La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Tienanmen: la vera storia di questa foto-simbolo. Il giovane che ferma i carri armati si chiama Wuer Kaixi, era il leader della rivolta. E’ scappato dalla Cina, ora fa il giornalista e vive a Taiwan

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In occasione dell’anniversario della rivolta di Pechino pubblicai per l’ennesima volta quest’immagine-simbolo, un giovane Rivoltoso Sconosciuto  che fermò da solo la colonna di carri armati diretti a piazza Tienanmen. Nei commenti aggiunsi questa testimonianza: “Secondo Adriano Màdaro, giornalista e conoscitore della Cina e della sua storia, intervistato da Treviso Tv, la storia della foto è diversa da quella ufficiale che l’ha resa celebre nel mondo. Secondo Màdaro, che racconta di essere stato lì proprio quel giorno ai lati della strada (era il 7 giugno 1989), quel giovane con la camicia bianca non era uno degli studenti in rivolta, ma un contadino che si trovava a Pechino per vendere la propria merce, che ferma i carri armati per chiedere al conducente da dove provenissero, dal momento che anche lui aveva fatto il carrista. Màdaro afferma insomma che pur essendo vera e originale la foto, ad essere falsa è la sua spiegazione, la sua “didascalia” comunemente accettata”. E si è scatenato il dibattito. Forse ora sappiamo chi era quel giovane.

kaixi 3

Inverosimile questa versione, ho letto la biografia del giornalista e non compare come presente a Pechino nei momenti della rivolta. Sono appena tornato da un incontro con il responsabile di quel gesto , si chiama Wuer Kaixi ed è attualmente in Italia. Le dichiarazioni del sig. Adriano Màdero sono del tutto infondate, come ben si vede nel filmato il giovane ha ben altro atteggiamento che quello di tentare di vendere qualcosa. Nei giorni precedenti sono stati uccisi migliaia di giovani e avvicinarsi ai militari era l’ultima cosa che si potesse mai pensare. Pechino ha un clima come il nostro del nord italia e ai primi giorni di giugno nessuno ha delle mele mature da poter essere vendute. Non vi sono altre conferme del racconto del giornalista Màdero, nel filmato alla fine si capisce benissimo l’intervento di altri giovani per allontanare il dimostrante. Oltretutto  non risultava essere in Cina nei momenti delle manifestazioni. Il giovane responsabile del gesto è a mio avviso ancora in vita per un motivo molto semplice: se fosse stato ucciso o nel frattempo deceduto si sarebbe saputo il nome. Il sig. Kaixi ha risposto ( ovviamente) alla mia domanda diretta personale di non sapere chi è il responsabile del gesto ma dalle foto che si vedono ritratto durante le manifestazioni è vestito praticamente uguale al manifestante che si è messo davanti ai carri armati. Solo alla sua morte o nei suoi ultimi giorni sapremo chi è stato il responsabile del gesto. Sono arrivato alla conclusione di chi può essere il responsabile del gesto ma non lo posso scrivere, almeno per il momento. (Tra l’altro ci dovrebbe essere un video tratto dalla tv cinese di qualche giorno prima degli scontri di piazza Tienanmen , l’allora segretario Deng Xiaoping ha avuto un incontro in diretta con i giovani studenti, uno di loro era in sciopero della fame ( il sig. Kaixi ) ed in pigiama è uscito dall’ospedale per andare alla trasmissione e ha risposto duramente a Deng Xiaoping). Luca Ricci

L’incontro a Sorrivoli con Wuer Kaixi: “Quella protesta ha cambiato la mia vita”.

incontro con wuer kaixi1_700x906 (1)

Al di là della cautela, e della riservatezza di Luca Ricci, adesso è chiaro: quel giovane è proprio Wuer Kaixi, allora leader della rivolta studentesca. Basta confrontare l’abbigliamento. Ora vive a Taiwan. Scappò dalla Cina nel 1989. Non è più tornato.

26 comments on “Tienanmen: la vera storia di questa foto-simbolo. Il giovane che ferma i carri armati si chiama Wuer Kaixi, era il leader della rivolta. E’ scappato dalla Cina, ora fa il giornalista e vive a Taiwan

  1. vincenza63
    19 September 2013

    Oggi come allora queste persone hanno tutto il mio rispetto. Soprattutto chi non ha più voce.

  2. “Forse lo stesso sistema democratico crea delle differenze fra le persone”
    ma magari! le creasse…. e non solo in senso economico.

  3. Luca Ricci
    22 September 2013

    questo è parte del video

    appena possibile farò la traduzione, il giornalista Màdero era nei pressi e avrebbe sentito il dialogo tra il dimostrante ( che per lui era un contadino che voleva vendere mele !) e il carrista, ci sono 3 carri armati in moto e altri in arrivo a pochi metri che seguono e il rumore era sicuramente assordante secondi voi era possibile sentire il dialogo ?

  4. Luca Ricci
    22 September 2013

    e questo è l’intervento contestato del giornalista Adriano Màdero in TV,

    è veramente vergognoso sentire le sue parole……
    ” è falsa la didascalia”
    ” ero sul marciapiede mi facevo tradurre da un interprete”
    ” persone che guardavano ”
    ” non era uno studente ma un giovane venuto dalla campagna con due borse di mele ”
    ” era venuto a vendere le sue mele”
    ” giovane di 35 36 anni ”
    ” chiedere al carrista da dove venisse ”
    ” quel giovane è stato arrestato ”
    ” è rimasto agli arresti per una decina di giorni ”
    ” poi l’hanno lasciato libero perché non c’entrava con nessuna delle manifestazioni “

    • pinoscaccia
      22 September 2013

      ridicolo, oltre che falso

      • Luca Ricci
        22 September 2013

        ridicolo è proprio la parola giusta !

      • Adriano
        20 February 2014

        Mi viene segnalato solo oggi (20 febbraio 2014) il sito del sig. Scaccia con commenti che mi riguardano relativamente ai fatti oramai lontani di Tien An Men. Mi meraviglio che un professionista serio come Scaccia raccolga commenti falsi e infamanti senza conoscere la verità dei fatti, poiché non mi risulta che né lui né un certo sig. Luca Ricci fossero presenti in Piazza Tien An Men nel periodo maggio-inizio giugno 1989. Sia Scaccia che Ricci con sicumera davvero incredibile negano la mia presenza su quella piazza. Io sono stato ogni giorno e ogni notte fino quasi all’alba a Piazza Tien An Men a partire dal 13 maggio fino a quella orrenda notte del 3 giugno. Lo testimoniano i miei 96 articoli pubblicati tra quelle date dal quotidiano veneto “Il Gazzettino”(del quale ero inviato), il mio passaporto, il biglietto aereo dell’Air France, il conto dell’albergo, le oltre 1000 diapositive da me scattate e le foto nelle quali figuro in compagnia di studenti e gruppi di manifestanti in piazza: se aveste letto bene la mia biografia sul sito http://www.madaro.it avreste notato che tra i miei libri ce n’è uno intitolato “Le Giornate di Tien An Men” pubblicato nel 1990, che altro non è se non il resoconto-diario di quei giorni in 412 pagine, abbondantemente illustrate con foto da me scattate e conservate nei miei archivi. Come si vede ce ne è abbastanza per una querela per diffamazione.
        Ma andiamo avanti e molto brevemente: ribadisco che quella foto è vera ma la didascalia è sbagliata, ora mi rendo conto che è sbagliata soprattutto perché c’è chi VUOLE che sia sbagliata. Infatti quell’anonimo davanti al carrarmato non era in via assoluta uno studente, tantomeno Wu’er Kaixi, il capo riconosciuto del Movimento studentesco il quale era irreperibile in Piazza Tien An Men già il 31 maggio. Nei giorni precedenti il 3 giugno non è stato ucciso alcun studente dai militari né da altri: le uccisioni sono avvenute nella notte tra il 3 e il 4 giugno, tra l’una e le 5 del mattino. Va segnalato che tra i morti vi sono state anche diverse centinaia di soldati (ho parecchie foto) dei quali il governo ha dato notizia minimizzandola.
        Mi meraviglio quindi cha sia il sig. Scaccia che il sig Ricci e tutti coloro che sono stati trascinati emotivamente nella inutile polemica non abbiano approfittato di una simile occasione per ricercare la verità su un fatto così grave che ha avuto ben altri testimoni che non il loro pregiudizio.
        Adriano Madaro

        • pinoscaccia
          20 February 2014

          Io non ho affermato proprio niente, anzi ho scritto nel post esattamente la stessa cosa, basta rileggere: “Màdaro afferma che pur essendo vera e originale la foto, ad essere falsa è la sua spiegazione, la sua “didascalia” comunemente accettata”. E si è scatenato il dibattito”. Esattamente quello che sostieni adesso. Nessuna presa di posizione, ma raccolta di testimonianze. Altri hanno fornito versioni opposte che mi sono limitato ad ospitare, come è mio costume da sempre. Non c’ero quel giorno in Cina e sono abituato a sostenere soltanto quello che i miei occhi vedono. Ma anche apertissimo a sentire tutti. Come ho fatto anche in questa occasione. Non ho elementi in definitiva per entrare nella questione ed eventualmente dunque le tue risposte vanno rivolte a Ricci. Ben felice di accoglierle, anche se una polemica a così tanto tempo dall’evento (sia pure storico) mi sembra ormai fuor di luogo.

  5. Luca Ricci
    22 September 2013

    ecco il commento del realizzatore del video e delle foto

  6. pinoscaccia
    23 September 2013
  7. Luca Ricci
    23 September 2013

    il giornalista che lo ha intervistato per sky è lo stesso che era presente a sorrivoli domenica scorsa, mi sembra che non si sia null’altro da aggiungere alla stupida, falsa e ridicola versione del giornalista Madaro, anche se il sig. kaixi nega dai riscontri fotografici e dai filmati il giovane che si pone davanti ai carri armati sembra essere la stessa persona, lo sapremo forse alla sua morte o nei suoi ultimi giorni di vita per confessione. Tentare una rivolta al 25 esimo anniversario a mio avviso è una intenzione molto rischiosa se eseguita senza l’aiuto esterno. La vedo molto dura a mio avviso il sig. Kaixi farebbe meglio a portare fuori i suoi genitori dalla cina prima possibile perchè ogni suo gesto o iniziativa avrà sicure ritorsioni verso i suoi famigliari. La sua posizione verso il regime cinese è compromessa potrà sempre contestare gli esponenti all’estero ad ogni loro uscita e dirigere o dare disposizioni organizzative senza esporsi al carcere certo e forse anche alla pena di morte.
    Potrà rientrare alla caduta del regime, ma vista e considerata la potenza economica non credo sia un evento imminente, anzi tutt’altro.

  8. Luca Ricci
    28 September 2013

    guardate e ascoltate in questo video le risposte e i volti dei giovani cinesi quando gli viene mostrata la foto del giovane davanti ai carri armati, il regime gli ha nascosto tutto, portata in italia a mia moglie ho tentato per lunghi 6 mesi prima di riuscire a fargli sospettare e poi credere che in piazza tien an men nel 1989 era successo una tragedia, qualche anno fa in cina mentre lei era studente di università un suo professore (a suo tempo nel 1989 un giovane manifestante presente in piazza nel 1989 ) gli aveva raccontato qualcosa di quello che era successo ma non gli aveva creduto.
    Solo grazie ai video pubblicati su youtube e un filmato della tv italiana sono riuscito nell’intento ma a lei gli avevano detto che era tutta una montatura degli americani per destabilizzare il paese cinese di non credere perché non era successo nulla.

  9. Luca Ricci
    6 January 2014

    ” ANCORA CON QUESTA STORIA ? ” è con stupore che facendo vedere il filmato a mia moglie ( cinese) mi riferisce di sentire bisbigliare questa la frase appena viene mostrata la foto alla giovane ragazza (la prima), anche se non inquadrata in quel momento la ragazza mentre osserva la foto si sente sotto in leggero bisbiglio la frase comunque ben decifrabile in lingua cinese che può essere così tradotta ; ” ancora con questa storia ” molto probabilmente da lei stessa proferita.
    Con stupore e incredulità diversamente da quanto credevo questi giovani sono a conoscenza che in piazza Tienanmen è successo qualcosa di grave ma mentono spudoratamente davanti alle telecamere e non potrebbero fare altrimenti perchè sarebbero vittime sia loro che i loro famigliari di ritorsioni del partito comunista cinese se ne venissero a conoscenza.
    Mia moglie mi riferisce inoltre che è certa che chiunque abbia lasciato la Cina si sia in un modo o in un altro informato in segreto su quanto è successo o sta succedendo al suo paese avendo di fatto libero accesso ad ogni organo di informazione dai media, che sono invece censurati in cina ( es. facebook , youtube e ogni informazione proveniente dall’ america o dagli stati non comunisti compreso la nostra europa).
    l’ultimo attentato kamikaze avvenuto di recente in piazza Tienanmen ( autobomba) è stato divulgato dalla polizia cinese come semplice incidente stradale, contattato telefonicamente un nostro conoscente a pechino solo dopo 4 ore che è successo il fatto nulla era a lui conoscenza di quanto era o stava succedendo la tv cinese da me subito sintonizzata continuava a programmare normalmente film o altro da normale palinsesto propagandistico del governo comunista.
    Chiudo questo mio intervento segnalando e informando i lettori che a ottobre del 2013 alcuni taxisti di pechino si stavano organizzando per uno sciopero ma la polizia ha intercettato i loro sms ed hanno arrestato ancora prima dell’evento circa 50 persone di cui a oggi non è dato sapere della loro posizione, di certo non sono stati rimessi in libertà ! .

  10. Luca Ricci
    6 January 2014

    la frase è udibile dal secondo 53 del filmato !

  11. Pingback: Il mistero di questa foto | La Torre di Babele

  12. senzanord
    6 June 2014

    Ad un certo punto la polemica sull’identità dell’uomo che ferma i carri armati mi sembra sterile. E fuorviante. Credo sia evidente al Mondo intero l’atteggiamento, la rabbia e, soprattutto, il coraggio di quell’uomo (chiunque esso sia) In un paese dove ancora oggi si muore per molto meno. Dunque la polemica non toglie un grammo al peso che quelle sequenze hanno avuto sull’opinione pubblica. Detto questo sarà sicuramente vero che negli scontri morirono anche molti soldati, ma sottolinearlo solo per bilanciare lo sconcerto per la violenza della repressione del regime è un po’ da maoisti nostalgici del sessantotto.

    • adrianomadaro@libero.it
      7 June 2014

      Non polemizzo con chi nel maggio-giugno 1989 a Tian’anmen non c’era. Preeciso soltanto, per la verità storica inoppugnabile, che quel giovane davanti alla colonna di carriarmati NON è Wu’er Kaixi (cioè uno dei leaders studenteschi, se non il più famoso) bensì un anonimo giovane uomo (quindi NON uno studente) che con audacia bloccò per una decina di minuti la marcia dei carriarmati che da Tian’anmen il 5 giugno (due giorni dopo la notte dell’intervento) avevano iniziato a sfilare lungo Viale Chang’an in direzione di Jianguomen. Di Wu’er Kaixi non si avevano notizie certe già nella notte tra il 1° e il 2 giugno e in piazza circolavano voci contrapposte ( fuggito? arrestato? .Si saprà poi che era fuggito).Non aggiungo commenti perchè non è necessario.La ferita di Tian’anmen è ancora aperta,mi auguro che il regime di Pechino voglia affrontare questo doloroso argomento mettendo a confronto ogni utile testimonianza per rendere un servizio alla verità.

  13. jixiang
    3 June 2015

    Quel giovane nella foto non e’ Wu Er Kaixi, ma un uomo sconosciuto che non e’ mai stato identificato (per sua fortuna). Moltissimi Cinesi si vestivano in quel modo.

    L’idea che si trattasse di un contadino che vendeva mele poi e’ assurda, esiste anche un filmato, dove si vede benissimo che l’uomo stava cercando di manifestare il suo disgusto contro i militari.

    Nella Cina di oggi (dove vivo) questo evento rimane tabu’, e ne’ ho scritto molto anche nel mio blog (cliccate sul mio nome per vederlo). Circolano tante fandonie in merito, cerchiamo di non crearne altre.

  14. MassiRF
    4 September 2015

    Egregio Sig. Madaro, la sua versione non regge…
    Se fosse stato un contadino intento a vendere mele se ne sarebbe andato dopo essere salito sulla torretta ed aver parlato con il militare. Invece lo sconosciuto tenta di nuovo di sbarrare la strada ai carri dopo essere sceso (e prima di essere portato via dai manifestanti).
    Non dubito che Lei fosse presente e che magari un interprete le abbia tradotto la versione da lei fornita, ma se così fosse sarebbe stato preso in giro! Le storiche immagini parlano chiaro, ed il comportamento di quest’uomo è inequivocabile (così come la sua gestualità), si può disquisire sulla sua identità ma non le sue intenzioni di resistenza. Non cammina verso i carri ma resta feo impassibile in mezzo alla strada, si para davanti ai carri e con un chiaro gesto del braccio destro li invita ad andare altrove (e non a fermarsi e basta), infine come scritto prima blocca di nuovo il carro che sta ripartendo…
    Le sembra l’atteggiamento di un venditore?

  15. TT
    5 September 2015

    Ho cercato le migliori fonti, le più oggettive e ho scoperto questo. I carri armati sono arrivati dopo un mese e mezzo d’occupazione studentesca nata dopo la morte del leader del partito comunista, molti giovani erano maoisti e tutti i falliti tentativi di sgombero pacifico. E’ un’immagine bruttissima per carità ma non arrivarono per sparare, ma solo per spaventare. Non ci fu nessuna carneficina, pure il New York Time dovette ammetterlo alla fine. Era presente la TV spagnola e anche loro lo testimoniarono. Alla fine i giovani si alzarono e se ne andarono.

    Oggi la Cina è un paese molto diverso. L’ideologia e il controllo delle idee quasi non esistono più, questo lo ammettono anche molti oppositori. Non votano, ma hanno in piedi una specie di governo tecnico perenne votato alla crescita economica, allo sviluppo e basta. Oggi la qualità di vita dei cinesi è alta e in costante miglioramento, Ridicolo chi dice che in pochi ne beneficiano. Prendete un aereo e andate prima in India e poi in Cina. Non c’è paragone. In India ci sono ancora molte strade sterrate, fogne a cielo aperto ovunque, bambini che lavorano, analfabeti, gente vestita di stracci e senza scarpe ecc. In Cina invece nelle grandi città sembra di essere a New York e anche nei luoghi più sperduti ormai le strade sono tutte asfaltate, le case in muratura, la gente è ben vestita, hanno dei buoni ospedali e buone scuole. Miseria non ce n’è più praticamente quasi per niente. E tra 35 anni avranno stipendi medi doppi di quelli dei francesi, e questo non lo dico io, ma un premio nobel per l’economia (fonte, Il sole 24 ore). E i bambini vanno tutti a scuola, lo dice l’UNESCO non io, che il 98% dei bambini fa almeno tutti e 8 gli anni scolastici obbligatori. E a differenza dei luoghi comuni, non lavorano, infatti la legge è severissima in materia, e si rischiano pene alte. I cinesi in media sono dei gran lavoratori, sono un popolo pacifico e felice. Sono liberi di viaggiare a fare e dire quello che gli pare. Oscurare i siti è inutile e sbagliato, ma è un errore che finirà presto. Il governo è oggi molto popolare lì, e non lo dico per dire, è vero ed è un sentimento sincero: un sondaggio indipendente occidentale fatto su larga scala colloca il governo cinese come il più apprezzato in Asia dai suoi cittadini. E’ vero che non votano, non ancora, e questo è un errore, ma oggi è un paese nei fatti già molto libero, non ha più nulla di dittatoriale o idiologico, se non per qualche sparuto giornalista, la libertà che si respira è molto simile alla nostra.

    • pinoscaccia
      5 September 2015

      Tutto bello, tutto giusto: conosco Shangai, infatti sembra di stare in America. Ma per piacere non parliamo di democrazia. La Cina è al 176.mo posto su 178 (cioè penultima) nella libertà di stampa. Forse, chissà, perchè non c’è al mondo nessuna prigione così grande per chi dissente. Attualmente ci sono 24 giornalisti in prigione e 84 blogger. In tutto 108 operatori dell’informazione dietro le sbarre perchè non sono poi così innamorati del governo. Altro che sparuto giornalista! Alcuni sono in carcere da molti anni, altri ci sono finiti in questi ultimi tempi, dunque è un’abitudine che prosegue: ho l’elenco completo dei nomi, non sono chiacchiere. Poi c’è quel piccolo particolare…che non votano. Ma che vuoi che sia? Sciocchezze. Simile alla nostra???

      • MassiRF
        5 September 2015

        Per “simile alla nostra” vorrà dire che la libertà di stampa in Italia è da terzo mondo e che pure da noi si è imparato a non farci votare…

        • pinoscaccia
          5 September 2015

          Abbiamo tanti problemi, vero, come in tutto l’Occidente. Ma non bestemmiamo, per piacere.

          • MassiRF
            5 September 2015

            Reporter senza frontiere ci colloca al 73° posto come libertà di stampa, non è che siamo messi benissimo.

          • pinoscaccia
            6 September 2015

            Sì. E la Cina al 176.esimo. Più di cento posti dietro. Uguale, no? Ma che leggi solo quello che ti pare?

  16. luca ricci
    4 June 2016

    Giusto ricordare le vittime , oggi 4 giugno 2016 una tragedia che non si dimenticherá mai.

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This entry was posted on 19 September 2013 by in cina.

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