La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

La denuncia dal Libano di un militare italiano

“Siamo a un tiro di schioppo da dove il signor Obama, per “giusta” causa, farà arrivare i suoi giocattoli lanciati dal mare, eppure tutto scorre come sempre. Nessuna prova di evacuazione, nessun controllo ai bunker da usare in caso di pericolo, solo poche ed irrisorie precauzioni in più. Gli Hezbollah non disturbano…in silenzio, attendono. Oltre la Blue Line, intanto, è oltre un mese che giocano a far la guerra…. elicotteri, palloni aerostatici, esercitazioni a fuoco, simulazioni di attacco missilistico, controlli e riassestamenti dell’area di confine… Ma qui, tutto tace. All’italiana maniera si attendono gli eventi, poi si agirà….come viene, viene! Qualche voce roboante cita pubblicamente che comunque ci sono dei collaudati e validi “Piani di Evacuazione” per il contingente italiano….è vero, esistono custoditi nei cassetti, mai testati, non aderenti alla realtà, ma è noto…è facile scrivere cosa si dovrebbe fare, stando in piedi davanti ad una mappa! I sorvoli del sud del Libano intanto si fanno più frequenti e noi guardiamo l’orologio, aspettando che l’ora arrivi…e ci facciamo delle domande, ci chiediamo “perchè?”!! “Cosa ci dobbiamo aspettare??” “Dobbiamo prepararci ad andare via??” “Dovremo attenderci delle ritorsioni?” ….ma il timore vero è quello di finire come quei due colleghi….dimenticati in India….. Chiedo scusa per lo sfogo, ma scommetto che se dovessi usare queste parole pubblicamente… il piano di evacuazione, per il sottoscritto, lo farebbero funzionare immediatamente!!!”  Un militare italiano in missione in Libano

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20 comments on “La denuncia dal Libano di un militare italiano

  1. Francesco Pipistro
    10 September 2013

    E chissà se (e da chi) sono considerati amici o nemici.

  2. Lorenzo
    10 September 2013

    Io “servo” lo Stato da 6996 giorni. Qualcosa di più di 19 anni, tutti in prima linea. Mai stato così solo. Quando leggevo gli scritti di Falcone, di Borsellino, di Chinnici o di Caponnetto, ma anche le storie di Cassarà, di Giuliano, di Bommarito, Basile o Zucchetto, pensavo che c’era comunque una sort di eroismo in quella solitudine. Oggi no: è abbandono. I due Marò sono abbandonati: non si può dire che non ci siano trattative, ma c’è attorno a loro un desolato senso di abbandono. Che pena servire.

    • Mario Piazza
      10 September 2013

      Appena iniziera’ la campagna elettorale qualcuno si ricordera’ dei 2 Maro’, aggiungendo al danno le beffe. Chi invece restera’ per sempre nel dimenticatoio sono i pescatori assassinati…… cosi’ va il mondo

      • pinoscaccia
        10 September 2013

        non mi pare il caso di riaprire la questione: è stato un incidente, pure se fossero stati loro mica un omicidio volontario
        bisogna vedere quale manovra ha fatto il peschereccio per allarmare la scorta in una zona infestata dai pirati
        resta lo scandalo di averli attirati a terra con un tranello, di processarli per un fatto avvenuto in acque internazionali, di avere inquinato le prove e soprattutto di tenerli in india da quasi due anni

  3. Speriamo che tornate presto. E che ai guerrafondai sopraggiunga infine un senso di profonda vera vergogna… Vergogna.
    (non siete soli…oppure come tutti noi…in un mondo del genere).

  4. Walter
    10 September 2013

    Mah … il Contingente italiano in Libano è composto da volontari. Se è così, perché non pedala sulla bicicletta dove è voluto salire?

    • pinoscaccia
      10 September 2013

      Ma quale volontari. Non c’è più la leva, ormai il nostro è un esercito di professionisti. La loro “volontarietà” è solo virtuale: se il loro reparto è scelto per andare in missione di fatto devono partecipare. E comunque questo militare non si lamenta di stare in Libano, ma di essere stati abbandonati.

  5. Walter
    10 September 2013

    Appunto. Hanno chiesto loro di fare la professione di Militare. Fa parte del mestiere. Che prenda esempio questo militare, dall’ atteggiamento dei due Marò abbandonati in India. Lui almeno, non è sotto un assurdo processo.

    • pinoscaccia
      10 September 2013

      E che significa? Io pure ho scelto di fare il giornalista, ma se trovo un direttore stronzo lo dico. Questo è il senso della denuncia.

  6. Di fronte a una lettera così sincera e dotata di anima…questa sconosciuta, penso che nessuno debba prendere esempio proprio da nessuno, e che ‘il giudizio’ debba cedere il passo all’immedesimazione. E’ proprio sempre la mancanza di questa…la causa di quel senso di abbandono, che poi è oggettivamente un dato di fatto, largamente diffuso un po’ ovunque.

  7. barbaincampagna
    12 September 2013

    #Walter, per una volta non mi sento in sintonia con quello che dici. Io non so se le lagnanze del militare siano motivate o meno ma sono propenso a credergli (fino a prova contraria). Certo lui ha scelto di fare il militare. Le motivazioni non le conosciamo. Perchè gli piace il mestiere? perchè si guadagna da vivere? perchè lo sente come una missione? E’ un pò come quello che decide che gli piace fare il camionista e poi si ritrova con un datore di lavoro che lo manda in giro con le gomme liscie ed i freni che non funzionano. Avrà pure diritto ad uno sfogo tra un momento e l’altro di quel lavoro spesso pericoloso.

    • Walter
      13 September 2013

      @Barba. In effetti l’ email non è molto chiara. Sembra scritta di getto e non è ancora possibile entrare nella testa degli altri per capire interamente il pensiero. Ovvio, chiunque si lamenterebbe anche da volontario, se non sussistono le minime garanzie di sicurezza per qualsiasi attività si svolga.

      Quello che si trova fuori luogo è l’ accostamento ai due militari sotto processo in India: loro non sono stati affatto abbandonati, anzi i due paesi interessati, ne tengono sotto controllo lo sviluppo della vicenda ma, haimè, solo per un perverso gioco economico di “do ut des” o per riutilizzarli come pedine in una campagna elettorale. (parere personale)

      • Dunque. “Sembra scritta di getto e non è ancora possibile entrare nella mente degli altri”.
        perchè è da analisi, serve lo psicologo…per immedesimarsi in un semplice sfogo di un senso di solitudine e di abbandono con mezzo mondo in fiamme.
        Del resto va di moda, l’ha autorizzato perfino il papa: tutti dallo psicanalista per capire l’ovvio, stiamo messi bene.

        “Loro, i marò, non sono stati affatto abbandonati, solo utilizzati come pedine”: …in altre parole… sono stati abbandonati, Anzi si può tranquillamente anche dire: traditi. O no? o essere utilizzati come pedine è un’alta carica d’onore al merito? serve un’altra analisi del testo?

        Io non so più se sono rintronata io… o se veramente stanno tutti fuori: senza mancare di rispetto a nessuno, lo premetto, l’altra sera sentivo una trasmissione con un incidente accaduto tra gli squali, in cui a una donna è stata staccata una gamba. Sento tutta la spiegazione… che lo squalo non voleva aggredire ma era “incuriosito” da ciò che non conosce, e già tra me e me penso: comunque il risultato non cambia…
        Poi parla la donna aggredita e dice: sembrava solo un cane che mordicchiava…. (!?!)
        un cane che mordicchiava…che le ha staccato una gamba?????
        così, mi pare di fare ragionamenti assurdi, di navigare in una bollicina…ma state tutti fuori??….

        • Walter
          14 September 2013

          @Twiggy …ecc…ecc…
          Si, siamo tutti fuori. L’ unica che si salva sei tu.

  8. Twiggy (la rivoluzione estetica)
    13 September 2013

    Provocazione (ma non tanto): per quanto possa esser contraria alla pena di morte, vuoi vedere che l’india è più civile di noi alla fine? paradossale?

    http://www.corriere.it/esteri/13_settembre_13/stupro-india-condanna-morte_a31065e2-1c53-11e3-8df2-24a872f62c06.shtml

    • pinoscaccia
      13 September 2013

      la pena di morte non è mai civiltà, ma una maniera per pulirsi la coscienza

      • Twiggy (la rivoluzione estetica)
        13 September 2013

        no, per pulirsi la coscienza (ma quale coscienza poi?) ci sono gli affidamenti ai servizi sociali… (ho letto spesso): questo dovrebbe provocare sdegno quanto la pena di morte. Ma il paradosso, è che l’India delle pratiche incivili ha ben presente che la violenza è un atto criminale.

        • pinoscaccia
          13 September 2013

          certo che la violenza è un atto criminale, ma la pena di morte è solo una vendetta

  9. Giusto. Infatti al prossimo che se n’esce che “certe cose capitano soltanto alle donne che se la cercano..” io propongo di sparargli direttamente ‘al bersaglio’: mica per vendetta ma, all’estremo, per un’estrema chiarezza ;))
    (poi se ancora non capisce vedrai che si spara da solo prima o poi: si chiama selezione naturale).

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This entry was posted on 10 September 2013 by in guerre.

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