“Non aveva una sola goccia di odio nel suo cuore”

mandela

Non è facile celebrare un mito. Adesso che Nelson Mandela non c’è più, strappato al mondo a 95 anni, affido il ricordo a Toni Morrison, 82enne decana della black literature e sua profonda amica che ha usato parole magiche: “Emanava un vigore fisico e morale quasi soprannaturale. Non aveva una sola goccia di odio nel suo cuore. L’era che ci ha dato il buio – Mussolini, Hitler e Stalin – ci ha regalato anche la luce: Mandela”. E poi  a uno dei tanti omaggi musicali: il concerto che i Queen e Amy Winehouse hanno dedicato a questo grande padre della pace. 

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14 thoughts on ““Non aveva una sola goccia di odio nel suo cuore”

  1. Caro Pino, oggi, il mondo è triste perché ha perso una grande stella, un’intesa luce di libertà che illuminerà la nostra vita in eterno.

  2. Quando finì l’apartheid nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato che la transizione sarebbe stata pacifica, senza la caccia al bianco. Invece è stato proprio così. Quindi questo signore dovrebbe leggersi qualche libro della storia recente. E poi, a dirla proprio tutta questo individuo dovrebbe forse fare un po’ i conti di quanti innocenti hanno imprigionato, torturato e vessato quotidianamente i bianchi dell’apartheid.

  3. Dimenticavo! Questo signore dovrebbe anche chiedersi perché l’ONU impose, nel 1962, le sanzioni al Sud Africa dell’apartheid e che in seguito a ciò il paese fu espulso anche dal Commonwealth Britannico.

  4. Sul fatto che sia stato un grande uomo non ho nulla da obiettare.Ma che non avesse una sola goccia di odio nel cuore permettetemi di avere un ragionevole dubbio.

    La domanda mi sorge spontanea…ma se non l’avessero incarcerato?
    Anche lui sarebbe diventato un uomo di guerra?

    “Nel 1961 Nelson Mandela divenne il comandante dell’ala armata “Umkhonto we Sizwe ” dell’ANC (“Lancia della nazione”), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, ed elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid. Quello stesso anno, nell’aprile, Mandela fu arrestato e condannato all’ergastolo. Nel discorso pronunciato davanti alla corte, Mandela ammise la militanza nell’ “Umkhonto we Sizwe” e la decisione di passare a forme violente di lotta politica, perché il governo non aveva lasciato altre alternative.”
    http://www.meridianionline.org/2013/12/06/storie-nelson-mandela-sudafrica/

    Quindi anche lui avrebbe usato metodi violenti per combattere la violenza o il razzismo? Quindi il premio nobel per la pace?
    Mi sembra che ci sia qualcosa che non mi torna.
    Ciao

    • La sua vita va giudicata tutta insieme. Si è dato alla lotta armata dopo un massacro, ma dopo decenni di carcere ha passato il resto dell’esistenza a insegnare solo la pace.

  5. Mandela stesso ha ammesso di aver autorizzato la bomba di Church Street nel 1983, morirono 19 persone e più di 200 ferite. Dire che non avesse una sola goccia di odio, mi pare esagerato.
    E difatti la caccia al bianco c’è stata. Chiadiamolo ai boeri.

    • Combattere non significa odiare. Visto che citi cifre forse dimentichi quando avvenne la “svolta” di Mandela: dopo la strage di Sharpeville, nel lontano 1960. La polizia uccise 69 neri, fra cui 8 donne e 10 bambini. I feriti furono più di 180. E 18 mila gli arrestati. L’Onu ha dedicato quella giornata (21 marzo) alla lotta contro la discriminazione razziale.

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