La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La fine della guerra

Ricordo tanti anni fa a Vukovar, Croazia. Un ragazzo davanti alla sua officina distrutta dalla guerra: “La mia casa rasa al suolo, la mia officina rasa al suolo, tutto raso al suolo. Alla fine della guerra cosa mi ritrovo? Prima almeno quando mi alzavo la mattina sapevo cosa fare: fare la guerra, andare a sparare ai serbi. E adesso che mi resta?” Quell’episodio tanto lontano mi sembra un’ottima metafora per la fine della guerra con Berlusconi. Per vent’anni la sinistra ha puntato sull’antiberlusconismo salvo poi…entrarci a patti, e adesso che lui non c’è più deve finalmente inventarsi un progetto. La riflessione è di vari politici di razza, a cominciare da un’icona dell’antiberlusconismo, Rosi Bindi: “Oggi non è una giornata felice per la politica” ha detto. Chi mi segue con attenzione sa che non ho mai parteggiato per il Cavaliere, ma mi piacerebbe che fosse il popolo a votare la “decadenza” di chi sta in Parlamento. Craxi e Andreotti furono abbattuti dentro aule giudiziarie, lo stesso è avvenuto per Berlusconi: avrei preferito che fosse stato fatto fuori alle urne, punito dagli elettori e non dai giudici. Anche perchè così non si volterà mai realmente pagina in questo bizzarro Paese. Politica e magistratura

13 comments on “La fine della guerra

  1. marcellolupo
    28 November 2013

    …sottoscrivo in pieno Pino!…….precisando che Craxi si uotoesiliò all’estero ed Andreotti fu invece un esiliato in patria (con qualche sparuta apparizione da Vespa)…. mister B. & C. invece non molleranno facilmente a giudicare da quanto vedo nelle piazze e nei talkshow di approfondimento politico….magari mi sbaglio…

    • pinoscaccia
      28 November 2013

      Berlusconi è ancora il padrone in Italia di tre televisioni importanti, di due quotidiani, di un settimanale, di una casa editrice. E chissà quanto altro ancora.

  2. Alessandro
    28 November 2013

    “…mi piacerebbe che fosse il popolo a votare la “decadenza” di chi sta in Parlamento”
    Hai ragione. Mi ricordo che, anni fa, un mio amico che militava con me in Forza Italia mi disse di essere stupito dalla sprovvedutezza delle persone. Lui era infatti reduce da un’iniziativa del partito che consisteva nel far scrivere alle persone delle proposte che, secondo quanto propagandato, avrebbero permesso alla gente di offrire il proprio contributo. L’iniziativa riscosse successo, peccato peró che nessuno le abbia mai lette… Ecco allora che quella sua lucida considerazione mi é tornata in mente.

  3. pinoscaccia
    28 November 2013

    “Decaduto perché la legge è uguale per tutti”, dice il direttore Ezio Mauro, ma sulle pagine di Rep. è già comparso il fantasma del Cav. Le spoglie del Berlusconi-politico ancora non ci sono (lui dice “andiamo avanti”), e il bisogno di trofeo si fa forte tra i nemici di oggi come tra quelli di ieri (ricompare persino Antonio Di Pietro), nemici paradossalmente minacciati dallo sventolio dello scalpo: senza Caimano chi saremo?, dovranno chiedersi da domani, quando più che un trofeo cercheranno un feticcio, pena la perdita temporanea di obiettivo (nei casi più gravi, d’identità). Si fa strada il sentimento inconfessabile: del nemico, quasi quasi, si ha una strana, antipatica nostalgia. (cit.)

  4. Walter
    28 November 2013

    La guerra contro B è finita, ma non si torna a casa. C’ è un’ altra guerra da combattere, peggiore. Seria. Quella contro la crisi economica, la disoccupazione, il dissesto finanziario e molto altro ancora.
    È squallido che un personaggio presentatosi alle piazze come un elegantone raffinato, che ha governato per una generazione l’ Italia in casa e nel mondo, debba finire per difendere se stesso in vecchiaia come un procacciatore di minorenni nelle sue pagliacciate private, passato in giudicato per frode fiscale allo Stato di cui ne è stato il Presidente del Consiglio (un Cavaliere del Lavoro che frega lo Stato con le tasse?!).
    “Quelli della sinistra” stavolta hanno fatto bene a toglierlo da un Palazzo di Governo, che era diventata la sua garconniere affaristica. È sceso in campo, ha giocato le sue partite, ha commesso numerosi falli da espulsione e adesso si è beccato un bel cartellino rosso. Adesso sta in tribuna, se vuole.
    Ma pensa te se un Paese, con gli anziani che raccattano il pranzo nei cassonetti della spazzatura, e i giovani che non vedono un futuro oltre il week end, deve essere amministrato da un Governo che perde il suo tempo appresso la decadenza e alle pessime miserabilità economiche, di un personaggio ex appartenente alla P2, che ha fatto solo i suoi interessi con le sue cariche politiche. Da almeno un anno pieno costui non ha fatto un tubo, nel bene e nel male, come Senatore e come politico. Soprattutto negli ultimi 4 mesi ha curato esclusivamente la sua permanenza e salvaguardia dello scranno al potere politico infischiandosene altamente della grave situazione del Paese. E pagato profumatamente.
    Ma scherziamo? Allora facciamolo pure Santo, così si completa l’ opera.
    L’ Italia c’ era ancor prima di Andreotti, Craxi e Berlusconi: questi personaggi hanno rappresentato a pieno titolo una fetta di storia politica italiana, ma non sono certo l’ Italia.
    Io, persona qualunque, il Passaporto lo tengo.”Lui”, no.

    • pinoscaccia
      28 November 2013

      Ti sei sfogato? Ti senti meglio? Ti consiglio un articolo di chi rimprovera quella sinistra di non averlo bloccato prima che nascesse e prosperasse, anche politicamente, senza poi doversi affidare ai giudici per liquidarlo

  5. pinoscaccia
    28 November 2013

    No, non mi cambia la vita la decadenza del satrapo lombardo. Non brindo, non rido, non festeggio. Ha rubato i miei venti e i miei trent’anni e vorreste che vi dicessimo bravi, voi burocratini del Partito democratico col sedere al caldo. Ha smantellato pezzo per pezzo la nostra democrazia, ha corrotto persone e costumi, manipolato coscienze. Ha comprato corpi e portato in alto i peggiori, spacciandolo per merito.

    No, non sono contento e non vi dico bravi per aver fatto il minimo sindacale. Decade oggi ma non è mai stato eleggibile. Vent’anni ci sono voluti. Non dovevate farcelo entrare in Parlamento, quindi non sono contento che oggi ne esca. Era ineleggibile e non vi siete opposti. C’era un enorme conflitto d’interesse e avete trattato. Ci avete mangiato la crostata insieme e ancora dovete spiegare perché. Gli avete lasciato fare la grande porcata perché conveniva anche a voi autonominarvi invece che farvi eleggere. L’avete usato come foglia di fico per non dire mai, neanche per sbaglio, cose di sinistra. Ci avete fatto un governo insieme.

    Vorreste che vi dicessimo bravi per avergli lasciato ridurre in macerie la nostra democrazia e il nostro paese. Costernato e rabbioso, non brindo, vorrei solo scompariste anche voi, complici di regime. Simul stabunt simul cadent. Ma non succederà. GENNARO CAROTENUTO

    • Walter
      28 November 2013

      C’ è poco da brindare o da essere allegri.
      Mi ricordo anni fa, quando l’ ex Senatore divenne nuovamente Presidente del Consiglio sconfiggendo decisamente i suoi avversari, subito l’ opposizione di sinistra cominciò a portare avanti il refrain: c’ è conflitto di interessi.
      Secca dichiarazione dell’ allora Presidente della Repubblica Ciampi: – quando avete vinto voi le elezioni nella precedente tornata, cosa avete fatto in merito alla questione? Niente. –

  6. Lucio Gialloreti
    28 November 2013

    Caro Pino , penso anch’io che una normativa che si rispetti in materia di elezioni , dovrebbe lasciare all’elettorato attivo quel compito !

  7. ceglieterrestre
    28 November 2013

    Caro Pino, nun so se riasco a fa er commento. Da oggi che so scancellata, se vede che puro er picci s’è stufato de scrive.Me devo decide…

    A Roma quanno
    quarchiduno nun capisce
    se dice…
    “che sei de coccio?”
    Vabbé, se scoccìa er vaso che se rèdita.
    Se rompe la capoccia quanno
    fai ‘n’ inciampicone.
    Se sfracassa puro la machina
    quanno nun freni e trovi er muro…..

    -La sora Cencia:
    Regà, mo er piccì mio se ribbella
    m’ha detto che vole annà ‘n penzione.

    -Er sor Piccì:
    Ahò, co sto martellamento
    su la tastiera so ‘na decina d’anni
    che me piji de pètto notte e giorno.

    -La sora Cencia:
    Ho provato a fatte du carezze
    t’ho fatto puro ariparà
    ma nun è servito a gnente.

    -Er Picci:
    Allora sei proprio de coccio
    incora nun l’hai capito
    che ciò l’anni e sò acciaccatello?
    Te dico falla finita, nun vedi
    è ora che me sona la ritirata?
    M’arincresce pettè, sora Cè
    tròvete ‘n’ antro piccì novo.
    Eppoi se nun t’aggrada
    aripija er fojo e ariempi
    co l’inchiostro er calamaro.

    La sora Cencia rassegnata:
    -Vabbé! mo ho capito
    che tutto principia e
    tuttoquanto cià ‘na fine.

    La sora Cencia (franca bassi)
    Cari amichi se pe ‘n po’ de tempo nun me vedete sapete epperché

  8. pinoscaccia
    28 November 2013

    non sparire troppo però, eh!

  9. ceglieterrestre
    28 November 2013

    Ciao Gabbià sto a lavorà, appena posso torno co er picci novo. Pemmò ‘n abbraccico forte a tutti quanti

  10. GiorgiusGam
    2 December 2013

    Pochi si stanno accorgendo di vivere, in questo momento storico, a fine 2013, all’interno di una imminente, quanto pericolosa-incontrollabile polveriera sociale europea da est a ovest. C’è un Europa di nuovi “Euro Poveri” che scricchiola sempre più da Sud verso Est, manca il lavoro a lungo termine per i giovani, il rischio di un ulteriore aumento spropositato di tagli, svendite e tasse statali nell’arco di pochi anni, l’altro rischio a breve dei mancati pagamenti pensionistici nazionali (2014), la nuova povertà e il boom sucidi per problemi economici famigliari e professionali. Insomma, i giovani e i quarantenni hanno già da alcuni anni staccato la spina dal lavoro super-precario e da questa Europa monetaria mal gestita da un buona fetta di economisti e di cattivi politici, ampiamente incompetenti.

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This entry was posted on 28 November 2013 by in politica.

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