Morte di un boia

bariloche 21 nove 1995 001

[1995] A metà novembre conosco uno dei luoghi mondiali del desiderio, la Patagonia. Scorci da paradiso terrestre, ma un freddo che non mi aspettavo. L’obiettivo è il criminale nazista Erich Priebke, nascosto dal 1954 addirittura a Bariloche, mischiato nella comunità tedesca. L’Italia ha ottenuto l’estradizione e l’obiettivo naturalmente è di intercettarlo. Ci appostiamo per giorni davanti al suo rifugio, ma è impossibile entrare. Riusciamo soltanto a rubare un’immagine alla finestra il giorno dell’imbarco ed è già un buon colpo.

I giornali argentini documentarono quell’attesa. Io sono a destra, vedete, accanto a Carlo Salezzari. Dopo averlo ospitato per quarant’anni da vivo ora da quelle parti non lo vogliono più. Non lo vuole più neppure Roma naturalmente che nei racconti prima della morte dice di “aver amato tanto”, probabilmente dimenticando quello che è successo un giorno lontano. “Ne ho solo ucciso uno, anzi due”. “Ordini solo ordini”. “I lager? tutto inventato, mai visto una camera a gas, i prigionieri erano trattati bene”. La colpa del boia delle Ardeatine, per il  quale è impossibile provare pietà anche adesso che sta all’inferno, è di non essersi mai pentito. Carità cristiana impone di rispettarne il corpo anche se lui non ha mai conosciuto la carità. Un cadavere non può mettere paura. Ma oggi sono comparsi molti fiori sotto casa e anche una scritta sul muro che rende onore alla sua memoria. Il boia è morto sì, ma non i fantasmi. C’è solo un posto dove può andare: in Germania, quella patria che ha tanto rispettato da partecipare a un eccidio.

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9 thoughts on “Morte di un boia

  1. che bello “da lontano la stupidità dell’uomo è un insignificante rumore di fondo”. … Pipistro, da facebook.

    (ecco perchè mi tengo lontana).
    ma io come farei senza queste persone che dicono queste frasi che mi sono sempre piaciute tanto! come il mio amico pittore…un’elevatezza dell’anima che sennò affoga…nel fango della meschinità ordinaria.

    Ciao Pipistro – non mi rispondere, tranquillo – ti mando un pensierino affettuoso! :))

  2. credo di aver letto che deve essere cremato. Ecco, l’importante è che le ceneri vengano sigillate per sempre. Non dobbiamo correre il rischio di restituirlo alla Terra, per farne parte infinitesima di un ciclo naturale: sarebbe troppo.

  3. i fantasmi tornano.
    “…mamma c’è un imbianchino
    vestito di nuovo,
    c’è la pelle di un vecchio serpente
    appena uscita da un uovo…”
    (De Gregori)

  4. Generalmente la melliflua frase di circostanza è: Pace all’ anima sua.
    Altri invece hanno detto: che vada all’ inferno.
    Io non ce lo vedo neanche lì.
    Niente … senza anima non si può esistere in un ipotetico Aldilà.

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