La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La gabbianella

Dedicata alle persone di buona volontà.

Mi chiamo Felicita. Il nome me lo ha messo il mio amico Lupino che vado a trovare spesso a Scilla. Mi poso sul suo balcone, trovo sempre qualcosa da mangiare, come se lui mi aspettasse. Chissà come ha scoperto che sono un gabbiano femmina, con i maschi non abbiamo grandi differenze, siamo gabbiani e basta. E’ confortante arrivare da lui quando il mare è grosso ed esalta gli scogli, è bello riposarsi per tipi come noi abituati a volare contro i venti. Ma ci riposiamo poco: diciamo di amare la quiete marina ma in realtà, per dirla con il poeta, il nostro destino è di vivere balenando in burrasca.

In fondo non è una brutta vita quella del gabbiano. Si sorvola il mondo, lo sfioriamo appena per acciuffare il cibo ma stiamo sempre in alto, sopra tutti. Lassù, sapete, non ci sono differenze. Non si distinguono i colori della gente, voi umani per noi gabbiani avete la stessa pelle. Che colore? Inventatevelo voi che avete sempre il problema di distinguervi, di notare le differenze. Per noi è semplicemente il colore della pelle, è tutto uguale come tutto il sangue è rosso. Per uno strano miracolo che solo a noi gabbiani può riuscire notiamo le differenze solo negli occhi. Eh sì, gli occhi non sono tutti uguali. Ci sono occhi neri come la notte, blu come il mare, verdi come l’erba, gialli come il fieno.

Una volta, volando da gabbiano di frontiera sopra una terra insanguinata dalla guerra, ho notato una bambina che aveva gli occhi color miele selvatico. Correva, stranamente felice, nonostante le bombe. Aveva una sola cosa più bella degli occhi, anzi due. Il sorriso. E la voglia di libertà.  

[Pino Scaccia]

6 comments on “La gabbianella

  1. carlenrico
    13 October 2013

    L’ha ribloggato su carlenrico.

  2. In quel momento apparve la volpe.
    “Buon giorno”, disse la volpe.
    “Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
    “Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
    “Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
    “Sono una volpe”, disse la volpe.
    “Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
    “Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
    “Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
    Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
    “Che cosa vuol dire addomesticare ?”
    “Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
    “Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
    “Che cosa vuol dire addomesticare?”
    “Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
    “No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “?”
    “E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire …”
    “Creare dei legami?”
    “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
    “Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
    “E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
    “Oh! non e’ sulla Terra”, disse il piccolo principe.
    La volpe sembro’ perplessa:
    “Su un altro pianeta?”
    “Si”.

    “Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
    “No”.
    “Questo mi interessa. E delle galline?”
    “No”.
    “Non c’e’ niente di perfetto”, sospiro’ la volpe. Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:
    “La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”
    La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
    “Per favore… addomesticami”, disse. ….

  3. Lucio Gialloreti
    13 October 2013

    Bellissimo post Pino :emblematico!!

  4. ceglieterrestre
    13 October 2013

    Ciao Gabbiano, la fanciulla dagli occhi color miele spesso il suo volto mi appare, occhi stupendi. Un caro saluto.

  5. GiorgiusGam
    16 October 2013

    [Oceani e Leggende]: “Pesce Remo” lungo 6 metri trovato morente nella costa californiana

    Per i giapponesi i ritrovamenti dei pesci remo morenti sono e rimangono un oscuro presagio…

    MORE: http://bit.ly/1gLiMUi

  6. ot – qua il disastro è planetario.
    l’America dice che ce la farà e io lo spero proprio, perchè se non ce la fa che fine facciamo tutti quanti?…
    e comunque di nuovo a Report mostravano come non è che siano le aziende egoiste che se ne vanno ma proprio gli offrono di andare in svizzera o altrove in quanto a tasse…perchè nessun paese d’europa è tartassato come noi!! questi hanno azzerato un intero paese. senza togliersi nemmeno un centesimo dagli stipendi e pensioni milionari, loro, quelli che urlano alla patrimoniale e non so che altro hanno ancora da blaterare.
    l’edilizia l’hanno DISTRUTTA…. azzerata, fatta a pezzi. La sanità quasi non esiste più…. chi è dipendente non ha più potere d’acquisto e di risparmio, chi è in proprio chiude, aziende che continuano a chiudere o ad andarsene, frantumate da riscossioni e tasse folli folli folli, neanche si riesce a vendere che con ste tasse chi compra più casa?? e l’immobiliare insieme all’edilizia è ferma. Tutto fermo, tutto bloccato. Io vedo in giro, proprio la respiro l’ansia e la preoccupazione di chi lavora, dipendente o in proprio, e che sorride ed è cortese ma si percepisce una preoccupazione e un’ansia dietro… che ancora di più mi dà il termometro della situazione nel farmi capire che non sono la sola che vive quest’angoscia.
    E comunque, è planetario, ma da noi l’hanno distrutto completamente il paese… completamente.

    (continuo a ripetere le stesse cose ma è come se ancora non mi capacito di tutto questo. Pazzesco. Adesso dicono che la nuova manovra – capito niente – non aumenta tasse, ma per quanto? perchè fra tre mesi se ne inventeranno un’altra…perchè questi i soldi non ce li hanno!! e continuano a pretenderli però, dopo che si sono divorati pure l’anima!! Hanno distrutto un paese… e nemmeno si vede uno spiraglio di luce, è folle, sembra un treno lanciato in picchiata senza conducente destinato a schiantarsi).

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This entry was posted on 13 October 2013 by in il segno dei tempi.

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