La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

In fondo al tunnel

elemosina1

Forse è la foto più bella che ho scattato in tanti anni di inferno. Se non la più bella, sicuramente tra le più forti. Un fondoscala misero, una donna che chiede l’elemosina con pudore, quasi nascondendosi: senza pensare che sotto il burqa è comunque solo una persona che chiede aiuto. Sembra la metafora del tunnel in cui è precipitata l’umanità, sicuramente dove è stato inghiottito il popolo afghano. Mi è capitata davanti agli occhi una mattina infilandomi in una casa di Kabul ridotta a macerie, come quasi tutte.  Sono passati anni, ma  non è cambiato niente da allora.

11 comments on “In fondo al tunnel

  1. carlenrico
    19 September 2013

    L’ha ribloggato su carlenrico.

  2. GiorgiusGam
    20 September 2013

    [OT Anomalie 2013]: Macerata, “Neuroblastoma”, tumore raro, colpiti 4 bimbi, “Non può essere una coincidenza”

    …«In questi due anni ho visto molti bambini morire sotto i miei occhi, e voglio che tutto questo finisca. Voglio quindi che sia fatta luce su questa situazione». Daniel Bonacci, 30 anni di Recanati, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 ha scoperto che suo figlio di quattro anni, era stato colpito da neuroblastoma…

    MORE: http://bit.ly/16uxAyP

    ———————-

    I casi annuali di Neuroblastoma non sono più rari come alcuni decenni fa; occcorre un’accurata indagine sull’origine della malattia (ad esempio farmaci, vaccini, alimenti per bambini).

  3. Walter
    20 September 2013

    Questa foto non fa notizia.
    Vuoi mettere quella di Belen che si sposa? Siamo tutti in attesa trepidante del suo convolo a nozze. La povera persona nel frattempo chissà che fine ha fatto, ma che importa, c’ è anche l’ ingiustizia subita del Berlu da seguire ( e se lui dice che è innocente è così) fino al Tribunale Universale. Intanto, la povera persona sotto quell’ abito azzurro che nasconde pure l’ anima, può attendere. Qui, nel belpaese il gossip tiene impegnate le menti piene d’ aria tutto il giorno, non c’ è tempo per la persona sotto il burqa. Non c’ è tempo … e forse neanche voglia.

    • pinoscaccia
      20 September 2013

      ti confido una notizia realmente sconvolgente: belen si è sposata oggi
      e tutti i grandi giorni ne hanno parlato manco fossero le nozze reali
      stai più tranquillo adesso?

  4. Walter
    20 September 2013

    Si, ma dava fastidio quel trafiletto sulla serie attentati nello Yemen con 56 morti. Lo dovevano proprio mettere i giornalisti? Disturbava la meravigliosa notizia del matrimonio del millennio.
    56 morti … neanche fossero il lato B di Pippa.

  5. Chiude gli occhi… è in perfetto contatto-sintonia con se stesso (gli unici con cui valga veramente la pena stare), e la qualcosa gli susciterà quell’audace ironia – l’unica con cui si puà realmente sopravvivere.
    Non capisco l’inglese e non capisco la risposta
    ma so che nessuno dei gloriosi buonisti per i poveri perseguitati si disturberà a tradurmela (e per quanto mi riguarda ritengo di “conoscere” abbastanza…della suddetta ipocrita direzione)

  6. senzanord
    21 September 2013

    In un paese normale ci deve essere spazio per tutta l’informazione, dove ognuno si guarda quello che vuole. Il problema reale, secondo me, è che molte cose non vengono mostrate. A me diverte vedere Belen, ma se alcune cose “brutte” non arrivano per niente allora è dittatura. Oggi le veline ci sono, e non mi riferisco alle ragazze di Striscia.

    • pinoscaccia
      21 September 2013

      un conto è la dittatura, un conto è la dignità dell’informazione

  7. senzanord
    21 September 2013

    Da ragazzo ho fatto il giornalaio. Si vendeva un po di tutto, ma quelle che ci facevano portare un pò di soldi a casa erano: tv sorrisi e canzoni, novella 2000, eva express, intimità.
    Sono d’accordo con te, Pino, a proposito della dignità dell’informazione ma oggi, censure a parte, ognuno deve essere consapevole, come utente, di quali prodotti vuole fruire, perchè non ci si può aspettare lo stesso livello, la stessa dignità, tra studio aperto di italia1 e il tg di la7, tanto per fare un esempio. Vero è che una parte della popolazione non è “attrezzata” per cogliere certe differenze di qualità, ma qui la responsabilità non è di chi fa informazione, semmai è di chi fa Istruzione. Ricordo ancora, alle medie, la mia insegnante di Lettere che entrava in classe con almeno tre quotidiani: l’Unità, Il Popolo e il Corriere della Sera: lezioni magnifiche. Mio figlio, 13 anni, non ha mai aperto un quotidiano ed io, come genitore, mi sento in colpa per non essermi ancora impegnato con lui su questo fronte.

  8. Io ricordo un insegnante non di scuola ma che mi dava ripetizioni…rimandata in latino o non so che, neanche me lo ricordo. ah sì..anzi sì! non ero rimandata in quell’occasione ma era per una preparazione ulteriore per gli esami: magnifico. Ma non con i giornali, no… assolutamente no..ma con una dialettica, una preparazione che oggi a scuola se la sognano, un fervore, un farti sentire VIVO quello che insegnava e non didascalico, non semplicemente “informativo”…in una parola era Passione. La bellezza dello studio, della scoperta, ti rapiva…. è stata l’unica volta, e sottolineo l’unica, che ho scoperto una passione per la conoscenza (cioè a scuola, poi c’è stata un’altra bellissima persona, ma tanto tocca reinserirsi e rapportarsi alla realtà, appunto, per cui tutto passa e si dimentica prima o poi).

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This entry was posted on 19 September 2013 by in afghanistan.

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