affidarci soltanto a una montagna di coperte. La riflessione successiva era importante. In quei posti ci rendevamo conto che tutti i servizi che ormai davamo per scontati, non erano affatto scontati. Tutto questo mi è tornato in mente rispetto al panico che si è scatenato a Cortina, rifugio di vip, per una bufera che ha interrotto le comunicazioni elettriche. Qualche persona intelligente ha preso bene il disagio. Un grande imprenditore come Guido Barilla ha apprezzato l’atmosfera d’altri tempi e si è divertito addirittura a spalare la neve. Ma le altre reazioni sono state patetiche: da Signorini che ha scritto di “situazione drammatica” a Paola Ferrari che ha twittato “Italia addio”. A lor signori vorrei banalmente ricordare che noi privilegiati, pur essendo il cinque per cento del pianeta, consumiamo l’ottanta per cento delle risorse. E che una notte di luci (inutili) a Manhattan basterebbe per illuminare per un anno un intero Paese africano. E che una normale abitazione occidentale oggi consuma quanto un’azienda negli anni Cinquanta. E che per stare al caldo (o al freddo, dipende) si consumano guerre. Parole inutili nel mondo dorato e soprattutto finto.

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49 thoughts on “Se manca la luce

  1. Non ho mai fatto il reporter in condizioni estreme, ho fatto “solo” l’anestesista in situazioni “di provincia” dove un fulmine può eliminare l’energia elettrica e… in sala operatoria sarebbe piuttosto problematico se non partisse il generatore…
    Hai scritto un bel sermone.
    Buon 2014.
    Quarc

    1. Non è un sermone, è lo specchio della realtà che conosce chi frequenta posti difficili. A Baghdad, con la croce rossa, c’erano anche medici. E per altre emergenze. Non capita solo ai reporter.
      Ecco come abbiamo passato il capodanno 2003 con il reparto chirurgia d’urgenza di Pisa, ad esempio, per il terremoto di Bam (Iran).

        1. ma no, hai ragione, sembrava proprio un sermone: ma ho voluto chiarire che non è così, ma solo uno sfogo contro persone viziate
          buon anno di cuore anche a te ;)))

    1. lui pensa al gossip e sicuramente parteciperà al grande sacrificio dei vips (con la esse finale perchè sono tanti), quelli che dagospia definisce argutamente i “morti di fama”

  2. Comunque, resta il fatto che senza luce, noi, siamo morti. C’è poco da fare. E’ un dato di fatto che si fermerebbe il mondo.
    Come è un dato di fatto che il progresso per certi versi rende più fragili; se ormai siamo abituati così…. non è che all’improvviso puoi mettere chiunque con la neve e senza riscaldamento: qualcuno ci muore. In america quando c’è stato il black-out sono morte un sacco di persone infatti. (ecco perchè sarebbe importante cercare di sopportare…nei limiti del possibile, bisognerebbe spiegarlo a uffici e negozi dove ci si congela d’estate a rischio congestione e si scoppia di caldo a gennaio che pare ferragosto). L’uomo occidentale si è molto indebolito rispetto agli antenati medievali.
    Anche con i germi, non è che si sono rafforzati loro…ci siamo indeboliti noi! Non è evidente? una mia conoscente lamentava che gli operai adesso non ce la fanno a portare i secchi (suo marito è sempre stato operaio, notare bene), ma perchè? non è che magari la birra, la discoteca, qualcos’altro… e il fisico si sfiacca e non ce la fa? Oggi è tutto un caos…anche a livello di nervi no, sono più fragili (i nervi).
    Ora quei due oltre che dei privilegiati sono gli esemplari che conosciamo e capisco l’ironia, resta pur sempre il fatto che sotto la neve al freddo s’incazzerebbe chiunque – secondo me – e non tutti hanno la stessa sopportazione fisica.

        1. …si vabbè, ora non spostare il discorso sull’origine delle guerre: senza luce si ferma tutto il mondo punto.
          e a proposito…. altra trovata agghiacciante: dopo i droni, sai che si sono inventati mi ha detto mia madre? i robot…..per uccidere!!
          e quelli mi sa che vanno pure a batteria….. :(

          1. No, non vanno a batteria: le stazioni da dove partono i droni hanno bisogno di molta energia. E punto un cavolo! Forse ti conviene rileggere: il nostro mondo privilegiato è soltanto una piccolissima fetta del pianeta. Afghani, irakeni, eccetera e tutti gli africani continuano a vivere con un’ora di luce al giorno. Male, per colpa nostra che invece pretendiamo di stare benissimo.

          2. allora i microchip i robot che uccidono… questo sì che è un problema.
            resta decidere se morire di freddo – magari far parte di quel quarto di pianeta del Mondo Nuovo di Huxley rimasto allo stato selvaggio e sul quale fanno esperimenti… o se stare negli altri tre quarti, al caldo (o al freddo, dipende), ma tra i raggi x e per nome alfa, gamma e beta.
            ma soprattutto: non era meglio se anch’io andavo a cortina?? :))

          3. :-P
            a sciare beata… e a indossare abitini da sera per le lunghe notti al pianobar!

            comunque hai ragione sul discorso di prima (non ti avevo letto) è una piccolissima fetta di pianeta che spreca – anche se sono dell’idea che pure gli altri quarti..come gli si schiude lo scintillante panorama..aderiscono senza troppi problemi. E comunque c’è bisogno di luce luce!
            …”che lassù le stelle si accorgano di me. Perchè sto vanendo”
            guarda, chiudo con Rilke…
            ..e addio cortina :))

  3. Poracci … che pena. Due giorni senza luce e si rendono conto di essere delle cose inutili e senza senso. Due foto. Il mare e il sole sono in comune, il resto …

  4. Per lavoro, spesso mi sono trovato senza comunicazioni moderne, ma solo con vecchi apparati radio per lunghe distanze. Niente telefoni, tv, internet per più di una settimana. Non è bello, ma non si muore. A limite si legge qualche libro in più. Condivido in pieno la tua riflessione

          1. ho capito ma sono una minoranza! e anche a loro è dato evolversi e stanno cercando tra mille difficoltà di farlo infatti! non eravamo (siamo) lì per quello scusa? (in afghanistan). E la cina non si è forse all’improvviso risvegliata e innamorata come drogata da tanto scintillio tecnologico?
            e io non sono una tecnologica eh (neanche ne capisco niente di informatica).
            Insomma il MONDO, tutto il mondo, ti dico che si fermerebbe completamente, ma mica ho scoperto l’acqua calda! possibile che non si capisce? non capisco che volete dire voi allora.

          2. Parti da un presupposto sbagliato: noi del mondo privilegiato siamo la MINORANZA e consumiamo gran parte delle risorse (sono tre volte che lo ripeto). Quando stavo a Kabul la luce mancava a me, non a loro. Certamente bisogna andare avanti ma lo spirito del post è che sono scandalizzato nel sentir frignare gente viziatissima per un temporaneo disservizio causato dal maltempo. Chiaro?

          3. Aggiungo: certamente non sono un troglodita che vuol tornare alla preistoria, ma una delle notti più belle della mia vita l’ho passata dormendo per terra in un villaggio Turkana, in Kenya, dove per la prima volta vedevano un bianco. E, come dicono nei film, per tetto un cielo di stelle. Così stellato che solo in Africa può esistere un simile cielo, specie nella Rift Valley, la prima culla dell’uomo. Romantico? Forse, ma credo soprattutto nauseato da tutti i danni che abbiamo fatto a questo pianeta che stiamo uccidendo.

          4. ho capito ma quello te l’ho già spiegato: uno si immedesima.. e capisce che stare senza riscaldamenti non è piacevole nè in afghanistan nè a cortina.
            allora sono d’accordo che dobbiamo cercare di portarli pure in aghanistan… e in tutto il resto del mondo, il che non dipende certo da me nè da noi. (sennò lo farei molto volentieri veramente).
            ma si parlava anche che non si ferma il mondo…secondo voi. E invece vi dovete rendere conto che senza “la macchina” – la luce, l’energia elettrica – siamo ormai come morti. Noi, come il resto del mondo.
            ah… che fatica eh.

          5. Ci rinuncio. Infatti, proprio perchè abbiamo tutto questo bisogno di energia per mandare avanti il mondo che abbiamo costruito, lo stiamo distruggendo. Non vorrei essere catastrofico, ma non manca molto. Chiudo, buonanotte. E, mi raccomando, spegni la luce.

          6. ..e hai detto bene: una notte.
            se ti dicessi che mi è tornato in mente (e veramente) un mio amico che in vacanza al mare ha pensato a me quando un giorno sarebbe andato a stare in una casa senza luce nè acqua nè niente…e quindi mi ha invitato?? anch’io l’ho trovato molto romantico… veramente.

          7. Probabilmente il problema è proprio questo: siamo talmente assuefatti da credere che il nostro sia l’unico mondo possibile. Suggerisco caldamente la visione di “WALL•E”, che è tutto meno che un cartone per bambini.

          8. tanto ormai non puoi più nemmeno metterti a coltivare l’orticello..che devi prima chiederlo alle multinazionali. sentite…sono stanca. non è che io non sia d’accordo che abbiamo creato un mondo complicato, che siamo una fetta piccola del pianeta, che abbiamo “già” distrutto il pianeta, che rischiamo di diventare una macchina: In wall-e c’è uno spazzino-robot (ho letto), nel libro di bill gates, “la strada che porta a domani”, c’è un uomo in copertina e rimane solo la strada…nella retrocopertina (è scomparso l’uomo).
            tutti d’accordo. cito spesso huxley no? più chiaro di così.
            solo che dopo il pensierino quotidiano… la riflessione catechista, finanche l’eroismo di spegnere la luce un quarto d’ora l’anno… io non ho ancora capito quale sarebbe l’alternativa. Io so solo che senza la macchina siamo morti. Senza elettricità si ferma il Pianeta…… e non sarebbe male resettarlo un attimo, cioè resettare la nostra testa… prima di altre piacevoli invenzioni, ma non mi sembra esattamente la direzione che altri hanno deciso di intraprendere.
            (e nemmeno noi) tra parentesi…

  5. “Collegamento nel buio (e nel freddo) di Kabul, dicembre 2001.” Almeno non c’era Paolini! Non tutto il male viene a nuocere. ^___^

    So che la mia spritosaggine può sembrare fuori luogo, ma era solo per stemperare. Comunque, a parte gli scherzi, sottoscrivo quanto da te scritto dal tuo articolo. Si vede cha hai viaggiato. Hai infatti una visione delle cose più profonda e ampia.

    1. Il sito Dagospia, sempre pungente, non ha fatto altro che raccogliere gli inevitabili sfottò che la ggggeeennnnttte di Cortina si merita, come anticipato con grande intuito, da questo blog. Modestamente.

      1. mmhhh!… e diventerete anche gli uomini più belli del mondo?
        quell’articolo fa ridere… e noi italiani siamo così: alla fine non ci riesce di prendere mezza cosa seriamente, è il nostro lato simpatico nella nostra tragedia.
        ma finchè si gioca è un conto, ricavarne addirittura un principio è un altro – ma poi quale? ancora mica ho capito: che c’è chi sta peggio? ma va? o quello della decrescita felice? no perchè poi quando ne accennava oliviero toscani tutti a sghignazzare anche per lui. (e chissà che magari non sia più coerente lui anche del mio ex amico dalla casa senza corrente elettrica…ma che poi ha preferito la scalata social-borghese-famigliare. Stasera pungo io).

  6. Il fatto che la gente di questa (piccola) parte di mondo percepisca il proprio come l’unico mondo possibile è la chiave di tutto. E’ la grande illusione che giustifica i conflitti, e che ci impedisce di capire perchè, ad esempio, cinquanta africani attraversano il mediterraneo su una barca di 12 metri. Pochi hanno strappato il cielo di carta del nostro teatrino (ho scomodato Pirandello) e hanno visto oltre. Quindi anche un bravo cronista può avere difficoltà a spiegare come si vive al di là di questo nostro mondo. Capisco il punto di vista di twiggy, ma è anche vero che se improvvisamente tutti gli abitanti della terra consumassero risorse come facciamo noi, il pianeta si esaurirebbe in pochi giorni. Spegnere la luce 15 minuti prima è ipocrita, è vero, ma anche tenerla accesa e indignarsi per l’imperialismo occidentale lo è.

    1. ..e perchè, ci vorrebbe tanto per dare all’africa i pannelli solari con quei chilometri di deserto cotto dal sole che hanno…come giacimento naturale?
      ci vuol tanto a lor signori capotribù, tra un impiastramento e l’altro di mani nel caviale e non solo, a far vivere più degnamente i loro schiavi? ma se tutto il mondo procede in un’unica direzione, è colpa mia?? che devo fare allora? devo spegnere la luce, tenerla accesa, e poi battermi il petto tutte le sere per averla tenuta accesa? senti senzanord per favore…non ti ci mettere anche tu: nessuno nel pianeta ha la più pallida idea di come risolvere problemi enormi che vanno dalla crisi economica mondiale alla distruzione del pianeta per un mondo complicato del quale O-gge-tti-va-men-te… non possiamo più fare a meno, e pretendereste che la soluzione la abbia io.
      E poi chi ha mai detto che altri mondi non esistono? questa è un’altra libera deduzione personale già fatta da marco alici al quale ho già risposto più su, e aggiungo: fosse solo per tutti gli anni passati qua sopra…. anzichè in vacanza o a divertirmi altrove, ti assicuro che tra un po’ restano gli unici mondi che conosco. (purtroppo).

      – io non sono ipocrita, sto solo ripetendo da ieri che non vi rendete conto (a parte i proseliti) che abbiamo creato un mondo sì complicato ma del quale non possiamo più fare a meno. Noi senza “la macchina” – con tutto quello che mi rendo conto comporta – siamo mor-ti! questo sto dicendo, e mi pare assurdo che ancora non si sia neppure vagamente capito.

      1. ..e comunque io quel cielo di carta l’ho strappato molto tempo fa… :)) “modestamente” io ora, ho ‘cercato’ tanto… e nessuno può negarmelo.
        nel frattempo, se proprio devo essere pirandelliana, diciamo che sono diventata un personaggio in cerca d’autore :)))
        – e affinità con donata genzi, in Trovarsi … sempre di pirandello. vabbè non ricomincio…sennò è la fine, altro che cortina, ricominciano pianti e rimpianti..per le vecchie (artistiche) aspirazioni.
        (e non volevo essere secca prima eh, è il mio modo di esprimermi quando non so più come spiegarmi, mi chiedete soluzioni che non ho! beh buonanotte a tutti SMILE… a luce spenta ;)))

      2. Il mio non voleva affatto essere un giudizio nei tuoi confronti. Ho usato il “noi”, perché siamo tutti immersi in questo brodo. Ed hai ragione a dire che – mediamente – non riusciremmo a vivere in un altro modo meno dispendioso, automatizzato ed opulento.
        Allora?
        La risposta che mi sono dato io è quella che l’economista Leonardo Becchetti sintetizza con l’espressione: “voto col portafoglio” (http://bit.ly/1ceGqSQ).
        Cominciamo dalle scelte che ogni giorno siamo chiamati a compiere: se possibile, scegliamo l’opzione più etica che possiamo trovare.
        Un esempio? Mi serve un nuovo smartphone, ho ordinato questo: http://bit.ly/1h5Dzno . In realtà non l’ho semplicemente “ordinato”, ma ho finanziato la sua realizzazione e ho seguito passo passo gli stadi di fabbricazione, dagli articoli del blog, dalla newsletter, dagli spot su Twitter e G+.
        Certo, so benissimo che non è stato realizzato dentro una spa o in paradiso, ma tra tutte le opzioni, mi pare che sia quella eticamente migliore. È solo un esempio che dimostra che un altro mondo, anche da questa parte del mondo, non è impossibile.

        1. Assolutamente vero Marco, questo lo condivido moltissimo, si può cominciare eccome ad essere etici a livello individuale, anzi è l’unica “rivoluzione” in cui credo, quella interiore e individuale. A cominciare da quello che hai detto tu – a parte il tempo e la voglia di fare tutto quel percorso di ricerca per comprare un cellulare.. che sinceramente se lo dovessi applicare a tutto ci metterei un mese pure per comprare un’insalata al supermercato – però è su quell’ampliamento di coscienza..di consapevolezza, che poi porta a scelte nella vita di tutti i giorni, che possono essere prive di scrupoli o etiche…anche nelle cose più piccole, che mi troverai sempre d’accordo. (in questo senso condivido anche Senzanord, Pino e tutti gli altri).

          1. si riferisce al principio di fondo….
            sì anche per una villa di los angeles, che può essere acquistata eticamente pagandola il giusto e senza approfittare di nessuno o come gli squali che comprano all’asta sulla disgrazia altrui…di chi magari è ridotto al lastrico.
            e il chilo di pane può essere farina del diavolo o profumato come il pane…
            ogni scelta può essere etica o meno.

  7. Ormai ci rinuncio. Quello che penso l’ho detto. Può apparire catastrofico ma invece è solo la realtà. Sa di sermone, me ne rendo conto e me ne pento, ma è la semplice rappresentazione di un disastro: attuale, non futuro. Forse quei cretini di Cortina non meritavano discorsi così seri: bastava sfotterli, come hanno fatto altri. Tanto non vivranno mai quello che ho vissuto io. E non sanno di essere loro i veri poveri (dentro).

  8. spesso passo per eccentrica sognatrice, dato che mi preoccupo di come e cosa e quanto consumo, cosa compro e da dove viene, cosa posso fare a meno di comprare, cosa non mi serve, di non produrre spazzatura, uso la bici e non la macchina, dato che abito in pianura…qui noi siamo in due e la bolletta media enel bimestrale è sui 50 euri scarsi, boh, molti strabuzzano gli occhi, a me invece pare che potrei fare di meglio, consumare meno.
    non possiedo uno smartphone, ipad iphone, possiedo un computer del 2005 che funziona benissimo, una lavatrice del ’90, ogni tanto sì, mi tocca chiamare il mio amico tecnico della lavatrice (e così sostengo l’economia locale), compro libri su ibs, sì, lo ammetto, e so anche di sbagliare, forse un bel giorno decido di non farlo più, così magari non chiude un’altra libreria.
    non mi manca niente, davvero, sto bene così e forse potrei liberarmi di qualche altra cosa, non guardo la televisione, ebbene sì, pino, se non fosse stato per questo posto qui, per me saresti stato un perfetto sconosciuto ;)
    qui stanno per aprire un inceneritore, tra l’altro di una società israeliana, tutta la cittadinanza in rivolta, lenzuola appese ecc ecc…ma nessuno che si domandi quanta spazzatura produce LUI, e dove credono che vada, sulla luna? no, in africa magari, ed infatti vengono di persona a restituirci il favore ;)
    la mia domanda è questa: sono io una sognatrice, che vuole cambiare il mondo ecc… oppure sogna chi crede che si possa andare avanti così?
    e dire che io (di proposito) non ho fatto figli, morta io, morti tutti, ma chi ha fatto figli non si pone domande?
    tipo, che so…. quante necessità sono indotte e quali sarebbero reali?
    come quelli che dicono che i piccioni sporcano…ellamadonna, ma ti sei mai domandato quanto sporchi TU in un solo giorno della tua vita? un piccione hai voglia….
    e allora, chi è che sogna?
    ;)

  9. Ci sono dentro fino al collo in questo mondo di consumatori. In confronto a mrm sono un vero sprecone. Ma facciamo un passo indietro. La riflessione di partenza è che non si può andare in panico, e dire che l’Italia va a rotoli, solo perchè c’è un black out a Cortina. Confermo d’essere d’accordo con Pino e penso che strapparsi i capelli per un giorno senza tecnologia sia da stupidi. Sul saper (o voler) vivere in maniera più o meno sostenibile ognuno provveda per se. Se è vero che non si può continuare così per molto, un giorno ce ne accorgeremo.

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