La figlia della belva

«Dispiaciuta» per le vittime, ma «onorata» di portare il nome del padre: così si è detta Lucia Riina, figlia del capomafia Salvatore (Totò) Riina, alla televisione svizzera, «Io sono onorata di chiamarmi così, e felice» perché «è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità. Sono i miei genitori, siamo cattolici e devo dell’amore a mio padre e mia madre», afferma, ricordando che a casa pregavano tutte le sere e che il momento più brutto della sua vita fu l’arresto di suo padre. «Nostra madre è stata estremamente importante, poiché non abbiamo potuto andare a scuola. È lei che ci ha insegnato a leggere e a scrivere». Fonte

Va tutto bene, cioè non si può contestare l’amore di un figlio per i genitori. Ma essere “onorata” per un nome che mette paura soltanto a nominarlo sembra un pò troppo. Totò Riina non è stato un capoclan qualsiasi, ma uno stragista sanguinario. Mentre loro pregavano tutte le sere, molte famiglie piangevano i loro figli per la sete di potere e di soldi di quello che anche i mafiosi chiamavano “la belva” per la ferocia. Proprio una bella famiglia. La madre, quella santa donna, era figlia di un capomafia e sorella di Leoluca Bagarella, almeno duecento omicidi sulle spalle, fra cui quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido. Già, i figli: il padre di Lucia fra le sue infinite malvagità ordinò, ai tempi di Buscetta, di colpire i familiari dei pentiti “fino al ventesimo grado di parentela, compresi donne e bambini”. E mentre distruggeva le altre portava avanti, fra tante preghiere e tanto amore, la sua di famiglia. Totò e Antonietta hanno avuto quattro figli, quasi tutti ben addestrati (da killer) e in galera, fino all’ultima rampolla, Lucia appunto. Lei è cresciuta fra tanto amore, i figli di Boris Giuliano o dei poliziotti di Capaci hanno solo potuto onorare la memoria dei propri padri. Per rispetto a loro, almeno, la figlia della belva dovrebbe nascondersi dalla vergogna, altro che sentirsi onorata. A trentatrè anni non ci sono più giustificazioni per non sapere. E soprattutto per non capire. Dispiacersi non basta.

Ma c’è anche chi si ribella al padre boss

Advertisements

10 thoughts on “La figlia della belva

  1. Niente di cui stupirsi: chi è nato dentro quella cultura malata pensa in quel modo malato. Il punto, semmai, è perché ai sani debba essere propinato quel delirio televisivo. Ci sarebbe tanta gente interessante, davvero interessante, che varrebbe la pena di intervistare…

    • Vero, è sempre una questione di “livello”.
      al massimo la donnetta avrà letto lucky luciano… polpetta per affezionati alla volgarità scambiata per virile grandiosa onnipotenza.
      ma, “chi è nato in quella cultura malata pensa in quel modo malato”; infatti… questa frase mi fa pensare, perchè: “come mai” è nata in quella cultura malata? perchè per me è “questo” il punto interrogativo principale, sempre, in ogni cosa. E’ anche una bella donna, esclusivamente esteticamente parlando. Secondo l’antico concetto ellenico corrispondente a una bellezza interiore… dunque, e magari ci sarà qualcos’altro su cui dover lavorare (come tutti). Ora, se penso a Cleopatra…Messalina, mi chiedo: “come” si saranno successivamente incarnate anime tanto corrotte? sicuramente in niente di angelico… di evoluto. Evoluzioni/involuzioni di cui siamo sempre noi gli artefici… e prima di andarne fieri gli auguro di essere ancora in grado di prenderne coscienza.

  2. Caspita! Anche in Svizzera fanno documentari sugli animali e le belve oranti! Buono a sapersi.
    Se alla onorata figlia dell’ assassino feroce dispiace tanto per le vittime, quando sparirà la sua “cattolica” famiglia dalla faccia della terra, a me e molti altri, non dispiacerà. Anzi senza false ipocrisie, si stappa una bottiglia di quello buono. Poi una bella novena di gruppo.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s