La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Evitare una guerra globale

Prima o poi bisognerà parlarne, anche se so che si tratta di un argomento molto scottante. Ma sulla Siria ho molti dubbi, da sempre, e faccio fatica a non intervenire. So anche che è un discorso difficilmente digeribile, riceverò repliche sdegnate, ma vi prego di ragionare. E non seguire le frasi roboanti dell’amministrazione americana (“è un crimine contro l’umanità”) che ha sulla coscienza l’atomica di Hiroshima, il napalm del Vietnam, l’uranio dei Balcani e il massacro di civili in Afghanistan. Partiamo da un dato di fatto: nessuno mette in dubbio che il regime di Assad stia perpetrando un autentico eccidio, tuttavia la situazione non è così chiara come qualcuno vorrebbe far credere. Io starò sempre dalla parte degli attivisti siriani, di questo popolo che ha tutto il diritto di liquidare una dittatura sanguinaria. E il mondo ha il dovere di aiutarli. Ma fra gli oppositori ci sono molte parti e bisognerebbe cominciare a distinguere: ci sono appunto gli attivisti (e sono commoventi), ma ci sono anche i ribelli provenienti da mondi molto diversi e ci sono soprattutto i terroristi, cioè brigate che si ispirano direttamente ad al Qaeda. Intorno alla strage che da anni insanguina il Paese ci sono poi quelli che soffiano sul fuoco, sono i soliti e sono ben noti, a cominciare dalla tv del Qatar che ormai s’infila dentro tutte le rivolte, appoggiata stavolta anche dall’Arabia Saudita oltre che dal solito Israele che coglie ogni occasione per incitare alla guerra contro l’Iran. Tutto già visto purtroppo, in Libia e poi in Egitto soprattutto. E adesso, toh, arriva la “pistola fumante”, cioè l’attacco con le armi chimiche. “Gas”, una parolina maledetta e magica capace di scatenare (e giustificare) ogni reazione. Dobbiamo ricordare che l’occupazione dell’Iraq (che ancora dura dopo dieci anni) è partita con la stessa scusa? Speravo che Obama fosse diverso da Bush ma si sta drammaticamente riproponendo l’asse con gli inglesi per intervenire “subito e duramente” anche senza l’approvazione del consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero in grave violazione del diritto internazionale. In Iraq le armi chimiche non le hanno mai trovate, in Siria non ci sono prove. Ma tutto il mondo spinge emotivamente per la punizione di qualcosa che non è stato dimostrato. Arrivano gli ispettori dell’Onu e alcuni cecchini gli sparano: e chi ha detto che sono del regime, non possono essere ribelli? Capisco l’opinione pubblica, sotto choc per le immagini, ma un attacco diretto a Damasco darebbe vita a una guerra globale, forse l’ultima di questo pianeta. Nella speranza che non accada nulla di irreparabile vi propongo due documenti che magari possono giustificare i dubbi.  Che non sono soltanto miei.  Leggete qui.

1. Un video proposto dal “Corriere della Sera”. Accuse a distanza tra i fedeli a Bashar Al Assad e i ribelli. La tv di Stato siriana ha annunciato che l’esercito ha ritrovato in un quartiere di Damasco barili contenenti sostanze chimiche. Germania, Arabia Saudita e Qatar sono ora sotto accusa per aver fornito ai ribelli sostanze chimiche. Su alcuni barili c’era scritto “Fabbricato in Arabia Saudita”, mentre su altri appariva la scritta “Societa’ tedesco-qatariota di industrie internazionali”. L’esercito siriano disporrebbe di centinaia di tonnellate di agenti chimici di vari tipi. Un dato agghiacciante: secondo i ribelli mille civili sono rimaste uccisi per gli attacchi chimici.

2. L’email di un amico che mi inoltra un messaggio proveniente dalla Siria. L’amico si chiama Sergio, è un cooperante e vive a Jalalabad (Afghanistan). Da leggere con molta attenzione.

“Veniamo alla strage del 21 agosto nei sobborghi di Damasco. Gli ispettori Onu arrivano in Siria dopo infiniti tira e molla e il regime di Assad li accoglie con un bombardamento con gas nervino sulla popolazione civile? Sembra contro-intuitivo e autolesionista , anche per un regime che non ha certo lesinato tritolo e brutalità contro la sua popolazione. Da due anni tutti si aspettano che Assad usi le armi chimiche e non appena tra 100 e 550 persone muoiono con sintomi ascrivibili ad alcuni agenti chimici era ovvio che tutti puntassero il dito contro il regime. Quando il giudice Del Ponte mesi fa aveva scritto di uso di armi chimiche da parte dei ribelli era stata trattata come una vecchia arteriosclerotica tanto il suo argomento andava contro le aspettative.Tra gli scettici non allineati vedi la newsletterhttp://www.cbrneworld.com/ citata peraltro dalla stampa generalista e persino da La Repubblica (intervista al direttore Gwyn Winfield). Ed è a questo punto che mi sono ricordato dell’articolo di padre Dall’Oglio ( preso dall’ Inkiesta.com). Il gesuita aveva scritto una cosa a prima vista sconcertante: “Ma guardiamo alla cosa dal punto di vista etico della rivoluzione siriana. Ammettiamo per un istante che ci fossimo appropriati di armi chimiche sottratte agli arsenali di regime conquistati eroicamente. Immaginiamo di avere la capacità di usarle contro le forze armate del regime per risolvere il conflitto a nostro favore e salvare il nostro popolo da morte certa. Cosa ci sarebbe d’immorale?”. La mia prima reazione era stata che per eccesso di identificazione con la causa si era bevuto il cervello. Non tanto per la “immoralità” del machiavellismo che fa a pugni con quello che ci si potrebbe aspettare da un “compagno di Gesù”, ma per la rozza logica strumentale che non ti aspetti dalla penna di un intellettuale raffinato. Insomma una provocazione bella e buona che vista attraverso il prisma di Ghouta potrebbe acquisire un senso diverso. Ipotizzo dunque, seppur schematicamente:

?—Dall’Oglio sapeva – attraverso i suoi contatti – che i ribelli erano giunti in possesso di armi chimiche;
?—con la sua sparata di metà luglio (il 19) prova a mettere in guardia chi ha orecchi per intendere;
—pochi giorni dopo (il 28 luglio) sparisce mentre si trova a Raqqa in territorio controllato dalle fazioni jihadiste (sequestrato, ucciso, non si sa);
—il 21 agosto c’è il primo caso di uso “indiscriminato” di quello che sembra un agente tossico chimico;
—Usa, Gb, Francia, Turchia, Arabia Saudita, Emirati del Golfo hanno il techmerion, la pistola fumante, di cui avevano bisogno per legittimare un intervento mirato ad azzoppare il regime di Assad e tarpare le ali all’Iran il cui asse con hezbollah sta alterando gli equilibri di potere nella regione e minaccia Israele;
?—Dall’Oglio è stato eliminato perché sapeva e poteva smentire con la credibilità di un religioso cattolico amico dei ribelli tutta l’operazione”.

Ricordo che purtroppo di padre Dall’Oglio non si sa ancora niente. Come di Mimmo Quirico.

14 comments on “Evitare una guerra globale

  1. paolo dinucci
    27 August 2013

    l’attacco alla siria serve per aprire la strada all’attacco contro l’iran gli aerei di israele per raggiungere l’iran devono attraversare lo spazio aereo siriano. per quanto riguarda i “morti” e le altre persone, bambini compresi, che piangevano e si disperavano, veramente una bella recitazione che mi faceva ricordare quando veniva accusato ceausescu di avere ucciso “centinaia di persone” che poi si sono rivelati cadaveri presi dalle morghe di mezza romania. per quanto riguarda i politici americani europei ed italiani sono dei robot ( per non chiamarli coglioni) con il comando a distanza

    • pinoscaccia
      27 August 2013

      appunto e il “gioco” non ci piace

      • alessandro
        27 August 2013

        Pino, secondo te quanto Assad conta in questa situazione e quanto il suo clan? So infatti che lui non ha mai avuto grande interesse per la politica e si è trovato a guidare la Siria spinto dalla necessità.

      • GiorgiusGam
        28 August 2013

        La Siria è l’ennesimo vecchio copycat strategico militare americano, vedi Iraq-Afghanistan – Occhio al rispolvero di un’altro terribile oscuro innesco finanziario-terroristico come fu dietro il 9/11.

  2. umberto
    27 August 2013

    Spero che non succeda davvero…i nostri figli non ci perdonerebbero mai, sempre se dovessero sopravvivere. A prescindere da torto o ragione, oriente o occidente, fatti veri o presunti, interessi economici o meno, spero che per una volta l’uomo dimostri di essere meno stupido che in passato. Anche se dubito fortemente sull’intelligenza umana…

  3. Lucio Gialloreti
    27 August 2013

    Caro Pino , da perfetto profano ,che si informa leggendo solo i tuoi articoli , dico che il tanto osannato Obama (mi pare anche premio Nobel, o sbaglio?) mi sembra sempre più deludente e di brutto!

  4. Lorena Savastano
    27 August 2013

    grazie Pino per gente come me che non capisce nulla di politica internazionale , il tuo articolo è drammaticamente illuminante , non aggiungo altro solo che spero nell’uomo saggio , Obama una delusione sono d’accordo

  5. Monique
    27 August 2013

    Questi conflitti sono sempre più complessi di quanto appaiono e credo coinvolgano diversi settori, economia, informazione… L’unica drammatica certezza è che nulla si sa di padre Dall’Oglio e Domenico Quirico ed è difficila da digerire il fatto di dover continuamente offrire vittime praticamente per nulla…

  6. barbaincampagna
    27 August 2013

    Qui ognuno gioca il ruolo che si è ritagliato. Tutti vogliono essere i buoni e puntare il dito accusatore contro gli altri. Tutti vogliono influenzare gli eventi pro domo sua. E invece tutti hano i loro bei scheletri nell’armadio. Solo che il giochino è piuttosto pericoloso e può costare caro. Per qualcuno la vita umana vale poco, per altri un pò di pù ma non troppo. Alla fine spero che noi non facciamo ancora da cavalier servente. Non ci è congeniale. Da tutti gli interventi militari non abbiamo mai guadagnato un bel niente . Forse perchè siamo masochisti. In Afghanistan, ad esempio, per convincere i contadini a non coltivare papaveri da oppio abbiamo propsto loro di coltivare zafferano. Peccato che lo zafferano è un è una spezia che vale oro e che noi esportiamo.

  7. Fracaroli Giuseppe
    28 August 2013

    apro un’ulteriore parentesi ……… non è che quei famosi F35 tanto voluti ed irrinunciabili (malgrado le vicissitudini del paese) fossero parte del quadretto (che si va definendo in questi giorni) per le già allora considerate future incursioni aeree di appoggio?

    • GiorgiusGam
      28 August 2013

      L’F-35 rimane un aereo “bidone” (fragile strutturalmente-tecnologicamente, unità armamenti discreto rispetto a un F-18), se ne sono accorti per primi (con imbarazzo) gli americani con il recente taglio sugli ordinativi. Qualche anno fa dovevano continuare a sviluppare un nuovo F-14, ottima macchina da guerra dopo gli ultimi aggiornamenti, decisamente più robusto degli F-15 e F-16.

  8. mrm
    28 August 2013

    meno male pino che almeno tu non perdi la memoria, come non sbellicarsi dalle risa davanti alle solite sempre uguali motivazioni? dico io, ma almeno un po’ di fantasia, no? sempre lo stesso copione.
    peccato che ci sia poco da ridere… :(
    mah, si vede che è un copione che funziona.
    e allora vuol dire che l’uomo non impara nulla, siamo più stupidi delle formiche.

    poi, per aggiungere buffo al buffo, dicono: blitz di tre giorni.
    ah ah ah!!! ma dai……ma proprio non hanno memoria?
    ma non si vergogna mai nessuno?

  9. Pingback: La manipolazione arma delle guerre mediatiche | La Torre di Babele

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This entry was posted on 26 August 2013 by in siria.

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