Cos’è rimasto della giustizia in Italia

Mirco il cacciatore, è già a casa. Il meccanico di Serle che sabato sera ha sparato a un ladruncolo albanese dopo avergli dato la caccia per due ore, è stato scarcerato ieri su decisione del gip di Brescia Paolo Mainardi. Il quale, nonostante le contraddizioni durante l’interrogatorio, i dubbi sul fatto che i colpi esplosi siano stati due anziché uno, e il sospetto che la «caccia all’uomo» abbia coinvolto mezzo paese, ha stabilito che «non sia affermabile l’esistenza di un quadro gravemente indiziario del delitto di omicidio volontario».Dunque, Mirco Franzoni rimane indagato, ma per omicidio colposo e trascorrerà le feste in famiglia, tra la soddisfazione dell’intero paese. «È stressato e non riesce a dormire», ha spiegato ieri angosciata sua madre Paola: «Siamo molto preoccupati per il suo futuro e siamo anche tristi per quel ragazzo morto». Chissà se nelle preghiere di Natale qualcuno si ricorderà di Eduard Ndoj, il giovane ladro di 26 anni morto dissanguato dopo un’agonia durata un’ora e mezzo, colpito tra il petto e la spalla sinistra da una fucilata.Perché sarà anche vero che Mirco non voleva ucciderlo, ma quando ha preso il suo fucile prima di cominciare a cercare il ladro per le strade del paese, lo ha caricato a dovere: un proiettile in canna «e altri due nel serbatoio», pronto a far fuoco. «Ho fatto una cazzata, avevo paura che mi prendesse il fucile, non volevo…», ha spiegato il meccanico di 28 anni al giudice.  (…) Rimane infine la scelta di non aver voluto avvertire le forze dell’ordine se non dopo «la cattura». «Non risulta – nota il giudice – che nessun altro concittadino abbia ritenuto di avvisare i carabinieri e non certo per denunciare il furto, ma per segnalare quanto stava accadendo. segue Paolo Colonnello de “La Stampa”

Omicidio colposo, dopo una caccia all’uomo di due ore? Un vero cowboy: neanche un giudice americano, forse, lo avrebbe scarcerato. Poi ci meravigliamo perchè non c’è ancora l’omicidio stradale e se non è preso in flagranza di reato un automobilista che fa una strage (è successo) non va in galera? E soprattutto ci meravigliamo perchè danno i permessi premio ai pluri-assassini e magari rigettano gli arresti domiciliari a qualche truffatore? Insomma, non avete ancora capito cos’è diventata la giustizia in Italia? Ecco perchè i leghisti hanno ripreso a urlare.

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10 thoughts on “Cos’è rimasto della giustizia in Italia

  1. Non si capisce se Serle sia il Texas de noaltri o la Corleone del dopoguerra.
    Quanto ai leghisti, proprio come ai grullini gli si dedica questo aforisma: “Se quel che vuoi dire non è niente di sensato, gridalo forte. Qualche sciocco ti ascolterà.”

  2. Direi Pino che nulla è rimasto ! Permessi premi , buona condotta e lavori fuori , ma soprattutto , specie se politici , arresti domiciliari ! E c’è bisogno do svuotare le carceri ..???

  3. La cosa che mi spaventa è la caccia all’uomo, col paese che partecipa. E poi, come si fa a giudicare un omicidio come colposo quando uno esce di casa col fucile da caccia per cercare un uomo? Nella migliore delle ipotesi è preterintenzionale, e con questo reato non si va a casa.

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