La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Siamo tutti intercettati

Che siamo tutti intercettati era cosa nota, anche se abbiamo sempre fatto finta di niente. Ora si “scopre” che i signori americani, in virtù di una sicurezza mai garantita, dove invece di controllare chi sta fuori potrebbero benissimo pensare ai terroristi che allevano in casa, sanno tutti gli affari nostri, insomma di noi italiani. Il problema del Grande Orecchio l’avevo già sollevato molti anni fa. Con la scusa, spesso, di inchieste giudiziarie in realtà si costruivano dossier sui cittadini. Ma torniamo agli americani. La conferma che seguono tutto e tutti la si è avuta qualche tempo fa, quando un ragazzo in partenza per gli Stati Uniti aveva scherzato su Twitter: “Vado a fare un macello”. Atterrato a Los Angeles è stato immediatamente arrestato.

5 comments on “Siamo tutti intercettati

  1. lorena
    22 October 2013

    Nulla di nuovo all’orrizzonte , quando ormai passati 30 anni chiesi il visto per NY insieme a mio marito , io ero una perfetta sconosciuta giovane donna di provincia iscritta al PC , mio marito ingegnere iscritto alla DC quando arrivo’ il nostro visto quello di mio marito durava un anno e poteva girare l’america in lungo e in largo , il mio durava un mese e non potevo uscire da NY a mio parere nulla è cambiato , so che ridemmo molto in casa per questo , Alberto mio marito mi diceva hanno capito che sei una terrorista ahh ahh

  2. senzanord
    22 October 2013

    La questione della riservatezza delle comunicazioni è sempre esistita. L’informatica ha permesso di moltiplicare le capacità di scambio e, di pari passo, sono cresciute le capacità di spionaggio. E’ noto che ad elevate velocità corrisponde una scarsa sicurezza. Se parlo al telefono, qualsiasi tecnico può intercettare la linea in decine di punti e ascoltare. Se invio una lettera per posta arriverà dopo alcuni giorni, ma sono abbastanza sicuro che il contenuto sarà visto solo dal destinatario indicato in busta. Quello che voglio dire è che non possiamo affidare ad un telefono o ad una password la nostra privacy, perché coloro che gestiscono i servizi, i server, i cloud, le centrali telefoniche, etc. hanno degli spazi fisici e dei padroni, in carne e ossa, pertanto sempre condizionabili. Su Facebook la polizia postale ha delle possibilità, senza dover chiedere al magistrato, incredibili e anzi i social network sono diventate una preziosa fonte di ricerca di persone e di informazioni per le polizie di tutto il mondo. Solo chi dispone di sofisticati sistemi crittografici può preservare le proprie comunicazioni in rete, ma i costi sono alti. Personalmente quando uso i mezzi informatici lo faccio sapendo che la mia comunicazione viene sempre valutata da qualcun altro. Convivo con una importante limitazione della mia libertà, ma almeno ne sono consapevole, e se devo parlare dei fatti miei lo faccio di presenza. Come una volta.

    • pinoscaccia
      22 October 2013

      bisogna stare attenti alle cimici, allora ;)))

  3. Hai ragione (come sempre) senzanord… ma che fatica dover rinunciare pure alla spontaneità!
    stiamo creando un mondo impossibile. (pure vero che scoprono un sacco di cose così… che dire, come al solito bisogna “adeguarsi” – sapete quanto mi piace… ;))

  4. senzanord
    23 October 2013

    34 anni fa (l’era del cinghiale bianco) Franco Battiato cantò:

    Strano come il rombo degli aerei
    da caccia un tempo,
    stonasse con il ritmo delle piante
    al sole sui balconi…
    e poi silenzio… e poi, lontano
    il tuono dei cannoni; a freddo…
    e dalle radio dei segnali in codice.
    Vn giorno in cielo, fuochi di Bengala…
    Ia Pace ritornò
    ma il Re del Mondo,
    ci tiene prigioniero il Cuore.
    Nei vestiti bianchi a ruota…
    Echi delle Danze Sufi…
    Nelle metro giapponesi, oggi,
    macchine d’Ossigeno.
    Più diventa tutto inutile
    e più credi che sia vero
    e il giorno della Fine
    non ti servirà l’Inglese.
    …E sulle Biciclette verso Casa,
    la Vita ci sfiorò
    ma il Re del Mondo
    ci tiene prigioniero il Cuore.

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This entry was posted on 22 October 2013 by in il segno dei tempi.

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