Com’è fragile il pianeta

E’ di almeno 50 morti il bilancio di un violento terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito nel primo pomeriggio di oggi il sudovest del Pakistan, ma le cifre sono destinate ad aumentare. La provincia coinvolta è quella del Belucistan, la più grande del Paese ma anche la meno popolata, e la scossa ha colpito nei pressi della città di Khuzdar.  Si tratta di una provincia spesso soggetta a terremoti. La zona colpita è una delle più complesse del pianeta perché alla confluenza di tre diverse placche tettoniche: la placca Indiana, a sud-est, la placca araba a sud-ovest e la placca eurasiatica a nord. Le prime immagini che arrivano dalla zona dimostrano addirittura che il sisma avrebbe provocato la nascita di una nuova isola al largo di Gwadar.  Le ultime notizie

DSC01957

Un altro terremoto c’era stato nella stessa area l’anno scorso e ancor prima nel 2008. Io sono stato in Pakistan nel 2005. Ho trovato le stesse scene apocalittiche di altri disastri, lo stesso dolore, la stessa sensazione di sentirsi indifesi  di fronte all’attacco della natura. Ma evito di riproporre le immagini delle rovine, anche se ho ancora nella mente quel palazzone di Islamabad in cui ha perso la vita Alberto gabbiano italiano. Preferisco rendere omaggio alle vere vittime di ogni disastro: le persone. Ecco donne e bambini che trovano rifugio in un giardino, lontano dalle case. Mi sento vicino. Islamabad, 2005

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4 thoughts on “Com’è fragile il pianeta

  1. Corriere.it: “Il Web divide, non unisce: il Nord dal Sud e gli uomini dalle donne”
    …o magari gli intelligenti che leggono un libro dagli opinionisti che aprono bocca per dargli fiato… ;-)

    “l’Italia resta sempre nelle retrovie delle classifiche. L’Italia, pur difendendosi, non compare mai in alto alle classifiche di Paese in Paese: nel 2012 la percentuale di persone che usavano internet era del 58 per cento, che corrisponde al 57esimo posto in classifica”.

    Non è che sta diventando un ricatto tipo lo spread eh…? ci vogliono tutti su internet, tutti belli meccanizzati, ma per noi prevarrà sempre ‘il ricordo del piacere e la voluttà di un rimpianto’… alias la vraie VIE qui commence à l’intèrieur!
    :-P

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