La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

L’isola che non c’era

Island appears after Pakistan Earthquake

È apparsa davanti alla costa di Gwadar, subito dopo il violento terremoto di magnitudo 7.8 che martedì ha colpito il Pakistan sud-occidentale. Un’isolotto spuntato dal mare, lungo un centinaio di metri, dalle linee frastagliate. Appena cessata la prima emergenza dopo il sisma, in molti si sono precipitati sulla nuova «isola». Tra i primi «visitatori» anche un gruppo di geologi interessati a studiare la nuova formazione rocciosa e che ora mettono in guardia i pescatori dall’avvicinarvisi troppo: l’isola, infatti, potrebbe scomparire altrettanto velocemente come è apparsa. «È fatta di pietre e fango» – ha spiegato a Geo Tv Mohammed Danish, geologo della Marina del Pakistan, sottolineando che il terreno della nuova isola continua a esalare gas in quantità tale da provocare notevoli fiammate ogni volta che qualcuno si accende una sigaretta. Si tratta di una formazione estremamente instabile, dunque, che potrebbe cambiare forma senza preavviso o, addirittura, collassare completamente sotto la superficie marina.  National Geografic

Un’altra Ferdinandea. L’isola Ferdinandea (in siciliano ìsula Firdinandèa) è attualmente una vasta piattaforma rocciosa situata a circa 6 metri dalla superficie marina tra Sciacca e l’isola di Pantelleria. Essa costituisce la bocca di un vulcano sommerso che eruttando, nel 1831, si innalzò dall’acqua formando l’isola, la quale crebbe fino ad una superficie di circa 4 km² e 65 m di altezza. Essendo composta prevalentemente da tefrite, materiale roccioso eruttivo facilmente erodibile dall’azione delle onde, l’isola Ferdinandea non ebbe vita lunga. A conclusione dell’episodio eruttivo si verificò una rapida subsidenza e l’isola scomparve definitivamente sotto le onde nel gennaio del 1832, ponendo fine al problema sorto circa la sua sovranità.  Wikipedia

kinnyia1

Fantastici misteri della natura. A me è successo invece di approdare su un’isola nello Sri Lanka che per dieci minuti è stata sommersa dallo tsunami, rischiando di diventare una nuova Atlantide. E’ successo di fronte a Trincomalee, zona di tamil. Si chiama  Kinnyia: settantamila abitanti, tutti musulmani, più di mille morti e altri mille fuggiti. Per molto tempo non hanno avuto il coraggio di tornare.

Il mito di Atlantide. E’ un’isola leggendaria, il cui mito è menzionato per la prima volta da Platone.  Secondo il suo racconto Atlantide sarebbe stata una potenza navale situata “oltre le Colonne d’Ercole”, che avrebbe conquistato molte parti dell’Europa occidentale e dell’Africa novemila anni prima del tempo di Solone (approssimativamente nel 9600 a.C.). Dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata “in un singolo giorno e notte di disgrazia” per opera di Poseidone.  Wikipedia

E se invece fosse alle Azzorre?  Il continente sommerso

11 comments on “L’isola che non c’era

  1. beatriceblackbird
    28 September 2013

    Al di là dei disastri naturali, queste sono cose davvero affascinanti…

  2. carlenrico
    28 September 2013

    L’ha ribloggato su carlenrico.

  3. fausto
    28 September 2013

    Bella la storia della neonata isola in Pakistan; roccia vitale e giovane sempre pronta a riservarci qualche sorpresa. Dei morti però si farebbe volentieri a meno…..

  4. Mi affascina Atlantide, perchè c’è chi dice che i suoi abitanti fossero in realtà molto ‘scientificamente’ evoluti, avevano raggiunto conoscenze sottili e profondissime tanto da essere arrivati a scoprire le forze che si nascondono dietro i segreti della natura…e ad usarle, ma a loro piacimento. Senza cioè tutto un necessario percorso morale corrispondente. E allora è sprofondata nelle acque, ma certo detta così…chissà quanti libri ci saranno che lo spiegano bene…tutt’è mettersi a leggerli.

    • ..cioè a manipolarle…le forze segrete della natura, quelle che tuttora non si conoscono. Forme di conoscenza alte e sofisticate…ma usate per i loro scopi, non affiancati da impulsi morali.
      Una specie della scienza odierna insomma, ma molto più oltre.

  5. OT : vorrei che ci fosse un link chiamato “paradosso”, dove ognuno può esporre…i “paradossi” in senso ironico, e tutto quello che non sopporta nelle sfumature. Così, per sdrammatizzare, ma pure per sottolineare :)) quanto mi piace. Sembrano cretini ma sono all’origine di tutto…perchè non elencarli? io ne avrei uno ogni cinque minuti…. mi vengono in mente così, ironicamente e insofferentemente, pensando a banalità della vita quotidiana. Altro che Bukowski ed Henry Miller. Si può?

  6. GiorgiusGam
    29 September 2013

    Secondo gli anziani del posto, un isolotto simile era già comparso nel *45 dopo un violento terremoto, per poi scomparire dopo breve periodo. Un vulcanetto “sfiato”, principalmente gas metano.

  7. GiorgiusGam
    29 September 2013

    [OT Spazio – USA] Upgraded Falcon 9 Demonstration Flight (LIVE) http://www.spacex.com/webcast/

  8. ceglieterrestre
    30 September 2013

    Ner bujo

    Quanno la sera smorzo la luce
    cerco ner bujo de la cammera
    quarcosa che me fa sta bbene.
    Eppoi mo me confesso…
    quarche vorta sò ita puro a curiosà
    drento a fonno der mare…
    Arzo er volume dell’onne…
    Quiggiù ce sò praterie de posidonie
    che co le corenti ondeggiano
    e montagne arte da scalà…
    Pesci de millanta colori
    che sguazzano veloci
    inzieme a li raggi der sole…
    Conchije morte e inzeporte
    sporverate da la cipria de mare.
    Entro drento ‘na caverna
    indove l’acqua ribbole calla…
    Su ‘na parete de granito
    ce sta quarche intacco antico…
    Forze sta parete prima
    se trovava de fora dar mare?
    Puro s’arimedio quarche
    spizziccata de grancio
    che meravija che sprennore
    annà co la fantasia
    drento a fonno der mare.

    La sora Cencia (franca bassi)

  9. ceglieterrestre
    1 October 2013

    Mo

    Stamattina er celo de Roma
    cià un colore griggio cennerino
    nun me piace…
    ma de sti tempi vabbe’!
    Mo pijo la machina e
    vado ar marozzo de Ostia.
    Vojo fa la vagabbonna
    pe acchiappà
    quarche crespa d’onna.
    A-la-sicura che er vento
    ce sta a liticà.
    Seppoi ce trovo er sole
    è puro mejo…
    me coloro e me scallo er core.

    La sora Cencia (franca bassi)

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This entry was posted on 28 September 2013 by in ambiente, pakistan.

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