Amanda, la volpe

Lei dice: «Mi sento braccata. La notte, quando esco, basta un rumore dietro di me, un fruscio, o solo un’ombra, per farmi spaventare».  Non è questo che sognava di se stessa neppure «Amanda la volpe», come la avevano ribattezzata i cronisti inglesi sui tabloid, neanche quando sorrideva alle telecamere, quando abbassava gli occhi e fermava le lacrime. Un giorno, quando passerà di qua, Raffaele Sollecito le farà vedere le foto della tomba di Meredith, un mucchio di terra smossa alla periferia di Londra, con qualche fiore appassito buttato lì, e una misera targa del Comune, nient’altro che quello.  Pierangelo Sapegno La Stampa

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8 thoughts on “Amanda, la volpe

  1. Che tristezza questa brutta storia, soprattutto perchè sembra che nessuno pensi più a Meredith, la vera vittima. E, innocente o meno, personalmente credo che Amanda potesse risparmiarsi tutto lo spettacolo di libri e interviste…almeno quello.

  2. Se è una assassina, non si sa (ancora) e nessuno, a parte gli addetti ai lavori, può dirlo.
    Certo è che, una che si butta nella pastoia mediatica per ottenere consensi sfruttando la tragica situazione, pubblicando libri, concedendo interviste e poi pretendere l’ anonimato è squallido. E’ squallido soprattutto quando con un atteggiamento da flebile e indifesa animella, ha accusato ingiustamente altre persone di avere commesso l’ omicidio di cui lei è tuttora indagata. Farebbe meglio a tapparsi la bocca costei, per non passare quale persona cattiva che non ha il senso reale e cognitivo della situazione in cui si trova, ma che ne approfitta. Per non pensare peggio.

    1. sicuramente era più credibile la prima sentenza di colpevolezza piuttosto che la seconda di presunta innocenza
      la grancassa mediatica che lei stessa sollecita poi è vergognosa

  3. Ma la volpe ( parere personale) in questo processo è un’ alta persona. Il suo Avvocato, che sa benissimo come far nuotare i suoi assistiti dentro il calderone della popolarità per raggiungere l’ obiettivo.

  4. Sono d’accordo a metà perchè mettiamo il caso sia innocente…figurarsi se chiunque non si sarebbe tolto la soddisfazione – sicuramente poco signorile, non discuto – di spargere ai quattro venti ciò che ha vissuto.
    C’è una vittima, ma non è che un’altra vittima – della giustizia, ammesso e non concesso che lo sia – debba cedere il passo in nome del “bon-ton”.
    Se invece è colpevole… e vorrei davvero saperne e capirne di più delle presunte o di fatto prove che li coinvolgono o meno, beh: non si commenta neppure… per una cosa tanto orrenda poi c’è la coscienza personale e di solito pure un “ritorno” nel senso di risultanze future: quale peggior castigo?

      1. povero Lumumba veramente…ha rischiato anni di galera ingiustamente e un’onta da assassino per una stronzetta! questo non solo è grave, ma incrina eccome l’immagine immacolata di una ipocritella, piena di falsità quanto la spocchia che c’ha suo padre.

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