La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Tempo di crisi

Andando in giro, la notte, per il Vaticano ero rimasto sorpreso da questa immagine che mi ero affrettato a catturare. Un paio di barboni accampati sotto il colonnato a un passo dalla basilica di San Pietro. In effetti, in territorio italiano, prima del varco con lo Stato pontificio, ma proprio davanti alla porta dell’ufficio stampa vaticano. Forse questi senzatetto si sono sentiti protetti dalla vicinanza del Papa che in effetti, da quel che si sa, provvede in qualche maniera a offrire aiuto. A qualche chilometro di distanza, verso il Gianicolo, l’altra notte un altro di questi barboni è morto, per il freddo e gli stenti. Anche questo succede nel mondo, in tempo di crisi.

10 comments on “Tempo di crisi

  1. Questa è una guerra, dove non crollano i palazzi ma le persone.
    Volevo solo aggiungere, riguardo all’Europa, che tempo fa la pensavo come Rampini, adesso ormai no. Per ben due motivi – e magari ce ne saranno molti di più – ma intanto i principali: 1. crollerà TUTTA l’Europa… io la vedo così, quindi quale “ancoraggio” rispetto agli incapaci del paesetto: è come rotta l’àncora stessa; 2. mi è bastato vedere come si è comportato “l’ancoraggio” europeo con la Grecia…della quale nessuno neanche parla più. Lì altro che barboni: sai i suicidi? di cui non sappiamo niente? la gente che non si può più curare? le medicine che “l’ancoraggio europeo” neppure gli spedisce?
    se questa è l’àncora… non resta che la parola preferita da Grillo – e anche da me (Vs. COSTORO) – .

  2. carlenrico
    14 December 2013

    L’ha ribloggato su carlenrico.

  3. Ma poi la cosa che mi fa più impressione, è come la gente possa ancora sentirsi felice sapendo che c’è tanta sofferenza. Ora io direi che dovrebbe proprio nascere come una NECESSITA’… quella di redistribuire per creare un mondo più equo. Proprio come una necessità interiore.
    Ora se ci fosse uno Stato veramente etico, morale, la prima cosa in assoluto dovrebbe essere quella di tagliare quegli stipendi miliardari perchè politica dovrebbe significare umiltà… l’umiltà con cui si sceglie di fare cose grandi al di sopra degli egoismi per il bene di un paese. Se ci fosse un Mondo più etico, la Borsa dovrebbe essere redistribuita…come reddito fisso mensile e abitazioni e diritto di cittadinanza ovvero di ESISTENZA garantito! Uno Stato e un Mondo a immagine dell’Uomo, con al centro l’Uomo, farebbe girare il denaro senza calcificarlo in investimenti passivi, mettendolo a frutto per costruire benessere e per TUTTI. Vabbè niente, sogno. (io ogni tanto ci riprovo..).

    • Gino
      15 December 2013

      E’ quello che forse tutti sogniamo, è vero, ma le tasche mie siano salvaguardate a prescindere.
      Si continuano ad elargire stipendi e liquidazione ad incapaci, Si parala di riduzione dei parlamentari, si parla, si parla, finanziamenti ai partiti che slittano fino al 2018 quando sarà travata un’altra soluzione diversa = alla prima. E non credo assolutamente nel finanziamento delle lobbyes che privatizzerebbero l’Italia.

      • Io non credo a niente…. con quella mentalità che si ritrovano. Mancano proprio le basi…morali, per intraprendere alcun discorso. Io un sano egoismo lo trovo per l’appunto sano – fa parte dell’individuo che sviluppa se stesso – ma gli si chiede di rinunciare solo a una piccola parte..di questo egoismo, non totalmente, non è una dittatura quella che voglio (quella che invece vorrebbero e stanno attuando loro, come tutti gli incapaci). E’ un nuovo Umanesimo. Con l’Uomo riposto al centro dell’esistenza, come scopo e significato della vita e dell’evoluzione, R Steiner propone uno Stato organizzato a sua immagine.. (cioè dell’Uomo, non sua personale) quindi come il sangue circola continuamente o l’individuo morirebbe, altrettanto deve fare il denaro; come gli organi sono retti da un costante equilibrio o la prevaricazione di un organo sull’altro provoca la malattia, così uno Stato si ammala… e come siamo fatti di natura spirituale e materiale, così il denaro è di tre tipi: spirituale, giuridico, materiale… ecc. ecc. ecc. – ma sono troppo cretini, non capiscono niente e non gliene frega niente.
        (ah, e ognuno continuerebbe a guadagnare diversamente da un altro eh, NON è che col “reddito fisso” si voglia attuare un’uniformazione generica e generale nell’appiattimento totale dell’individualità! questo da tenere ben presente).

        Questo, tratto da un articolo, spiega meglio:

        Sappiamo come sia facile vedere tutto alla luce della libertà individuale, della totale autonomia di ognuno, dimenticando la fratellanza; oppure tiriamo dritto per la fratellanza, perdendo di vista la libertà individuale; oppure farsi paladini di una salomonica uguaglianza, dimenticando la diversità reale e sfumata dei bisogni e dei talenti, che sono sempre disuguali da persona a persona.
        La grande tentazione è di nuovo quella di privilegiare uno di questi atteggiamenti a scapito degli altri. L’essere “umani” sta nell’averli invece tutti e tre compresenti, interconnessi e sanamente interagenti. La complessità, del resto, ha tutto a che fare con la bellezza: il bello non è mai caratterizzato dalla monotonia o dalla riduzione. Il bello è nella ricchezza, nella possibilità di variazioni e sfumature infinite, quali ce le mostrano i tramonti del sole. (…abbrevio: i colori dei quadri del pittori). Insomma per vivere da uomini bisogna diventare artisti.
        La vita è come una sinfonia, l’evoluzione umana è come un grandioso concerto, la loro legge è la ricchezza senza fine, l’esuberanza che non conosce arresti. Un pensiero che voglia attingere alla realtà dev’essere anch’esso un’opera d’arte, deve poter procedere ed esprimersi come un’armonia.

        E quest’altro, per la segnalazione di un bel libro: “Spirito e Denaro S.p.A” che riprende la Triarticolazione Sociale di R. Steiner
        “E’ un importante testo di economia sociale rivolto a tutti, scritto da chi economista non è per professione ma che, come ognuno di noi, è chiamato ad esercitare ogni giorno la propria libertà e la propria iniziativa di vita anche nella sfera economica. (….)
        Ostacoli, quali le commistioni tra legge, cultura ed economia; la mercificazione del lavoro; il concetto di economia nazionale; l’eredità; la proprietà privata e la proprietà collettiva; l’illusione del vantaggio proprio a discapito altrui, l’accumulo dei capitali che impedisce al denaro di fluire verso i talenti umani….
        Terapie, quali la sana indipendenza tra legge, economia e cultura; la distinzione tra lavoro e prodotto del lavoro; la mondializzazione dell’economia per il vantaggio di tutti; l’associazione tra produttori, consumatori e commercianti; il diritto temporaneo all’uso esclusivo della proprietà (qua la vedo dura, s’intende l’azienda comunque, non la casa); la banconota a scadenza che nasce, muore e rinasce divenendo strumento vivente dello spirito umano…” (questa mi piace un sacco ;))

        “Tra l’inerzia e la responsabilità morale e conoscitiva si giocano i nostri destini, nell’epoca dell’individuo cosciente. Nel terzo millennio è davvero possibile attuare la svolta evolutiva della libertà per un’umanità che sia capace di volerla”.

        Bello eh? non vi sentite Vivi?? con questo? – ricordi Jim Morrison: “quanti di voi sanno di essere vivi…” :))
        un bel sogno…come contrappeso a quest’incubo.

  4. Monique
    15 December 2013

    Già, anche se queste scene ci sono sempre state…forse, più che la crisi, è l’indifferenza la responsabile.

  5. ceglieterrestre
    15 December 2013

    Nun c’è tempo…

    N’arincresce pe ste pore vite perze. Regà, se ciavete quarche spiccio de euro, nun ve scordate de li senza tetto.
    A roma se dice:
    “A li tempi de Checco (Francesco)e Nina (Giovannina) a morì c’è sempre tempo”.
    Spero sortanto che quarche anima bbona je dà ‘na mano pe vive mejo l’anni che je arestàno. La sora Cencia (franca bassi)

    Nun c’è tempo da perde!

    Su sta tera chi cià troppo
    e chi nun cià più gnente!
    Nun ha trovato
    nemmanco ‘n tantinello de foco
    pe ariscallàsse l’ossa.
    Nun ciaveva un tetto
    pe vive ‘na vita de indignità.
    Su sta tera chi cià troppo
    e chi nun cià più gnente!
    Ha dormito accosto ar celo.
    Intorcinato drento abbiti cenciosi…
    Abbraccicato a quarche inzogno sbiadito.
    ‘N core granne che batte…
    ‘gni sera aspetta bono la mano nera.
    Se confonne ne la bruma o sotto le stelle
    inzieme ar fratello sole e a la sorella luna.
    Quanno ariva er vento gelido
    la commare pe scallallo lo pija pe mano
    e se lo porta via.
    La sora Cencia (franca bassi)

  6. ceglieterrestre
    16 December 2013

    Quanno sorto de fora guardo accosto e vedo occhi voti e sguardamenti spenti. Me chiedo indove so finiti li sorisi?

  7. senzanord
    16 December 2013

    Nella mia città girava un barbone conosciuto da tutti. Medico, che un giorno vide morire la moglie e per questo perse la ragione. Decise allora di vivere per strada, nonostante gli sforzi della famiglia. Morì qualche anno fa. Conoscevo alcuni dei ragazzi, volontari, che girando di notte, sapendo già dove stavano, ognuno con la propria storia, li mettevano in ambulanza, li portavano dove potevano lavarsi, mangiare qualcosa e prendere una coperta. Voglio dire che la presenza dei senzatetto mi spaventa in misura minore rispetto alla sparizione di un tessuto sociale fatto di solidarietà, senza fini di lucro, ma che ha comunque bisogno di mezzi, di fondi. Certo, se il politico mi risponde che ha distribuito un milione di ore di cassa integrazione, allora significa che siamo finiti in un vicolo cieco.

  8. … ritorno “con” Rampini…. ora siamo sotto osservazione da Bruxelles, e menomale.
    Ed è la nostra fortuna.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on 14 December 2013 by in persone.

Professione Reporter

2016: morti 105 reporter.
[341 in prigione]

Un fiocco giallo per padre Paolo Dall'Oglio e Sergio Zanotti, rapiti in Siria.

Aspettando i 984 anni che mancano al 3000


Categories

Archives

contatti
pinoscaccia@gmail.com

Blog Stats

  • 691,704 hits

ShinyStat

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Join 14,421 other followers

L’ultimo libro

%d bloggers like this: